martedì 31 dicembre 2013

Makowiec...e fissazioni in cucina

Gli auguri ve li rifaccio con piacere, ma se non posto al volo il marito mi fischia il cartellino rosso...
Veloce come il vento! Mi son fissata dai primi di dicembre con questo dolce, volevo farlo a tutti i costi, non so il perché...è legato ad un ricordo, ma non so neanche a quale...l'avrò mangiato in un viaggio..ho cercato di ricordare, ma non è venuto fuori nulla...ma sicuramente è legato ad un qualcosa di piacevole e così ho provato e lo il risultato mi ha soddisfatto.
Auguri! cri


Ingredienti (la ricetta l'ho ripresa da qui):

Per l'impasto:

80 ml di latte tiepido
1 g di lievito di birra secco
35 g di zucchero
1 uovo
semi di 1/2 bacca di vaniglia
scorza di limone grattugiata
1 pizzico di sale
210 g di farina di grano tenero 00
60 g di burro

Per la farcitura:

125 gi di semi di papavero
125 ml di acqua
125 ml di latte
15 g di zucchero
50 g di mandorle
50 g di uvetta
scorza di arancia grattugiata
1 albume
35 g di miele
2 cucchiai di pangrattato

Glassa allo zucchero:

60 g di zucchero al velo
7 g di albume
7 ml di succo di limone


Coprire i semi di papavero con dell'acqua in un pentolino. Portare a bollore e lasciarli sul fuoco per 5 minuti. Togliere dal fuoco e lasciar riposare per circa 8 ore.
Passato il tempo del riposo aggiungere il latte e cuocere sul fuoco lento fino a quando non si sarà assorbito completamente. Nel frattempo preparare l'impasto.
Sciogliere il lievito con un pizzico di zucchero nel latte tiepido.
Battere l'uovo con lo zucchero fino a quando non sarà spumoso. Aggiungere il lievito sciolto nel latte, il sale, i semi della bacca di vaniglia, la scorza di limone grattugiata e mescolare bene per amalgamare.
Aggiungere poco per volta la farina.
Lavorare fino a quando l'impasto non si staccherà dalla ciotola, dopodiché aggiungere il burro a pezzi e riprendere l'impasto.
Far delle pieghe e atre e lasciar riposare in una ciotola imburrata in frigorifero coperta da pellicola trasparente per tutta la notte.
Per il ripieno. Una volta che i semi si saranno intiepiditi, aggiungervi le mandorle, lo zucchero, l'uvetta, la scorza d'arancia e il miele. Ho riposto tutto in freezer per circa mezzora e poi passato nel Bimby a velocità turbo per facilitare la triturazione dei semi che vanno ridotti in poltiglia. Aggiungere il pangrattato per ottenere un composto denso e spalmabile.
Riporre in frigorifero fino al momento dell'uso.
Il giorno dopo riprendere l'impasto, stenderlo su una superficie infarinata, cospargervi il composto di semi ed arrotolare fino a formare un cilindro. Rivestire una placca con carta da forno. Lasciar riposare coperto per circa 30 minuti.
Accendere il forno a 180 ° C.
Spennellare con dell'uovo sbattuto e mettere in forno per circa 30-35 minuti.
Far raffreddare. Al momento di servire (meglio il giorno dopo) cospargere con della glassa ottenuta sbattendo l'albume con il succo di limone e lo zucchero al velo.


Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Sandra e Barbara...


...e al contest de Il Molino Chiavazza

lunedì 30 dicembre 2013

Paccheri con lenticchie e cavolo nero per il Vegetal Monday

In questi giorni di reclusione coi bambini a casa e il tempo che imperversa ho ripreso a cucinare alla grande...anche se ogni volta che mi metto ai fornelli mi dico che non dovrei: il mio corpo richiama il detox...ma le feste non sono finite e non sono in vena!
Domani Capodanno e le lenticchie non possono mancare.
Navigando in rete ho scoperto che sono ben augurali perché la loro forma ricorda quella delle monete e ai tempi dell'antica Roma usava regalare una scarsella (un sacchetto) pieno di lenticchie con l'augurio che si trasformassero in monete...
Più che soldi vi auguro salute e un cervello in movimento! Cri


Ingredienti ( da Sale e Pepe gennaio 2013):

