martedì 28 maggio 2013

Last but not least...taieddhra romana

Difficile scrivere un post quando si è stanchi morti...
Son partita dal baccalà a cui ho aggiunto scarola e ceci, due ingredienti ben presenti nella cucina romana. Entrata nello spirito dell'MTC ho fatto una mini ricerca sul come il baccalà fosse arrivato a Roma e santa Wikipedia mi è venuta in soccorso:" la versione più diffusa dei fatti sostiene che nel 1432 la spedizione agli ordini del capitano veneziano Pietro Querini naufragò in Norvegia.  Per sopravvivere l'equipaggio superstite imparò a nutrirsi di questi grossi pesci, venendo ben presto in contatto con le popolazioni locali. Rientrando a casa il capitano Querini portò gli stoccafissi, che nel Triveneto e negli
altri territori un tempo appartenenti ala Serenissima sono chiamati bacalà. Agli inizi del '500 risale l'importazione del merluzzo secco in Calabria."
Da Venezia probabilmente qualche mercante ebreo in viaggio portò il baccalà con se e questo pescione divenne a pieno titolo piatto della nostra tradizione arricchito da uvetta e pinoli importati dall'Oriente...
Questo è il bello della cucina: il meticciato che si può trovare in ogni ricetta...l'agrodolce del baccalà iberico trasformato nelle sarde in saor veneziane, l'impade, biscotti dolci ripieni, quasi sicuramente derivanti dalle emapanadas portoghesi e, sempre per restare in ambito giudaico (vista la forte influenza che ha avuto nella cucina di casa mia), l'elaborazione di nuove ricette proprio per adattarsi alle situazioni: le alici per rispettare le direttive del papato che aveva deciso che il pesce destinato alle mense ebree dovesse esser quello azzurro (1661), l'invenzione del brodo di pesce per la vicinanza al porto del Tevere, la scoperta e l'elaborazione del mio amato "quinto quarto"...
...la ricerchina è finita....Cristian (che, secondo me, rimpiange amaramente di aver partecipato alla sfida precedente) aveva posto un veto nell'utilizzo dei legumi...ho disobbedito...ma li ho polverizzati, nella speranza si notassero meno...
Un'ultima nota, a mio sfavore: le cozze, con il loro liquido, danno un qualcosa in più al piatto che nessun brodo di pesce riesce a sostituire...notte Cri.



600 g di baccalà ammollato
350 g di ceci lessati
mezzo cespo di scarola
250 g riso Roma
olio d'oliva
sale
50 g pecorino
2 patate medie
1 cipolla rossa
prezzemolo
sale
Per il brodo: lische e pelle del baccalà, 1 cipolla, 1 costa di sedano, 1 carota, prezzemolo, foglia di alloro, sale.

Preparare il brodo. Fare un soffritto con olio d'oliva, cipolla, sedano, carota, prezzemolo e alloro. Aggiungervi il pesce e acqua. Salare (poco che con il baccalà non si scherza) e lasciar sobbollire per circa un'ora.

Accendere il forno a 200°.
Asciugare i ceci. Tritare il prezzemolo. Passare i ceci ne prezzemolo e metterli in forno con un filo d'olio fino a quando non risulteranno abbrustoliti.
Tagliare le patate e la cipolla  in fettine sottili. Lavare e tagliare in listarelle la scarola. Tritare i ceci.
Iniziare a comporre la taieddrha: un filo d'olio d'oliva, uno strato di patate, uno di cipolle, la scarola. Sciacquare velocemente il riso sotto l'acqua e farne uno strato sottile, aggiungere il baccalà tagliato in fettine, la polvere di ceci ed una manciata di pecorino. Continuare così fino ad esaurimento ingredienti. Coprire col bordo di pesce. In forno a 160° per circa un'ora...notte a tutti!






Con questa ricetta aprtecipo all'MTC di maggio.

lunedì 27 maggio 2013

Barrette per il Vegetal Monday

Preparate per i piccoli atleti alle prese con le gare di nuoto, mangiate tutte dalla mamma in preda ad un attacco di fame compulsiva...con la scusa: "tanto son sane"...
L'unico dubbio nell' inviarle alla Capra è nell'utilizzo del miele...sempre prodotto d'origine animale, non so se sia concesso o meno...Aggiornamento: non è permesso...dubbio dissipato!
La ricetta viene dal libro di Paul McCartney, nell'originale era previsto l'utilizzo delle albicocche secche che ho sostituito con i mirtilli rossi...buona giornata Cri.




