giovedì 29 novembre 2012

Uovo nella Rosetta



Mio padre chiama questa ricetta la “colazione della regina” e ne adduce la provenienza ad un mio zio inglese che diffuse in famiglia questa golosità. Devo dire che non mi sono informata se ciò sia vero, lascio che la leggenda continui per il piatto che da piccola preferivo al punto che vederlo in tavola era come ricevere un premio personale.
In una di queste occasioni stavamo ospitando il quadrupede di mio zio, un cocker di nome Tappo, che andava assai poco d’accordo con il boxer di famiglia Cobra. Per questo i miei genitori in quei giorni tenevano i due cani saggiamente separati da una porta. Questa “separazione in casa” comportava che tutte le volte che dovevamo varcare la porta/confine eravamo costretti a fare parecchia attenzione evitando che i cani si incontrassero anche solo accidentalmente. Quella sera, prima di apprestarmi alla mia cena preferita, dovetti attraversare la famosa porta per andare a lavarmi le mani. Non so se fu l’entusiasmo del piatto che mi aspettava, la fretta o l’eterna distrazione, fatto sta che i due cani si incontrarono nel bel mezzo del corridoio. Sentendomi colpevole per la zuffa che ne stava scaturendo decisi di mettermi tra loro con la speranza di separarli. Tutta la mia famiglia arrivò subito in mio soccorso e fu mio padre ad avere la meglio sui due cani che in pochi attimi erano arrivati a ringhiarsi e a mordersi. Poco dopo scoprii che la mia ingegnosa decisione di piccola salvatrice di situazioni infelici mi aveva procurato una bella e profonda ferita all’altezza del gomito sinistro. Ci fu poco da fare, quello che mi aspettava era l’ospedale e 3 punti di sutura! 
Ricordo ancora mia madre che mentre ero sdraiata in pronto soccorso mi avvicinava la mano dicendomi di morderla se sentivo dolore, mio padre, chirurgo, impegnato a mettermi i punti, le mie urla, le lacrime e il rientro a casa dove la cena era ormai fredda. Sono passati 30 anni ma ricordo esattamente la mia sensazione di scioccheria e la tenera ed empatica promessa di mia madre che mi rifece l’uovo nella rosetta il giorno dopo!







4 rosette
4 uova
burro
sale



Aprite le rosette togliendo la calotta superiore in modo da creare una specie di cestino. Svuotatele della loro mollica e imburratele. Versate in ciascuna un uovo, salate leggermente e ricoprite con la calotta a sua volta imburrata. Mettete in forno caldo a 200° per circa 20 minuti, facendo attenzione alla cottura delle uova, che devono risultare rapprese ma non solide. Mangiatele come delle uova alla coque aiutandovi con il panino intorno.


V.




12 commenti:

  1. Che bello questo racconto, non so come me lo sono immaginato in una di quelle case inglesi di campagna..... E questa ricetta ve la copio all'istante, sai come piacerà ai miei ragazzi? Ma non solo :-) Baci

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    1. Ti ringrazio! La casa in questione è romanissima, niente campagne inglesi solo un ridente giardino che ha visto passare cani, gatti e 3 bambini che, ormai cresciuti, sfornano uova nella rosetta per figli e nipoti. Bisogna tramandare certe tradizioni di famiglia, specialmente quando un piatto così semplice riesce a mettere d'accordo tutti i commensali! :-)
      Un abbraccio
      V.

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  2. Cri è veramente carino questo racconto!!
    visto che io e Giacomino adoriamo le uova approfitteremo di questa buonissima ricetta!!
    Complimenti il blog è molto carino...lo seguo da un po' di tempo, ma non mai tempo di scriverti!!

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    1. Ciao, ti ringrazio a nome mio (Valeria) e di Cristiana. Auguro a te e a Giacomino una buonissima mangiata e...attenta...può creare dipendenza!!!
      Un abbraccio
      V.

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  3. Ciao ragazze,piacere di conoscervi!!
    complimenti per il bellissimo blog..ci risentiamo presto per lo swap!!

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    1. Grazie a te Barbara e...a presto!

      V&C

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  4. Vi seguo da poco e rimango presa dalle storie k si nascondono dietro ogni ricetta.....questa mi ha colpito x la semplicita e la ressa (dato k in cucina sono pigra)....e poi xk si mio padre me l'avesse fato mi sarei sentita una principessa :)
    Complimenti per il blog !!!!!!
    Isa.V

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  5. Vi seguo da poco e rimango presa dalle storie k si nascondono dietro ogni ricetta.....questa mi ha colpito x la semplicita e la ressa (dato k in cucina sono pigra)....e poi xk si mio padre me l'avesse fato mi sarei sentita una principessa :)
    Complimenti per il blog !!!!!!
    Isa.V

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    1. Grazie Isabel...l'Isabel che penso io? Un bacio grande Cristiana e Valeria

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    2. Si Cri proprio l'Isabel che pensi tu......che va in giro sul web alla caccia della ricetta semplice da fare e che possibilmente sia nutritiva con le verdure e non grassa ma sul vostro blog ci vado a la fine xk e molto bello saperne gli aneddoti legati a ricetta

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    3. ...ti prometto che passate le feste iniziamo a postare ricette, semplici, per bimbi e con verdure!!
      baci e...a domani

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  6. Valeria questa è la prima ricetta che ho letto nel tuo blog e devo dire che anche io sono stata colpita dalla dolcezza del racconto più che dalla ricetta.Poi a ripensarci, sicuramente la voglio provare, mi sembra veramente gustosa e particolare

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