320 g di paccheri di Gragnano
1 piccolo cespo di cavolo nero
125 g di lenticchie di Colfiorito
1 scalogno
6 pomodorini ciliegino
2 foglie di alloro
1 rametto di timo
1 rametto di maggiorana
1 spicchio d'aglio
olio extra vergine di oliva
sale e pepe

Far lessare le lenticchie con l'aglio, la maggiorana, l'alloro e il timo. 
Tritare lo scalogno e farlo rosolare con un filo d'olio in una padella. Aggiungere il cavolo nero privato della costa centrale e tagliato a julienne. 
Unire i pomodori tagliati a spicchi e le lenticchie. Aggiustare di sale e pepe.
portare a cottura in paccheri in acqua bollente e far saltare la pasta 2-3 minuti con il condimento.




Con questa ricetta partecipo al vegetal monday della Capra...


...e al contest del Casale 1485

domenica 29 dicembre 2013

Sfogliatine con lenticchie...di Yotam Ottolenghi: che scoperta!

Ogni volta che porto le lenticchie in tavola ho due reazioni opposte: da una parte i bambini (eccetto la piccola) che iniziano a guardare con orrore il piatto, dall'altra il mio orso peloso a cui si stampa un sorriso da ebete in viso.
Per non scatenare tragedie spesso e volentieri le trasformo in polpette (il mio trucco per far mangiare ogni cosa ai bambini), ma vorrei tanto che iniziassero ad apprezzarle così...senza sotterfugi. 
Ieri ho rivisto "La vita di Pi" e, oltre alla bellezza della trama e della fotografia, mi è tornato in mente il mio periodo vegetariano e una gran voglia mi si è scatenata nel vedere le lenticchie rosse mangiate sotto forma di dahl, il sapore di spezie che ti rimbalza dal naso al cervello per poi arrivare a scaldarti per tutto il corpo.
Visto l'approssimarsi del Capodanno e visto il mio rifiuto nel mangiare il cotechino (scusate...ma quello proprio nun gliela posso fa!!), ho cercato una ricetta alternativa e mi è venuto in soccorso un libro appena ricevuto in dono, "Plenty" di  Yotam Ottolenghi, con una ricetta splendidamente speziata, leggera e perfetta come finger food.
Un'alternativa per mantenere viva la tradizione e cercar di di mangiare quante più lenticchie possibili per chiamar soldi nelle proprie tasche!



Ingredienti:

200 g di lenticchie di Colfiorito di Casale 1485
2 foglie di alloro
2 cucchiaini di semi di cumino
2 cucchiaini di semi di coriandolo
5 cucchiai d'olio extra vergine d'oliva
1 cipolla mediata tritata finemente
2 spicchi d'aglio
250 g di yogurt greco
50 g di spinaci freschi
2 cucchiaini di coriandolo tritato
3 cucchiaini di menta tritata
il succo di 1 limone
400 g di pasta sfoglia
1 uovo per spennellare
sale e pepe

Cuocere le lenticchie in un litro d'acqua con le foglie di alloro per circa 20-30 minuti. Scolare e mettere da parte.
In un padellino tostare i semi di coriandolo e cumino per 2 minuti circa. Pestarli in un mortaio fino a ridurli in polvere.
In una padella far stufare la cipolla a fuoco lento con olio d'oliva, fino a quando non si sarà ammorbidita. Unire le spezie polverizzate e gli spicchi d'aglio. Far andare ancora sul fuoco per circa 2 minuti. Aggiungere le lenticchie, far insaporire, togliere dal fuoco e lasciar raffreddare. Dopodichè aggiungere lo yogurt, gli spinaci tagliati a listarelle, le erbe, il succo di limone e dell'olio d'oliva. Aggiustare di sale e pepe
Con dei tagliabiscotti da 8 cm ricavare dei dischi dalla pasta sfoglia precedentemente stesa ad uno spessore di circa 3 mm. Farli cuocere in forno a 180° C dopo averli spennellati con l'uovo fino a doratura.
Servire i dischi di pasta sfoglia con sopra il composto di lenticchie e un filo d'olio d'oliva.