250g di mirtilli rossi disidratati
3 cucchiai di succo di fragola (si può usare quello alla mela...o altro tipo di succo)
175 ml di olio di semi di girasole
4 cucchiai di miele chiaro
175g di fiocchi d'avena
150g di farina
50 g di noci tritate

Scaldare il forno a 190°. 
Mettere i mirtilli con il succo di fragola in un pentolino sul fuoco e far cuocere per 5 minuti, fino a che non saranno morbidi.
Mettere l'olio e il miele in un'altra pentola e portare sul fuoco, mescolare fino a quando non risulterà ben amalgamato. Aggiungere l'avena, la farina e le noci e mescolare bene. Versare metà del composto in una teglia con carta da forno. Rovesciarvi sopra i mirtilli e cospargervi sopra il rimanente composto all'avena. Livellare con il dorso di un cucchiaio bagnato.
In forno per circa 35 minuti. Aspettare che si freddi, rigirare e tagliare in barrette.

A dir la verità a me non si sono tagliate con precisione, ma a livello di sapore non sono affatto male!

sabato 25 maggio 2013

Filetto d'orata al tè verde

Questo post lo dedico ad un uomo....quanto vorrei esser così famosa da far sì che il post venga letto ovunque in modo tale che anche a lui arrivi il messaggio...
A te, uomo azzimato di una certa età. A te che hai passato la mattina a passarti il rasoio sulle gambe, a farti un lettino total body bronze, a spazzolarti il capello con la brillantina e il pettine a denti stretti tanto da ottenere quell'effetto capello appena pettinato modello Ridge, a te col tuo completino da tennis bianco, con il gilet di lana blu stile Panatta, a te, solo per te, due parole. 
La vita di noi mamme mezzo lavoratrici, mezzo casalinghe, sempre di corsa, non è piena di momenti a noi dedicate...se tre donne tardo giovani decidono di fare lo sforzo e riprendere la racchetta dopo 20 anni, approfittando del fatto che in contemporanea i figli giocano a pallone sul campo accanto (questo tanto per far presente che non è un momento di svago rubato a chicchessia), vestite con le loro belle tutone (non tutine, bada bene), la mutanda sempre pronta a venir fuori, le racchette classe 1970, il fiatone al primo dritto...se lo fanno, lo sforzo, non è per dividere il campo con te, non è per allenarsi in modo tale da fare una partita con te, è solo per farsi due risate...ma soprattutto: se nessuno ti invita a giocare, non puoi ficcarti in campo, iniziare a giocare, darci le regole e riinvitarti per la prossima settimana...spargete voce: fosse un parente!! 'ngiorno C.


Per il contest Paola e Floriana ho pensato a del pesce. L'idea di abbinare il pesce al tè verde...questa è la mia versione.

Cosa serve:

1 orata (circa 400g)
prezzemolo
1 mazzetto di asparagi
tè verde in foglia
1 uovo
1 cucchiaio di succo di limone
1 cucchiaio di aceto bianco
1 cucchiano di senape
100 ml di olio d'oliva, più un filo per la padella

Preparare del tè verde molto concentrato: 1 cucchiaino di foglie in poca acqua. 
Sfilettare il pesce e metterlo a marinare nel tè verde (conservandone 1 cucchiaio) per circa 8 ore.
Sbollentare gli asparagi per pochi minuti e scolarli al dente, passarli nell'acqua con ghiaccio (per mantenere il colore brillante). Tritare il prezzemolo. Togliere il pesce dalla marinatura e passarlo nel prezzemolo.
Preparare la maionese. Sbattere l'uovo con il limone, l'aceto e la senape. Aggiungere a filo circa 100ml di olio fino ad ottenere una maionese. Aggiungervi il cucchiaio di infuso di tè verde.
Scaldare in una padella un filo d'olio. Farvi cuocere per circa 2-3 minuti per lato i filetti d'orata.
Servire con la maionese e gli asparagi.




Con questa ricetta partecipo al contest di Paola e Floriana

mercoledì 22 maggio 2013

Frangipane salata agli asparagi...modificata giusto un pizzico

Vi posso ammorbare un po'? Vi ammorbo...anche perché il blog nasce anche come diario o sbaglio? Dovrei parlare solo di cucina? Forse...ma oggi mi rode, quanto mi rode!!
Mi irrita il menefreghismo delle persone con cui lavoro, mi irrita la supponenza, mi irrita chi ti da consigli non sapendo un fico secco della tua vita e non capendo un fico secco neanche della propria, mi irrita il fatto che mi faccio rovinare la giornata, mi irrita esser così arrabbiata da non aver voglia di avere i figli intorno, mi irrita che tra me e l'essere diplomatici non corre buon sangue, mi irrita non riuscire ad avere il sorriso sulle labbra mentre ti uccido alle spalle, mi irrita il fatto che in linea di massima dico quello che penso...senza neanche cercar di tamponare con un po' di delicatezza, mi irrita il fatto di non riuscire a controllarmi, di farmi salire l'ira da farmi gonfiare le giugulari...dovrei sempre contare fino a 10, ma arrivo spesso e volentieri solo al 3...ecco: il piccolo sfogo mi ha fatto capire l'inutilità di tutto il malumore...uff! C.



La ricetta la trovate qui....da Mamma Loredana ho preso altro ed è una sicurezza: nessuna delusione!
Con queste frangipane mi ha fatto scoprire la pasta brisèe di Knam che non conoscevo.
L'unica modifica è l'utilizzo della farina di pistacchio invece di quella di mandorle...che convinta di avere non avevo ricomprato...