Con questa ricetta partecipo al contest di Casale 1485

venerdì 27 dicembre 2013

Pan pepato un dolce della nostra tradizione modificato per il Gluten Free Friday

Finiranno mai gli avanzi di Natale??
Il bello è che per tentare una più rapida dipartita degli stessi vado avanti ad ingoiare tutto ciò che trovo sul mio cammino, stile aspiratutto...pensando, o meglio sperando, che prima finiscono e prima potrò tornare a mangiare in maniera umana.
Ma inesorabilmente finito qualcosa arriva in dono altro...eh si. anche perché sono arrivata alla conclusione che oltre al riciclo dei regali esiste la pratica del riciclo avanzi: panettoni, pandori e torroni fuggono viva dalle case dei magri per arrivare dai noi comuni mortali normopeso!
E poi una fame...una fame incolmabile che ti porta a mangiare a qualsiasi ora: tanto non credo di dire nulla di nuovo...sta capitando a tutti...o no? 
P.S. Rispondete di si e non fatemi sentire una fogna!! 


Ingredienti (ricetta presa da Le ricette regionali italiane di Anna Gosetti della Salda):

100 g di miele liquido
50 g di gherigli di noce
50 g di mandorle
50 g di nocciole
50 g di uvetta passolina
50 g di cioccolato extra fondente (70%)
50 g di canditi (non li ho messi)
50 g di farina di riso
olio extra vergine d'oliva
noce moscata - sale - pepe

Mettere ad ammorbidire l'uvetta in acqua. 
Scottare in acqua bollente i gherigli di noce e le mandorle e successivamente spellarli. 
Far tostare le nocciole in forno e dopo eliminare la pellicina, strofinandole all'interno di un canovaccio. 
Tritare il cioccolato ed unirlo alle noci, alle mandorle e alle nocciole tutte grossolanamente tritati (ho lasciato tutto intero).
Aggiungere l'uvetta strizzata, un pizzico di sale, uno di pepe e noce moscata a seconda del proprio gusto. 
Sciogliere il miele in una ciotola con due - tre cucchiaiate di acqua calda (poca per utilizzare la minor quantità di farina possibile). Unirvi tutti gli ingredienti precedentemente preparati, aggiungere della farina di riso in maniera tale da ottenere un impasto della consistenza della pasta di pane. 
Lavorare bene il tutto per qualche minuto, dopodiché ottenere 8-9 panini. 
Disporli su una placca oliata  e mettere in forno a 200° C per circa 20 minuti. 
Dovranno risultare coloriti. 





Con questa ricetta partecipo al Gluten Free Friday

giovedì 26 dicembre 2013

Cinnamon rolls che sbocciano e...tanti auguri!

Auguri post occasione...altrimenti non sarebbero i miei!
Un augurio a tutti quelli che sono lì fuori e ai pochi che mi leggono,
un augurio a questa bell'Italia e al popolo che la vive.
A noi che sopportiamo, abbassiamo la testa e ci facciamo insultare. 
A noi che abbiamo una testa che racchiude un'infinità di mondi, di storie, di fantasia...una testa capace di tirar fuori tesori, esperienze, creatività.
Una testa che tentano di incappucciare, di azzittire, di nascondere...ma non  c'è verso e me ne accorgo qui sul web o in un angolo per strada: c'è chi non si arrende, chi punta ancora in alto, chi continua solo per sé, senza pensare al profitto, solo per il proprio piacere. 
Più facile vivere al ribasso, più facile schiantarsi sul divano a vedere qualche idiota che sculetta, ci stiamo abituando ad esser denigrati, a non pretendere, ad adeguarci...tanto non si può ottenere altro...tanto noi italiani siam fatti così: bastone e carota...
Beh il mio augurio è a voi, alle vostre passioni, ai vostri sogni...a me stessa e alla mia voglia di andare all'estero: non mollate, non devo mollare, ce la possiamo fare anche qui, alla faccia loro...ognuno, nel suo piccolo, cerchi di tendere al meglio, ogni giorno, in ogni gesto e non importa se nessuno se ne accorge, facciamolo per noi stessi...
Tanti auguri cri


E finalmente ho imparato a fare i cinnamon rolls...tutt'altra cosa rispetto a quelli dell'Ikea!!