Con questa ricetta partecipo per la prima volta al contest di Cuocicucidici con una ricetta di Mamma Loredana (spero di aver fatto tutto giusto!)

martedì 21 maggio 2013

Taieddhra al sapore di tiella...tanto per crear confusione

Visto lo scompiglio che ha creato la ricetta ho pensato di aggravar la situazione, sempre che non ci abbia pensato qualcun altro, e dar vita ad una tieddrha con gli ingredienti della tiella campana...tutto questo ovviamente per l'MTC...inutile che vi spieghi ogni volta il perché mi "prende" tanto questo gioco (la parola "sfida" non gli si addice!)...parto veloce con la ricetta, nessun disegno, nessun aneddoto...buona giornata Cri


Cosa serve:

200g di riso thay rosso integrale
2 patate medie (circa 400g)
2 cipolle rosse di Tropea
1 kg di moscardini (li ho preferiti al posto del polpo per paura dei tempi di cottura)
100 g di olive di Gaeta
4-5 pomodorini del tipo datterino
prezzemolo tritato
olio d'oliva
50 g di pecorino
mezzo limone
2 carote
1 cipolla bianca
foglie d'alloro

Con un moscardino ho preparato del brodo. Mettere in una pentola con acqua fredda le carote, le foglie d'alloro, 1 cipolla e il moscardino intero. Portare ad ebollizione, dopo 10 minuti spegnere il fuoco e lasciar raffreddare.
In un tegame a bordi alti mettere i moscardini rimasti con un goccio d'acqua e mezzo limone sul fuoco. Quando tutta l'acqua sarà evaporata spegnere.
Privare della buccia le patate e tagliarle sottili, fare altrettanto con la cipolla. Lavare i pomodori e tagliarli a cubetti.
Sciacquare velocemente il riso sotto l'acqua fredda.
Iniziare a comporre la taieddrha. Ungere una teglia con olio d'oliva, fare uno strato di patate e cipolle. Aggiungervi il riso, i moscardini tagliati a pezzetti, i pomodori e le olive denocciolate. 
Spolverizzare con formaggio grattugiato e del sale.
Continuare con gli strati fino ad esaurimento ingredienti.
Spolverizzare col formaggio rimasto e coprire il tutto col brodo di moscardino. Salare e mettere in forno a 160° per un'ora, trascorso questo tempo aumentare a 180° e far andare ancora per circa 40 minuti, fino a che la superficie non risulterà leggermente dorata.



Questa volta c'è anche la foto della "fetta"...





Con questa ricetta partecipo all'MTC


lunedì 20 maggio 2013

Vegan pancake alle mele

Oggi voglio essere più che puntuale per il Vegetal Monday visto che l'altra settimana ho saltato...pancake trovati in rete, preparati da una fantastica signora in vestaglia...vi risparmio la vestaglia, ma vi posto la ricetta leggermente modificata! Buona giornata Cri



Cosa serve:

250 g farina integrale
1 cucchiaino di lievito
1 cucchiaino di cannella (a me piace molto...ma si può anche eliminare)
1 cucchiaio di tajine
150 ml di latte di soia
1-2 cucchiai d'olio di semi di girasole (la consistenza deve essere quella del pancake...)
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 pizzico di sale
1 mela



Miscelare gli ingredienti secchi in una ciotola e gli umidi in un'altra. Unirli e rigirare fino ad ottenere un composto omogeneo. Lavare la mela e tagliarla in fettine circolari spesse mezzo centimetro circa.
In una padella leggermente unta d'olio mettere un cucchiaio d'impasto, quando risulterà dorato da un lato prima di girarlo adagiarvi la fettina di mela, girare e cuocere dall'altro lato.
Spolverizzare con zucchero a velo.



E questo è il pancake addentato!!





Con questa ricetta partecipo alla raccolta de La Cucina della Capra

domenica 19 maggio 2013

...un mondo da scoprire...crema alle banane con fragoline di bosco

...oltre al tarassaco c'è altro ai piedi di una quercia del giardino: scoperte dai bimbi (sono più alla loro altezza!) un fantastico gruppetto di fragoline di bosco...così resto sul tema dell'homemade ed ecco pronta una crema alle banane...di più non scrivo che son reduce da una comunione! C.


Cosa serve:

1 pugno di fragoline di bosco
1 banana
1 tuorlo
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di farina
1 bicchiere di latte
100 ml di panna da montare
scorza di limone grattugiata
1 cucchiaio di pistacchi grattugiati

Preparare la crema. Mettere a scaldare il latte. Sbattere con una frusta il rosso con il cucchiaio di zucchero e poi con quello di farina. Aggiungere il latte e rimettere sul fuoco, continuare a mescolare con la frusta fino ad ottenere una crema densa. Togliere dal fuoco, aggiungervi la scorza grattugiata del limone e stendere su un piatto per far raffreddare. Montare la panna. In un mixer frullare la banana con 1 cucchiaio di zucchero per non farla annerire. Aggiungere la crema. Mettere in una coppetta le fragoline sciacquate e asciugate. Aggiungere alla crema di banane la panna montata, mettere il composto sopra le fragole e aggiungervi la granella di pistacchi. 
Tempo di esecuzione? 30 minuti...esclusa la raccolta delle fragole...se avete dei piccoli mostri...rientra nei 30!!! 