Ingredienti (ricetta ripresa da Elisa)

165 ml latte
4 gr di lievito di birra disidratato
35 gr di zucchero
un pizzico di sale
i semi di 7 capsule di cardamomo 
50 gr di burro morbido a temperatura
135 gr di farina 00
135 gr di farina manitoba

Per farcire:
35 gr di burro
30 gr zucchero
1 cucchiaino di cannella in polvere

Per spennellare: 
1 uovo 
un goccio di latte

granella di zucchero
(dosi per 15 cinnamon)

Far intiepidire il latte, sciogliervi il lievito. Aggiungere lo zucchero, il sale, il cardamomo tritato (ho usato il mortaio) ed il burro. Versare le farine, impastare per circa 10-15 minuti.
Far lievitare l'impasto per circa 30 minuti (o fino al raddoppio) all'interno di un sacchetto di plastica (per favorire l'umidità).
Una volta lievitato, stenderlo con l'aiuto di matterello a forma di rettangolo alto circa 1/2 cm. Versarvi il burro lavorato con le mani e ammorbidito, lo zucchero e la cannella. 
Arrotolare il rettangolo e tagliarlo in modo tale da ottenere delle girelle spesse circa 1,5 cm. Far lievitare in una teglia da muffin o in dei pirottini per circa 30 minuti coperto.
Spennellare con il tuorlo sbattuto con un goccio di latte e versarvi lo zucchero in grani. In forno a 225° C per circa 10 minuti.



Con questa ricetta partecipo a Re-Cake 


giovedì 19 dicembre 2013

Tortine vegan con zucca e burro di mandorla

Quest'anno mi son fatta convincere a fare i regali online...e mi ritrovo che per un figlio non ho nulla da mettere sotto l'albero. 
Per fortuna che non ha propriamente le idee chiare e avrà cambiato la letterina una decina di volte...e meno male che avevo imposto il limite di tre richieste! 
Sugli altri doni incrocio le dita anche perché tra me e la tecnologia non corre buon sangue: ho cambiato indirizzo di consegna due, tre volte, ho cambiato fornitore...insomma non sono una brava acquirente! Soprattutto nella mia testa è come se dall'altra parte mi trovassi realmente in contatto con la fabbrica di Babbo Natale e mi immagino tutti i folletti incasinati dietro le mie richieste...sicuramente ci sarà un folletto pasticcione che spedirà il pacco giusto alla persona sbagliata! Staremo a vedere! 
Tortine vegan...la zucca in versione dolce non l'avevo mai provata, da una rivisitazione di una ricetta di Michel Roux son nate queste!Cri


Ingredienti per la pasta (per tre tortine):

125 g di farina
62 g di zucchero
30 ml di acqua
16 ml di olio di soia
16 ml di olio extra vergine d'oliva
meno di un pizzico (!) di sale
un pizzico di cannella

Mescolare tutti gli ingredienti ed impastare fino ad ottenere un composto omogeneo. 
Mettere in frigorifero per circa 30 minuti.


Per il ripieno:

200 g di zucca
1 cucchiaio di burro di mandorle
1 cucchiaio di zucchero
un pugno di mandorle
scorza di arancia grattugiata

Cuocere la zucca tagliata in cubetti per 5-6 minuti al vapore. Poi ripassarla in padella con il burro di mandorle e lo zucchero. Se non avete il burro si può ottenere facilmente frullando due pugni di mandorle senza buccia fino ad ottenere un composto denso e cremoso.
Far raffreddare.

Con la pasta rivestire degli stampi da crostatina precedentemente unti. Coprire con la zucca e con l'impasto rimasto decorare con delle strisce sottili. In forno a 180° C per circa 30 minuti.
Al momento di servire spolverizzare con le mandorle grattugiate e la scorza di arancia.




Con questa ricetta partecipo al contest di Briciole di Cesca

martedì 17 dicembre 2013

Fregola di maiale con guanciale confit e zafferano

Non c'è niente da fare, ogni anno la stessa storia...gli ultimi giorni prima di Natale si trasformano in un incubo!
A perte i regali, che quest'anno sono diminuiti nettamente (per fortuna!), sembra che le cose si accumulino tutte in questi giorni. 
Nel mio caso è un pò la frenesia della fine dell'anno, sento la necessità di sistemare casa, buttare le cose vecchie, far pulizia! 
Poi si aggiungono le cose da cucinare, gli amici che non senti per un anno intero e che si fan vivi tutti in questi giorni, il rituale della preparazione dei biscotti, il panettone che hai vegliato per una notte che ti si spatascia al suolo, le scadenze al lavoro, le recite dei figli...a proposito: non sarebbe meglio una bella recita unica con tanti canti e stop?? Tre figli= tre recite...aiuto! 
Il raffreddore che non molla, i calzini da accoppiare...i figli stanno andando in giro coi fantasmini! Insomma tutto normale, sana routine di una donna disorganizzata! Cri


Avevo da tempo della fregola artigianale (con la grana poco più grossa di quella che si trova comunemente) e non avevo voglia di cucinarla col pesce...trovata una ricetta perfetta!