Con questa ricetta partecipo al contest di Roberta

venerdì 17 maggio 2013

Come scoprire di avere di che nutrirsi anche in giardino...bruschetta tarassaco e pecorino

Ricetta veloce, post ultraveloce...che la giornata non è ancora finita...
Qualche giorno fa Sabrina nel suo blog dedica un post al tarassaco...di nome lo conoscevo, ma beata ignoranza non sapevo assolutamente cosa fosse...e questo giusto un esempio di quanto sia ignorante in cucina e di quanto sto imparando anche grazie al web...
Quando vedo di che si tratta un "ohhhh" di stupore mi esce dalla bocca: ne ho il giardino pieno...
Da qui l'idea di provarlo e di prendere due piccioni con una fava usandolo per una ricetta veloce per il contest di Roberta...per la quale volevo preparare un intero menu (so' grandiosa, so'!), ma visti i tempi stretti intanto mi accontento di un antipasto...Notte Cri.


Chi non ha un giardino non entri nel panico, ogni bordo di strada ne è pieno...certo che se bisogna andar in campagna a coglierlo i tempi si allungano...

Cosa serve:

1 mazzetto di tarassaco
1 fetta di pane
qualche fettina di pecorino romano
olio
1 spicchio d'aglio

Pulire il tarassaco. In una padella far rosolare l'aglio in un filo d'olio. Mettere il pane a tostare su una griglia. 
Saltare per 2-3 minuti il tarassaco in padella (compresi i fiorellini). Coprire col pecorino la fetta di pane lasciandola sulla griglia. Sciolto il formaggio aggiungervi il tarassaco. Un'altra grattugiata di pecorino e la bruschetta è pronta...
Tempo del tutto (compreso il "raccolto) 25 minuti...




Con questa ricetta partecipo al contest di Roberta

giovedì 16 maggio 2013

Taieddrha o meglio risopatatecozze the original version of the C. family...in inglese ché suona meglio

Alla notizia della vittoria di un "marito" (si, Cristian: questo sei...appartieni alla categoria di quelli che si trovano al di là della barricata...) un sorriso di soddisfazione è spuntato sul viso del mio...
Alla notizia della ricetta scelta è partita la ola...
Il primo piatto che mi ha cucinato è stata una zuppa di fagioli e cozze...che direi non è proprio il massimo per il primo incontro...ma lì avrei già dovuto capire...non amo generalizzare, ma lo faccio spesso, gli uomini tendono a fissarsi su una ricetta: mio padre col tiramisù con uno "straterello di gelato"...mio marito con la pasta con le cozze.
Descrivo. Diciamo che è un gran lavoratore e a casa ci sta ben poco, il giorno che si ritrova libero inizia a vagare per casa con aria insoddisfatta, fino a quando, rompendo gli indugi, sale in macchina e parte per la caccia...dopo un paio d'ore mi torna con un quantitativo abnorme di cozze che vanno pulite, cucinate e sgusciate...si prepara il suo bel sughetto per la pasta e un sorriso di beatitudine gli si dipinge in volto e così conclude il pasto: "Certo che un sugo così sarebbe ottimo da dare ad una cena..."...chiaro riferimento denigrativo nei confronti di quello che preparo io...
Da parte mia una sorta di sgomento mi ha colpito...la persecuzione della cozza!!
Ma l'MTC è questo: sfida continua e un pretesto per imparare un'infinità di cose...sono una new entry nel gruppo, ma è scattata un'affinità strana a molti incomprensibile...la cosa che mi piace di più è l'"etica" che c'è alla base...cerco di spiegarmi. Il bello dell'MTC è rielaborare delle ricette seguendo determinate regole...si può dar spazio alla fantasia, rispettando la ricetta iniziale...quello che mi colpisce è come ogni volta che cerco di spiegarlo la prima cosa che mi viene detta dal mio interlocutore è: 
"Ma scusa, se neanche assaggiano il piatto fregatene e fallo come vuoi!"
E' qui che entra in gioco l'etica (la definisco così, forse c'è un termine più esatto): ma se vado a barare in una situazione del genere, nella vita reale che tipo di persona sono?
Del tipo: "Nessuno mi vede, faccio quello che mi pare"...insomma mi piace l'onestà che percepisco come sottofondo...
Anche nel caso della taieddrha il primo commento è stato: "Ma tu sei pazza! Mica ti puoi pulire tutte le cozze da crude!" I suggerimenti sono stati: usale congelate o falle aprire sul fuoco (possibilità per altro plausibile)...e no, dico io: se l'originale prevede la cottura a crudo così sia...
Puliti i miei 2 kg e mezzo di cozze ho scoperto che non è poi così difficile...bisognerebbe solo incartare la cucina col cellophane a mò di serial killer per evitare gli schizzi ovunque...


...non sono in grado...ma un disegno lo volevo fare anch'io...

La ricetta, per la mia prima versione (alla quale spero ne seguiranno altre), è para para a quella di Cristian...spiega il tutto in maniera perfetta. 
Ho solo aumentato la dose di cozze...per far felice chi sapete voi.
Fatta la sera per il giorno dopo....finita la sera stessa...quindi un'unica foto!!
Il marito? Felice come una pasqua...e con le cozze crude è tutt'altra storia! Notte C.




Con la taieddrha partecipo all'MTC

martedì 14 maggio 2013

Come da un capello stile Croods si possa arrivare ad una caprese in bicchiere....

Tutto è iniziato quando mio marito, coll'indice puntato, mi ha chiesto con fare inquisitorio: 
"Ma visto che lo shampoo era finito...con che cosa te li sei lavati i capelli?"
La sottoscritta, con nonchalance: "Col sapone intimo!"
Lui: "Basta Cri: hai una certa età non puoi andare in giro così!"
...accompagno i bimbi a scuola, li vado a riprendere e mio figlio mi fa: "Mamma: sai che hai proprio i capelli come la nonna dei Croods?"
...visto che l'ultima volta che sono stata dal parrucchiere risale al giugno 2012 ho pensato che fosse ora di far qualcosa...
Ho ceduto alla tentazione e mi sono sottoposta ad un trattamento lisciante che per ora è una favola...e allora? Direte voi (ditelo, pensatelo...): in tutto questo che c'entra la caprese?
Il mio parrucchiere è un tipo un po' particolare, ha questo salone sperduto nella campagna in un loft tutto vetri, il tutto è arredato in maniera molto semplice ed invece delle riviste ha una piccola biblioteca...tutti libri che puoi leggere il tempo di un colpo di sole...ovviamente la mia attenzione è stata catturata da un libro di cucina (di cui non ho fotografato la copertina...chiedo perdono all'autore) e col cellulare ipertecnologico ho iniziato a scattare foto alle ricette...visto l'approssimarsi della scadenza del contest di Roberta avrei voluto iniziare con un antipasto, ma visto che ho "copiato" sforzo le meningi e ci riprovo...un abbraccio dalla blogger più liscia del pc...alla faccia della nonna dei Croods!! Cri


Cosa serve:

250g di mozzarella di bufala
180 g di crescenza
100 ml di panna da montare
olio
sale
foglie di basilico
500g di pomodori datterini

Passare al mixer la mozzarella, la crescenza e la panna con circa 5 cucchiai d'olio e un pizzico di sale.
Riempire un bicchierino col composto fino a raggiungerne la metà. Frullare i pomodori interi col frullatore, aggiungere circa 4 cucchiai d'olio e un pizzico di sale. Filtrare la salsa e versarla sopra al composto di mozzarella. Guarnire con delle foglie di basilico.








domenica 12 maggio 2013

Si può cuocere un agnello per 12 ore? Si può, si può e non son la prima...agnello ai frutti rossi...

Volevo provare a fare un piatto con l'agnello...ho comprato il pezzo che mi serviva, torno a casa e Cris (sempre lei, lo so...) mi manda il link di WineContest: "Se ce la fai potrebbe essere un'altra occasione per tornare a Firenze...". Come non accogliere la sfida?
Più volte ho letto ricette d'agnello con tempi di cottura esagerati (soprattutto in Francia) e così: guarda di qui, guarda di là ho deciso di provare...tutto molto semplice, bisogna solo avere un po' di tempo...
Sul sapore...ormai dovreste conoscere la mia passione sull'abbinamento carne-frutta, in questo caso forse ho azzardato troppo ma ho cercato di riportare i profumi del vino usato per la marinatura nel piatto stesso...buona serata C.


La foto è stata fatta in notturna e non rende, ma i colori, per di più in tinta con la cocotte, erano uno spettacolo!


Cosa serve:

1,5 Kg spalla d'agnello
1 l di Bardolino
2 stecche di cannella
3 chiodi di garofano
un pugno di pepe rosa
un pugno di mirtilli rossi essiccati
1 vaschetta di fragole
50 g burro
sale
1 cucchiaino di amido di mais

Preparare una marinatura col vino, le spezie, i mirtilli rossi e le fragole. Coprirvi la carne e lasciar riposare per circa 8 ore in un luogo coperto. Girare ogni tanto la carne.
Far fondere il burro in un tegame di ghisa ( o in un tegame a fondo spesso), a fuoco vivace far rosolare la carne su tutti i lati. Aggiungere il liquido della marinatura, coprire con un coperchio e mettere in forno a 100° per 12 ore. L'ho lasciato cuocere tutta la notte, l'ho girato solo una volta.
Togliere dal forno, filtrare il liquido in una padella, aggiungervi un cucchiaino di amido di mais sciolto in acqua e far addensare. Salare e servire con la salsa.