Ingredienti (ricetta dello chef Luigi Pomata):

190 g di fregola artigianale
200 g di guancialino di maiale
50 g di parmigiano
30 g di burro
1 bicchiere di vino bianco
1 cipolla
brodo vegetale
zafferano in stigmi
1 spicchio d'aglio
olio extra vergine d'oliva
sale e pepe

Per il guancialino confit. Far dorare il guancialino in padella con olio e lo spicchio d'aglio in camicia. Farlo raffreddare e metterlo sottovuoto con olio, sale e pepe. Far cuocere a bagnomaria a 82° C per circa 3 ore oppure, dopo la doratura, aggiungere un mestolo di brodo e continuare la cottura in forno in un tegame coperto (ho usato questo metodo a 150° C per circa 3 ore).
Per la fregola. In un tegame con l'olio far appassire la cipolla, unire la fregola e tostare. Bagnare col vino e, quando questo sarà evaporato, continuare la cottura col brodo, alternandolo a quello con cui è stato cotto il guanciale. Stemperare lo zafferano in un bicchiere di brodo, a fine cottura aggiungerlo alla fregola. Spegnere la fiamma, far riposare qualche minuto Mantecare con una noce di burro e il parmigiano grattugiato. Regolare di sale e pepe e servire.



Con questa ricetta partecipo al quarto contest di Ca' Versa

venerdì 13 dicembre 2013

8 minuti alla fine di questo venerdì, ma il Gluten Free Friday non lo posso abbandonare: gnocchi di polenta con spinaci

Il venerdì è una giornata tosta e mi dispiace ridurmi sempre all'ultimo...ci provo: più veloce della luce!!
Oggi oltre al resto mi sono impelagata col panettone...son proprio curiosa di vedere cosa ne esce fuori!
Sono più che raffreddata e non sento nulla e mi chiedo come facciano i cuochi a cucinare col naso tappato senza poter sentire i sapori...un lato positivo c'è, perché un lato positivo c'è sempre, ho meno voglia di mangiare! Potrei mangiare un pezzo di cartone e proverei lo stesso piacere...
Poi per pigrizia ho preparato un dolce che già so che non è un granché e dovrò cercare di camuffare...a volte, sperando di fare prima, faccio un sacco di errori...ma oggi basta, non mi va più vado a ninna e lo lascio così...notte Cri



Ingredienti (da una ricetta rivista de "Ricette di Osterie d'Italia" - Ed. Slow Food):

300 g farina di mais bianca
200 g di spinaci
150 g di toma
parmigiano reggiano
burro e olio extra vergine di oliva

Per la besciamella:

500 ml di latte intero
50 g di farina di riso
60 g di burro
sale, pepe



Portare ad ebollizione un litro e mezzo di acqua salata e calarvi a poggia la farina, mescolando con una frusta per evitare la formazione di grumi.
Abbassare la fiamma e procedere con la cottura per circa 50 minuti, rimestando spesso, quando la polenta si staccherà dalle pareti del recipiente sarà pronta: versarla su un tagliere e lasciar raffreddare.
Pulire gli spinaci e cuocerli in padella con un filo d'olio fino a quando non risulteranno morbidi. 
Salare, togliere dal fuoco e tritare.
Preparare la besciamella ammorbidendo il burro in un pentolino, unirvi la farina e mescolare, aggiungere il latte a filo continuando a rimestare sempre nello stesso verso. 
Cuocere fino ad ottenere una salsa con consistenza cremosa. Insaporire con sale e pepe.
Passare la polenta allo schiacciapatate, unirvi gli spinaci tritati e la toma tagliata a dadini, impastare e formare dei grossi gnocchi sferici. Sistemare in cocotte e ricoprire con la besciamella. 
Spolverare con del parmigiano. 
In forno a 180 °C per 15 minuti, in modo tale da ottenere una crosticina dorata.