...ovviamente sono stata cazziata dal marito per l'antieconomicità del piatto...mea culpa: non ci avevo pensato!



Con questa ricetta partecipo al contest di Cre-Azioni in cucina

sabato 11 maggio 2013

Tortina di frolla all'olio con crema al rosmarino e, perché no, anche una noce macadamia...

Come una semplice sfaldatura possa farti capire gli anni che passano....
Quest'anno il giardino mi ha visto poco e niente, ma non c'è verso la primavera chiama e oggi mi son dovuta mettere al lavoro....nella zona che dovrebbe fungere da orto era cresciuto di tutto e così son partita tutta bella attrezzata col decespugliatore, gli stivaloni e gli occhiali da sole...una volta finito mi è esploso un mal di testa di quelli perforanti...chiaro segnale che gli anni passano o semplicemente che dovrei farlo più spesso...Fatto sta che se non mi do da fare quest'anno i pomodori dell'orticello li vedo male...la prossima volta vi posto l'avanzamento lavori...sempre che avanzino! 
Per il contest di Annaferna e Sandra ho pensato a questa ricetta: l'olio d'oliva lo associo al rosmarino e quindi...C.


Per la frolla all'olio:

300g farina 00
100g zucchero
2 uova
100ml olio d'oliva extravergine
scorza di un limone grattugiata
1 cucchiaino di lievito in polvere

Per la crema al rosmarino:

3 bicchieri di latte in cui è stato lasciato un rametto di rosmarino in infusione per una notte
3 uova
3 cucchiai di zucchero
3 cucchiai di farina

Una manciata di noci macadamia.

Preparare la farina a fontana e mettervi al centro le uova, l'olio, lo zucchero, il sale e la scorza di limone. Impastare fino ad ottenere un panetto liscio ed elastico. Far riposare per 30 minuti coperto da un canovaccio.

Per la crema. Portare a bollore il latte insieme al rosmarino. Sbattere le uova con lo zucchero, aggiungere la farina e lentamente aggiungere il latte filtrato. Mettere sul fuoco e girare con un cuccio di legno fino ad ottenere una consistenza liscia e senza grumi.

Imburrare degli stampini da tartelletta. Stendere la pasta, adagiarla nello stampo e mettervi la crema, una noce e chiudere con altra pasta. In forno a 180° per circa 30 minuti.





Con questa ricetta partecipo al contest di Annaferna e Sandra....



venerdì 10 maggio 2013

Tagliolini con agretti e gallinella...l'estate è arrivata...

....ormai dovrebbe esser chiaro: di parlare a me non è che vada tantissimo...eppure attiro tutti quelli che ne hanno bisogno...Patty qualche giorno fa ha scritto un post, come sempre esilarante, sul perché le persone alla domanda: "Come stai?" non rispondano mai: "Bene!!!"....
...è proprio questo: sarebbe troppo semplice! Un "Bene" taglia la conversazione ed invece è necessità comune sbrodolarti tutta la propria vita in dieci minuti...e per carità son ben felice di ascoltarti, ma sapere che la zia che vive in Australia, che non vedi da vent'anni, si è operata di protesi d'anca per la quale è stata ricoverata in una clinica in mezzo al deserto,  in cui è stata attaccata da un canguro mentre stava facendo riabilitazione con il deambulatore per cui ha avuto uno shock per il quale ha perso la ragione ed è scappata col fisioterapista di venti...non è che mi interessi molto....e magari fosse questo il resoconto...
Sei al bar, gustandoti il tuo primo caffè della giornata dopo aver lasciato i figli a scuola rischiando l'infarto mattutino (almeno a casa mia) e spunta lei/lo sciorinatore catastrofi...che ti fa andare di traverso il caffè, per storto la giornata e a quel paese il momento di pace tanto agognato...mi piace ascoltare, ma quello che mi colpisce in questi soggetti è la capacità di passare dall'occhio lucido (di commozione) all'occhio luccicante  (di bramosia) per l'ultimo colore di smalto sfoggiato dalla vicina (siamo sempre al bar...).
Ancora non ho capito se è un modo per esorcizzare le sfighe, un modo per stare al centro dell'attenzione o semplicemente un modo per rompere le balle...notte C.



Per i tagliolini all'uovo:

150 g farina 00
150g farina di semola rimacinata
3 uova
1 cucchiaio d'olio d'oliva
1 pizzico di sale

Per il condimento:

2 gallinelle o "coccio" (circa 800g)
1 mazzo di agretti
2 cipolle fresche
scorza di limone
olio d'oliva
sale

Per la pasta. Fare la fontana con le farine, mettere al centro le uova con il sale ed iniziare ad amalgamarle con l'aiuto di una forchetta. Iniziare a lavorare a mano, prendendo la farina dall'esterno verso l'interno. Continuare a lavorare ed eventualmente, se l'impasto risultasse troppo duro, aggiungere poca acqua tiepida. Impastare fino ad ottenere un composto liscio e senza grumi. Far riposare coperto per circa 1 ora.

Sfilettare le gallinelle solo da un lato, togliere le eventuali spine rimaste con l'aiuto di una pinzetta. Far marinare per circa un'ora con dell'olio d'oliva e la scorza grattugiata di un limone.

Pulire gli agretti eliminando le parti più dure. Lavarli bene per eliminare tutta la terra. Portare a bollore dell'acqua, far lessare gli agretti per circa 3 minuti. Scolare e mettere in una ciotola con acqua e ghiaccio per mantenere il colore brillante.


Riprendere l'impasto, con l'aiuto della macchina per la pasta stendere delle sfoglie, prima grossolane e poi sempre più sottili fini a raggiungere lo spessore desiderato. Con l'accessorio per i tagliolini realizzarli e poi metterli su un piano ad asciugare con della farina di semola.

Far soffriggere leggermente le cipolle tagliate a julienne, aggiungere gli agretti e far saltare in padella per qualche minuto. Aggiustare di sale.
In un'altra padella mettere un filo d'olio d'oliva, scolare il pesce dalla marinatura e far cuocere velocemente a fuoco vivace.
Portare a bollore l'acqua per la pasta, salarla,  gettarvi i tagliolini per 2 minuti, tirali su con l'aiuto di un forchettone e farli finir di cuocere insieme agli agretti. Aggiungere la gallinella tagliata a cubetti e della scorza di limone grattugiata.

...come sempre molto più facile a farsi che a scriversi...cri



Con questa ricetta partecipo al contest di Cre-Azioni in cucina

lunedì 6 maggio 2013

Al vegetal monday non si comanda...per domani gnocchetti di farina integrale con vegan vignarola

...ho la piccola che non demorde, quindi bando alle ciance e via con la ricetta per il Vegetal Monday...



Per la vegan vignarola (vegan perché nell'originale andrebbe la pancetta):

200g fave sgusciate
200g pisellini freschi
2 carciofi
2 cipollotti freschi
olio d'oliva
sale
pepe

Per gli gnocchetti:

150g farina integrale
150ml di acqua
sale

Pulire i carciofi. Togliere loro le foglie esterne e l'eventuale barba che si può trovare all'interno. Immergerli in acqua acidulata con limone per evitare che anneriscano.
In una padella con 3 cucchiai d'olio far stufare a fuoco basso i cipollotti tagliati a listarelle. Aggiungere i carciofi tagliati a spicchi, le fave e i pisellini. Far andare a fuoco medio fino a quando il tutto non risulterà morbido, ma leggermente al dente. Aggiustare di sale e pepe.
Per gli gnocchetti. Portare a bollore l'acqua, togliere dal fuoco e versarvi a pioggia la farina con un pizzico di sale.
Mescolare con un cucchiaio di legno e capovolgere sul piano di lavoro infarinato, formare dei cilindri sottili e ottenere, con l'aiuto di un coltello, degli gnocchetti.
Farli cuocere per pochi minuti, non appena vengono a galla, in acqua bollente salata.
Condire con la vignarola.


...un omaggio per chi è dall'altra parte...



Con questa ricetta partecipo alla raccolta de La cucina della Capra

domenica 5 maggio 2013

Come essere quasi timide a quasi quarant'anni e pentirsene amaramente...Panzanella dell'estate che fa capolino...

"Tiratela un pò di più"...parole di Vaty nei miei confronti...a cui rispondo: "Magari riuscirci!!"
Sono così, sempre stata così: in realtà sbaglio a definirmi timida, non lo sono...ho solo bisogno dei miei tempi e dei miei spazi e il mega raduno del 27 aprile mi ha spiazzata.
L'ho scritto quasi a tutte...avrei voluto conoscervi meglio e non riesco a partecipare al vostro entusiasmo proprio perché mi siete passate davanti come un lampo...non sono il tipo di persona che riesce ad entrare nelle situazioni  a gamba tesa, con la battuta pronta e l'abbraccio facile...avrei voluto mimetizzarmi e osservarvi tutte da vicino, più vicino...ho avuto la gioia di condividere il pasto con Vale, solare e timida allo stesso tempo, con Simona, donna viva e piena di sorprese e con Ada, pienamente investita del ruolo di "foodblogger"...finalmente ho conosciuto Patty, con la quale mi sento sulla stessa lunghezza d'onda...e poi? Poi basta: sorrisi veloci, rapide strette di mano, scambio di nomi...tutto troppo rapido per me...ma allo stesso tempo è come se avessi sprecato un occasione e mi dispiace molto, soprattutto per essermi persa praticamente tutte voi, la cui bellezza consiste nell'essere donne vere, piene di entusiasmo, donne normali che condividono la stessa passione alcune solo per puro divertimento altre, forse, pensando ad altro...donne sorridenti, di sorrisi veri...avrei voluto farvi capire un po' di più chi sono e avrei voluto capire un po' più di voi...ma sono un'ottimista e son sicura che la prossima volta andrà meglio...con l'età si dovrebbe migliorare, o no? Cri



Questa è la mia panzanella, niente a che vedere con quella che ci ha gentilmente preparato lo chef Giuseppe Di Iorio del ristorante Aroma (location impareggiabile) insieme ad altri splendidi piatti...