Con questa ricetta partecipo al Gluten Free Friday

mercoledì 11 dicembre 2013

Ci si prepara al giovedì...gnocchi con verza e pesce spada

Figli che cambiano, figli che si scoprono tifosi ed iniziano a sminuzzare le cosidette: 
- "Mamma: lo sai che Lorente è molto più grosso di Tevez ?"....
-"Mamma, mamma" (per inciso: sono le 19:00 di una lunga giornata, in preparazione un arista al latte, pasta e patate e minestrina per gli esseri...si, insomma, loro!)...
-"Dimmi amore" (tanto per: nella parola amore in realtà è sottinteso: "Perchè non vai a guardarti un bel cartone che qui tra poco prendo fuoco?")
- "Guarda come ha tirato...guarda come è scivolato....guarda come ha fatto fallo"
...e tu lì mica puoi far finta di non vedere...
Si cena (loro), si va a letto (loro)...torna il marito...ma il piccolo essere non molla, sentito il padre decide che è con lui che vuole condividere il suo amore per il calcio e si ricomincia, fino a quando la sottoscritta non sbotta e lo elimina dal tavolo!
Mentre la cucina aspetta di esser riportata in condizioni umane, visto che oggi la lavastoviglie ha avuto la brillante idea di mollarmi sul campo (e mica si possono fare questi scherzetti con le feste in arrivo...), posto la volo questi gnocchi che ho mangiato qualche tempo fa in un ristorante di Santa Severa, "Pino a mare"...
Cosa c'è di meglio dello gnocco come comfort food:? Li amo fin da bambina per la loro morbidezza, per il richiamo a gesti familiari a cui rimandano, per la sensazione che ti lasciano sul palato...
buona notte Cri


Per gli gnocchi (ricetta dell'Artusi):

400 g patate
150 g di farina di grano tenero 0

Cuocere le patate al vapore. Spellarle e passarle allo schiacciapatate. Impastare con la farina fino ad ottenere un composto omogeneo, ricavare un cilindro e, con l'aiuto di un coltello, ottenere dei piccoli rettangoli. Spolverizzarli con farina e farli cuocere in acqua bollente salata. Saranno pronti nel momento in cui verranno a galla. Toglierli con un mestolo forato e adagiarli nel piatto di portata.

. 

Per il condimento:

300g di pesce spada in un'unica fetta
qualche foglia di verza
olio extra vergine di oliva
1 spicchio d'aglio
vino bianco
sale 
pepe rosa in grani

Lavare le foglie di verza, tagliarle a striscioline e farle cuocere in acqua bollente salata senza mettere il coperchio. Quando risulteranno morbide scolare e passare in un contenitore con acqua e ghiaccio per mantenere la brillantezza del verde.
Tagliare il pesce spada a cubetti e farlo saltare velocemente in padella con un filo d'olio ed uno spicchio d'aglio. Sfumare con un goccio di vino bianco. Aggiungere la verza scolata e far insaporire. Aggiungere gli gnocchi, aggiustare di sale e profumare col pepe rosa.


Con questa ricetta partecipo al contest de La cucina delle streghe

lunedì 9 dicembre 2013

Crespelle vegan alla zucca per il Vegetal Monday

Per chi non è vegano cucinare senza derivati animali a volte può riuscire un po' difficile, soprattutto se in testa si ha in mente un piatto e lo si vuole trasformare. Ma non bisogna arrendersi e lo dico, così per ricordarlo ogni tanto, che quando ho avuto il periodo vegetariano stavo molto meglio...e spesso e volentieri mi chiedo cosa non mi faccia tornare su quella strada...
In questo caso ho provato ad ottenere delle crespelle...e dopo qualche tentativo fallito il risultato è andato a buon fine. Probabilmente non sarò stata precisa sulle dosi, perché ho corretto in corso d'opera...in questo caso sta un po' al proprio occhio!
Oggi mi sono presa un giorno coi bambini...diciamo che la mia vita è h24 con loro, ma oggi avevo voglia di fare una gita insieme e siamo andati in montagna, qui vicino a raccogliere bacche per Natale...le girelle hanno viaggiato con me e sono state fotografate per strada...e ho detto tutto!!Cri



Ingredienti:

200g di zucca cotta al vapore
300 ml di acqua
100 g di farina
sale
olio extra vergine d'oliva




Per il ripieno:

qualche foglia di bieta rossa
zucca
200 ml di latte di soia
20 g di farina di riso
20 ml di olio extra vergine d'oliva
sale

Pre le crespelle. Frullare la zucca insieme all'acqua, aggiungere la farina e un pizzico di sale. 
Lasciar riposare una mezzora. Scaldare con un filo d'olio una padella antiaderente e versare un mestolo di composto in modo tale da ottenere uno strato uniforme, quando i bordi si staccheranno dalla padella girare e cuocere dall'altro lato.