Cosa vi serve:

3 fette di pane raffermo
1 cipolla rossa
5 pomodori
basilico
olio d'oliva
sale
aceto

Bagnare il pane con l'acqua, lasciarlo riposare per una ventina di minuti e poi strizzarlo. Sbriciolarlo e condirlo con la cipolla tagliata a julienne, i pomodori tagliati a cubetti, il basilico, olio, sale e aceto a piacere. Lasciar riposare per qualche ora in frigorifero e servire.



...grazie a chi ci ha messo l'anima: Monica Chiocca, Berry, Roberta Paris, Roberta Morasco e Monica Pennacchietti....
...e a tutte le altre che hanno vissuto il tutto con così tanto entusiasmo da riuscire a trasmetterlo tramite un pc...



sabato 4 maggio 2013

Partita dal quinto quarto arrivata...a Firenze!...Invenzione di guancia

E' passato tanto di quel tempo che stavo perdendo le speranze nello scrivere questo post...diciamo che prima volevo fare una certa ricetta e poi...ho bisogno dei miei tempi..
E' iniziato tutto con una raccolta di ricette a base di acciughe...vado a sbattere in questo blog e resto affascinata dalla sfida: raccogliere 365 diversi piatti realizzati con le acciughe fresche...allo scadere dei tempi riesco ad inviare una ricetta...tanto per dire: "Ho partecipato!"...da lì son passata ad altro blog, sempre della stessa autrice, che insieme ad un'altra blogger hanno dato il via ad un contest da cui mi sono fatta letteralmente "prendere": ho tormentato familiari e amici (ma soprattutto i primi) con trippa, milza, cuore e affini...ingredienti poco usati e "stimolanti"...ma soprattutto vera sintonia con Cristina...battute, complimenti, un "prima o poi ci vediamo", un "organizziamo a metà strada"....una gita a Firenze.
Come dal virtuale passare al reale...già detto e ripetuto: per me tutto questo (computer, email, facebook) è nuovo e ancora cammino in punta di piedi...sempre timorosa che chi si trova dall'altra parte possa in un qualche modo "barare"...felice di testare con mano ho preso il treno e e via all'incontro...
Fortunatamente le aspettative hanno coinciso con la realtà...
Diciamo che tra le mie doti (poche) non vi è l'eloquenza...quindi l'unico mio timore è che si potessero creare silenzi imbarazzanti...Cristina è un fiume in piena: mi ha raccontato un milione di cose carica di un entusiasmo contagioso...Un amore spassionato nei confronti della cucina che la porta ad essere intraprendente come vorrei...abbiamo parlato di come siamo arrivate ad aprire un blog di cucina, di quello che ci sta regalando, dell'impegno e dei sogni sempre nuovi che si vorrebbero realizzare...un incontro rapido, ma pieno di senso...
E visto che l'intesa è nata a causa del quinto quarto quale miglior posto dove mangiare se non l'Osteria Tripperia Il Magazzino? Polpette al lampredotto, poppa, calamari di bosco (trippa fritta) e guancia...una favola; anche perché, cucinati da chi veramente li sa cucinare, son tutt'altra cosa!!!
Cristina ha toccato ben poco (da ultra mondana com'è aveva un altro impegno per la serata!)...da parte mia non mi son fatta sfuggire nulla...
E così per "omaggiarla"ho provato a rifare la guancia...tutto il mio amore nei suoi confronti, di Cris, non della guancia, nell'affrontarla...diciamo che da una kilata di carne sono riuscita a tirarne fuori 200 g...prima o poi un toscano mi spiegherà come si fa...e questo il risultato: sapore buono, ma lontanissimo dall'originale e soprattutto dalla sua morbidezza...un abbraccio grande a Cris! C.


Sulle dosi qui non vado precisa...più o meno:

200g di guancia di vitellone tagliata in piccoli pezzi
2 cipolle rosse
una manciata di pinoli
olio d'oliva
vino rosso tipo Barbera
sale

Scaldare dell'olio d'oliva in un tegame, aggiungervi la cipolla tagliata a julienne e far stufare a fuoco basso fino a quando non risulterà morbida (eventualmente aggiungere un goccio d'acqua). Alzare la fiamma, mettere la carne nel tegame e far rosolare a fuoco vivace. Bagnare con del vino e lasciar cuocere lentamente per circa un'ora. Aggiungere i pinoli, salare, far andare ancora per 5 minuti e servire.