Preparare la besciamella. Far scaldare il latte. In un pentolino sciogliere la farina con l'olio, quando il latte avrà raggiunto il bollore aggiungerlo al composto di olio e farina, salare e far cuocere fino a quando la salsa non si sarà addensata. 
In una padella stufare con olio la zucca tagliata a tocchetti, aggiungere dopo 5 minuti la bieta. 
Quando si saranno ammorbidite unire la salsa e aggiustare di sale.
Farcire le crespelle con la farcia, arrotolare e tagliare in rondelle.





Con questa ricetta partecipo al Vegetal Monday della Capra....


...e al contest di Briciole di Cesca

venerdì 6 dicembre 2013

Torta cioccolato e pere di Montersino per il Gluten Free Friday

Oggi vado di post polemico...mi dispiace dirlo, ma invecchiando assomiglio sempre più a mia madre...che non vuol esser dispregiativo (non mi permetterei mai!).
Mi ricordo da ragazzina quanto mi vergognavo quando iniziava ad attaccar briga con qualcuno, per i motivi più disparati: la fila non rispettata, la bestemmia detta dal ragazzetto sull'autobus, le prepotenze in macchina...ricordo che la supplicavo: "Mamma ti prego: mi vergogno!"...ora sono tale e quale, appena c'è da litigare mi schiero in prima fila. Cerco di arrivare al dunque, facendo un giro un po' tortuoso. Viviamo in un gran bel paese, che ogni giorno offre esempi di civiltà e umanità da restare a bocca aperta, ma allo stesso tempo è un paese in cui appena se ne ha la possibilità si cerca di non rispettare le regole (non c'è il vigile? Lascio la macchina come mi pare. Non c'è il controllore? Non faccio il biglietto...), in cui ci si nasconde dietro diversi status, culturali, sociali, di genere...ché ormai esser semplicemente delle persone normali pare non essere interessante. 
Ecco ora ci arrivo...
Lite negli spogliatoi del nuoto. Vi spiego e voi mi dite che ne pensate. Ho tre figli, due maschi e una femmina, piccoli e non completamente autonomi. Normalmente vado nello spogliatoio dei maschi (due vincono su una), oggi avevo solo la belvetta e sono andata in quello delle femmine. Un povero padre è stato aggredito in quanto, secondo un'altra mamma, non poteva far la doccia alla figlia in quanto uomo...Da paladina delle cause perse l'ho difeso a spada tratta, fino a quando non è stato chiamato il responsabile della direzione che mi ha frenato dicendomi che in realtà esiste un regolamento che prevede che se le bambine sono accompagnate da un maschio
debbano far la doccia nello spogliatoio maschile. A questo punto chiedo: vi sembra giusto?? Perché solo un maschio può esser un pedofilo? Perché tutti gli altri maschi possono vedere mia figlia nuda?...insomma non capisco perché fare delle differenze di genere riguardo all'argomento...esagero?
Forse si, forse non vivo col pensiero fisso che qualcuno possa eccitarsi nel vedere i miei figli, forse...boh..ma il povero padre mi ha fatto un po' pena...
Torniamo alla cucina....oggi Gluten Free Friday. Ho saltato l'altro venerdì e non potevo saltare oggi. 
Ho ripreso una ricetta di Montersino trovata su un Alice di qualche anno fa...dopo aver iniziato a prepararla mi sono resa conto delle quantità di uova e di zucchero....ma ormai avevo iniziato e sono andata avanti. C'è da dire che nella rivista era scritto che la dose era per una teglia da 20 cm...in realtà ne sono venute fuori due. Buona serata dalla tardona che polemizza! Cri



Ingredienti:

540 g di uova intere
100 g di tuorli
720 g di zucchero semolato
70 g di miele
600 g di farina di riso
120 g di cacao amaro
6 g di lievito chimico
60 g di olio extra vergine d'oliva
120 g di burro (non l'ho messo)
2 g di sale
1 bacca di vaniglia borboun
1,4 kg di pere (non ho messo neanche queste!)

Per la finitura 

800 g di pere
200 g di zucchero

Montare le uova intere, i tuorli, lo zucchero, il sale, il miele e i semi della bacca di vaniglia., fino ad ottenere una massa spumosa. A questo punto unire la farina di riso setacciata assieme al cacao e al lievito. Continuare a montare aggiungendo l'olio a filo, il burro fuso e le pere tagliate a cubetti.
Versare il composto nella tortiera imburrata ed infarinata con la farina di riso e guarnire con pere sciroppate. Non avendo neanche le pere sciroppate (!) ho fatto bollire per circa 30 minuti delle pere tagliate in spicchi coperte d'acqua con 200 g di zucchero.
In forno a 180° C per circa 50-60 minuti (prova stecchino).




Con questa ricetta partecipo al Gluten Free Friday

giovedì 5 dicembre 2013

...è scoccata L'ORA DEL paTE'




1-2-3 sai che c'è??
E' scoccata l'ora del paTE'!!
- "Sarai forse un po' stordita? o forse il freddo ti ha rincitrullita!"
- "No, no cara mia: ho le prove! Quest'anno grandi novità: biscotti nessuno più farà! 
C'è un manipolo di pazzi, gente strana strana assai, fantasisti del fornello che han riposto il matterello"
- "Orsù, che vuoi dire?? In panciolle posso stare? E nessun dono preparare?"
- "No, no, bella pigrona..ma la gran parte del lavoro lo potrai trovar fatto in un bel libro che da oggi troverai negli scaffali dei librai..Guarda qui, la voce è già arrivata: dal Marocco...


...a Shangay...

....da Mumbai...


...al Polo Nord...


...lui è già pronto, tu che aspetti: chiedilo in dono o alzati in piedi e corri e vai e vedrai che lo troverai!"

Ok: finito il cazzeggio! Chi mi segue sa cosa rappresenti per me l'MTC e sa anche che questa sfida mensile è soprattutto divertimento, divertimento alla stato puro, i cui ogni volta cerco di dare il massimo e che mi permette di dar fondo alla fantasia. Il tutto è nato nel 2010 e negli anni è stato un crescere continuo. Ho iniziato un anno fa, ma non mi sono mai sentita l'ultima arrivata grazie all'accoglienza di gente molto più brava e professionale di me che mi ha accolto come se fossi allo stesso livello. 
Son felice che il sogno di chi ha dato vita al tutto sia sia finalmente realizzato e son contenta di appartenere a questa grande famiglia...pronta per altre sfide e spero per altri e altri e altri libri!


Con questo libro, la community dell'MTChallenge sostiene il progetto “cuore di bimbi”della Fondazione“Aiutare i bambini”: nata nel 2000 per iniziativa dell'ingegner Goffredo Modena.
La fondazione si propone di  dare un aiuto ai bambini indigenti, ammalati e senza istruzione che hanno subito violenze fisiche o morali e garantire loro l'opportunità e la speranza di una vita degna di una persona nel mondo e in Italia. Sono 71 i Paesi del Mondo in cui  la Fondazione interviene, realizzando progetti mirati, concreti, nati per rispondere a emergenze reali e portati avanti con abnegazione, serietà e competenza. Fra questi, appunto, c'è “cuore di bimbi”, attivo dal 2005 in 10 Paesi, che ha permesso ad oggi di salvare la vita a 857 bambini altrimenti condannati da gravi cardiopatie congenite, con esiti spesso letali.
La Fondazione opera nella più assoluta trasparenza, nella convinzione che sia doveroso certificare  ogni voce con la massima chiarezza, in un dialogo continuo che unisce chi è desideroso di fare del bene con chi ha la possibilità di farlo in modo concreto, rispettoso e consapevole di muovere nella stessa direzione: quella dell'aiuto alle tante vittime di questo mondo, rese ancora più indifese dall'essere bambini.
Da oggi anche noi remiamo con Goffredo, con Sara e con gli oltre mille volontari sparsi sul territorio italiano - e lo facciamo con questo libro che è il primo tassello di quella che ci auguriamo possa essere una collaborazione duratura e proficua (http://www.aiutareibambini.it/

Per dover di cronaca, e soprattutto perché ormai si è sempre più scettici riguardo la "beneficenza" vorrei precisare che tutte le copie, nessuna esclusa, sostengono questo progetto. Ovunque venga comprato il libro (libreria, amazon, casa editrice ed onlus) parte del ricavato andrà alla onlus e nulla alla community dell'MTChallenge.

Sito casa editrice: 

Sito della onlus: