martedì 28 gennaio 2014

La mia prima cheese-cake "riuscita" per il Re-Cake di gennaio

Sempre di corsa: uff!
Stasera tocca al nuovo arrivato di casa: un cucciolone che dopo una settimana ci ha fatto la sorpresa di farsi ritrovare con la terza ghiandola lacrimale erniata (cherry eyes per chi ne capisce), una cosa di cui non conoscevo l'esistenza...domani intervento e per ora i figli in lacrime nel vederlo ridotto così che non so più come consolare...per fortuna i cartoni hanno ancora un certo effetto e la pizza in forno spero risollevi il morale.
Al volo che scade il Re-cake, ma non volevo mancare visto che per la prima volta ho ricevuto dei complimenti per la cheesecake!
Non ho fatto grandi varianti se non nella base e nella decorazione. 
Eccola bacio cri


Ingredienti:

base:
200 g di biscotti tipo Digestive
50 g di burro fuso

farcia:
330 g di formaggio cremoso
500 g di ricotta di pecora
4 uova
290 g di zucchero
60 ml di succo di limone
2 cucchiai di scorza di limone
1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 1/2 cucchiaio di Maizena
1 1/2 cucchiaio di acqua

100 ml di panna da montare
100 g di zucchero di canna

Riscaldare il forno a 160°C.
Passare al mixer i biscotti ed aggiungervi il burro. Stendere il composto così ottenuto in uno stampo a cerniera (il mio da 24 cm) con il fondo ricoperto da carta forno.
Per il ripieno lavorare con le fruste la ricotta col formaggio, le uova, lo zucchero, l'estratto di vaniglia, il succo e la scorza di limone, fino ad ottenere una crema vellutata.
In una tazzina unire la Maizena all'acqua e versarla nel composto. Versare nello stampo e in fornare per 1 ora e 10 minuti. Lasciar raffreddare a forno chiuso.
L'ho lasciata poi in frigorifero tutta la notte.
Per il caramello far fondere lo zucchero di canna a fuoco dolce fino ad ottenere un caramello dorato. Far raffreddare leggermente e con l'aiuto di una forchetta su una foglio di carta forno ottenere dei fili. Diciamo che l'intento era quello di ottenere una bella massa tipo un grosso nido...e in effetti c'ero riuscita, ma poi l'umidità ha rovinato l'opera!!
Coprire con la panna montata e decorare coi fili di caramello.



Con questa ricetta partecipo al Re-Cake di gennaio con Elisa






lunedì 27 gennaio 2014

Kaak...o sesame bagel per la raccolta di Panissimo


Per la raccolta di Panissimo di gennaio sono andata a scovarmi questo pane.
Merito di Patrizia, che avendomi preceduto con il confratello mi ha fatto adare alla ricerca di qualcosa di simile. 
Mi sono accanita perchè il maneesh mi è rimasto nel cuore, ricordandomi un mio viaggio a Gerusalemme: ci sono piatti che ricolleghi immediatamente ad un posto, no? Questo un caso. 
Capitai nel dicembre del 2000, periodo di Ramadan, ed era bellissimo assistere alla fuga verso casa alla ricerca di cibo allo scoccare dell'ora del tramonto dopo il digiuno giornaliero. 
Tutti i vicoli della vecchia città ripieni di banchetti con questo pane, caratteristico per il profumo (dato dallo za'atar, un misto di spezie) che mi è rimasto nel naso e nel cuore.
Il kaak lo ricorda, anche se l'impasto probabilmente è più soffice...ma bisognerebbe mangiare l'originale per esprimere un vero giudizio!
Normalmente vengono venduti attaccatti a dei ganci a dei carri agli angoli delle strade: belli, no?
Bacio cri


Ingredienti (la ricetta viene da qui):

370 ml di latte
1 cucchiao di olio extra vergine di oliva
500 g di farina di grano tenero 0
120 g di pasta madre
1 cucciaio di zucchero
1 cucchiaino di sale

Per lo za'atar (preso da Patty):

1 cucchiaio di olio
4 cucchiai di semi di sesamo
2 cucchiai di timo secco
2 cucchiai di maggiorana secca
 
Per la finitura:
 
1 uovo
semi di sesamo

In planetaria sciogliere la pasta madre con il latte, aggiungere lo zucchero e la farina e iniziare a lavorare al minimo per qualche minuto. Aggiungere l'olio e il sale. Trasferire in una ciotola. coprire con un saccheto di plastica e lasciare riposare fino al raddoppio.
Riprendere l'impasto, sgonfiarlo e stenderne metà col matterello, con l'aito di un coltello dare la forma di una borsa all'impasto. Ricoprire con lo za'atar. Stendere la parte rimasta e adagiarla sull'altra e con l'aiuto delle dita chiudere bene i bordi. Con un bicchiere ottenere un buco sulla sommita. Far riposare per unìora. Spennellare con l'uovo e cospargervi i semi di sesamo In forno a 200°C per circa 20 minuti.
 




Con questa ricetta partecipo alla racclta di gennaio di Panissimo.

domenica 26 gennaio 2014

Spezzatino di lepre con cipolle e fichi secchi...seconda prova per l'MTC

Per rendere questo post più interessante (viste le ricette in lizza: una più bella dell'altra) avrei potuto descrivere una fantomatica caccia alla lepre english style dei poveri con la sottoscritta armata di fucile appostata per ore e ore in attesa della preda, ma purtroppo sono troppo vigliacca per uccidere un animale con le mie mani...il massimo che ho fatto è stato disossarla: scena alquanto macabra svoltasi all'alba, con un canovaccio posto in cima all'animale per coprirne la testa e non guardare...che cavolo: perché ancora mangio carne non lo so...e soprattutto perché mi piaccia cucinarla e non tanto mangiarla è ancora più strano!
Avrei voluto proporla in "dolce e forte", ma poi è arrivato il super cinghiale di Mapi e così ho prolungato la marinatura fino a partorire questa versione, che non è altro che una ricetta che provai col coniglio qualche tempo fa. Ho aggiunto le cipolle affinché ci fossero le verdure e come pane da "puccio" ho scelto un pane con fichi (tanto per) e rosmarino cotto in cocotte.
Buona domenica cri



Per la marinatura:

1 litro di vino rosso (nel mio caso un rosso di Montalcino)
1 rametto di rosmarino
2 scalogni
timo
menta
2 foglie di alloro
1 carota
1 costa di sedano

Per lo spezzatino:

1 lepre da 2 kg circa
1/ bicchiere di olio extra vergine d'oliva
60 g di burro
3 cipolle tipo Giarratana (schiacciate tonde dorate)
250 g di fichi secchi
2 cucchiai di confettura di fichi
1/2 bicchiere di brandy
sale
pepe

Se avete la fortuna di conoscere bene il macellaio e soprattutto se ha il tempo di farlo fatevi disossare la lepre...altrimenti armatevi di sangue freddo e procedete. Non avendolo mai fatto ho seguito questo post.
Preparare la marinata. Versare in un contenitore il vino, unirvi le erbe, gli scalogni, la carota e il sedano puliti e tagliati in pezzi. Aggiungervi la lepre. Chiudere e lasciare riposare in frigorifero andando a rigirare ogni tanto per insaporire nello stesso modo tutte le parti.
Nel mio caso ho lasciato a marinare per tre giorni, ma due sono sufficienti.
Prima di cuocere togliere la lepre dal frigorifero, scolarla dalla marinata e riportarla a temperatura ambiente.
In un recipiente di ghisa far sciogliere il burro con l'olio. Quando risulteranno ben caldi aggiungere i pezzi di lepre e far rosolare a fuoco vivo per alcuni minuti.
Nel frattempo sbucciare e tagliare a fettine sottile le cipolle. Tagliare in due i fichi e lasciarli in ammollo con mezzo bicchiere di brandy e acqua fino a coprirli.
Una volta rosolata la lepre, sfumare con parte del liquido della marinata e, una volta evaporato, toglierla dal tegame e trasferirla in un piatto.
Nella pentola di cottura aggiungere le cipolle e far stufare a fuoco lento fino a quando risulteranno trasparenti. A questo punto aggiungere la lepre, i fichi ammollati e scolati e la confettura. Coprire, abbassare la fiamma e procedere alla cottura, che nel mio caso è stata di tre ore e mezza. Se dovesse asciugarsi aggiungere altro liquido della marinata.


Per il pane ai fichi (ho preso spunto da qui):

380 g di farina di grano tenero 0
250 g di fichi secchi
4 cucchiai di acqua calda
120 ml di acqua
1 cucchiaino di lievito di birra disidratato
160 ml di licoli
40 g di zucchero di canna
1 1/2 cucchiaino di sale
qualche ago di rosmarino
2 cucchiai di farina di mais

Tagliare i fichi a metà. In un mixer frullare 90 g di fichi con i 4 cucchiai di acqua calda fino ad ottenere una purea. Trasferire in planetaria con gancio e aggiungere il licoli, il lievito di birra e lo zucchero. Unire l'acqua e la farina. Iniziare a velocità 1 per circa 2 minuti. Aggiungere il sale. Far andare ancora per circa 6 minuti dopodiché aggiungere i fichi, il rosmarino e la farina di mais. Far andare fino ad ottenere un composto omogeneo.
Trasferire in una ciotola, coprire con una busta di plastica e lasciar riposare in frigorifero per tutta la notte. Togliere dal frigo e lasciare a temperatura ambiente per un paio d'ore. 
Accendere il forno a 250 °C.
Formare una sfera e trasferire in una cocotte di ghisa. Chiudere col coperchio e mettere in forno, abbassare la temperatura a 210 °C e lasciar cuocere senza mai aprire per un'ora.



Con questa ricetta partecipo all'MTC di gennaio


venerdì 24 gennaio 2014

Pizza con farina di quinoa per il Gluten Free Friday

Veloce che un figlio è in attesa per vedere un film insieme!
Oggi per il Gluten Free Friday ho voluto trovare una degna fine a della farina di quinoa che avevo comprato qualche tempo fa e con cui avevo tentato di fare dei ravioli.
Ho fatto di testa mia ed è doveroso fare una premessa:
la farina di quinoa ha un sapore che si discosta dal chicco integro, con un retrogusto che potrebbe esser definito "amaro" (o almeno così l'hanno definita i miei piccoli), 
per me ha un sapore di crudo, di acre (?)...ma insomma a me piace, ma potrebbe non incontrare il gusto dei più...notte cri



Ingredienti:

400 g di farina di quinoa
300 ml di acqua
60 ml di olio extra vergine d'oliva
1 cucchiaino di lievito di birra
1 cucchiaino di sale

400 ml di passata di pomodoro
1 mozzarella di bufala da 200 g
olio extra vergine d'oliva 
sale

Sciogliere il lievito nell'acqua tiepida all'interno di una ciotola in vetro; poi, con l'aiuto di una spatola , aggiungere la farina. Mescolare. Unire l'olio e continuare a girare l'impasto. Per ultimo il sale.
Coprire con un sacchetto di plastica e mettere in frigorifero per tutta la notte.
L'indomani togliere l'impasto e lasciarlo a temperatura ambiente per un paio d'ore.
Stenderlo su una teglia oleata con l'aiuto dei polpastrelli unti, stendere la passata di pomodoro, irrorare con dell'olio d'oliva e con due pizzichi di sale.
In forno (il mio a gas) a 220° C per circa 45 minuti. Cospargere con la mozzarella spezzettata con le mani e ancora in forno per 10 minuti.






Con questa ricetta partecipo al Gluten Free Friday

martedì 21 gennaio 2014

Fagioli dall'occhio con finocchi per lo Starbooks Redone Vefa sul filo del rasoio

Oggi vado sul semplice: un piatto da cena per famiglia! 
Come al solito sono partita vedendo cosa dovevo smaltire...i fagioli con l'occhio erano nascosti in ogni dove (quelle cose che compro in momenti di raptus al mercato) e così sono andata alla ricerca di una ricetta adatta e per fortuna l'ho trovata in un libro acquistato da poco, sotto suggerimento di Patty, che mi ha conquistato per la semplicità delle spiegazioni e per la varietà dei piatti, cosa non meno importante, "tutti fattibili".
Non avendo mai partecipato al Redone provo con questa! 
Buona serata Cri


Ingredienti (per 6 persone):

500 g di fagioli dall'occhio secchi, lasciati in ammollo per una notte in acqua fredda e scolati
250 g di finocchi teneri con steli e foglie, tagliati a fettine,
150 ml di olio d'oliva
1 cipolla grattugiata
3 pomodori maturi, pelati, privati dei semi e tritati finemente
1 cucchiaino di origano
1 foglia di alloro
sale e pepe
4 cucchiai di prezzemolo fresco tritato finemente

Mettere i fagioli in una pentola, coprire con acqua e portare a bollore. Abbassare la fiamma e lessarli per circa 1 ora finché non inizieranno ad ammorbidirsi. Scolare. Scottare il finocchio in acqua bollente per 5 minuti e scolarlo.
Scaldare l'olio in una padella capiente e fatevi appassire la cipolla a fuoco lento per circa 5 minuti, mescolando ogni tanto. Unire i fagioli e i pomodori e far sobbollire per circa 20 minuti. Insaporire col finocchio, l'origano e l'alloro. Salare e pepare e cuocere per altri 10 minuti o finché i fagioli non saranno cotti e la salsa addensata. Cospargere col prezzemolo e togliere dal fuoco. Piatto da servire o caldo o a temperatura ambiente.

NOTE

- Non avendo steli e foglie di finocchio a disposizione ho tagliato, come suggerisce il libro stesso, un finocchio a julienne

- I pomodori, non essendo stagione, erano dei datterini acquistati dal marito (che non può vivere senza!).

- Il piatto è molto abbondante, per quanto mi riguarda potrebbe esser perfetto per 8 persone.

- Si crea un perfetto intingolo e l'aggiunta dell'origano e dell'alloro regalano un'intensità particolare ad un piatto molto semplice.

- Per quanto riguarda i tempi di cottura segnalati: perfetti.

Piatto semplice e diverso allo stesso tempo che con l'aggiunta del pane può esser considerato piatto unico....visto che la Mapi mi ha cazziato: ricetta promossa!


Con questa ricetta partecipo allo Starbooks Redone di gennaio 2014

lunedì 20 gennaio 2014

Girolio, Bitonto, orecchiette...e altre sorprese!

"Foodddblogger", con venti "d" e trenta "g", non mi ci ero mai sentita chiamare...e, a dirla tutta, mi sento più una mezza casalinga felice che altro; ma se foodblogger  è un qualcosa che mi permette di vivere due giorni come quelli che ho vissuto prima di Natale ben venga!!
Presa dall'onda dell'entusiasmo ho subito risposto in maniera affermativa all'invito di Patty, non considerando che si trattava di pochi giorni prima di Natale, ma son felice di aver fatto la scelta giusta!
L'ho scritto altre volte: spesso sento il bisogno di partire, di cambiare vita, di mollare questo paese che ti mozza le ali ancor prima di spiccare il volo...beh, i due giorni a Bitonto hanno fatto si che potessi scorgere uno spiraglio di luce, una possibilità...e da lì ho incominciato a vedere le cose in maniera diversa. 
Tendenza comune è non far altro che sminuirci, che svilirci....poi basta guardarsi intorno e scoprire che c'è chi non si è arreso, che ha tirato fuori le unghie e messo in moto il cervello.
Ma grazie all'ultima tappa di Girolio 2013, a cui ho avuto la fortuna di partecipare, ho conosciuto persone che mi hanno illuminato e mi hanno donato una boccata d'ossigeno!
Volete esempi? Che esempi siano. 

Fotografia di Patty

La prima tappa: Amedeo e Mariella con il loro laboratorio di pasticceria, il Boccabò,...2 teste, 4 mani e tanta voglia di riuscire. Amedeo ha rischiato, seguendo il proprio motto ("Se in un bicchiere c'è una goccia, per me il bicchiere è pieno") ha abbandonato la propria attività e ha puntato sulla qualità: pochi prodotti, ma tutti rigorosamente preparati artigianalmente e su ordinazione (per garantire un prodotto sempre fresco) dalla moglie Mariella. Ci hanno accolto con simpatia e cordialità, orgogliosi del proprio risultato...Bocconotti, cartellate con vincotto di fichi, pizza di ricotta e cannoli strepitosi...

Fotografia di Patty
Dopo svariati assaggi di dolci ("uno sporco lavoro, ma qualcuno lo deve pur fare"!!!) siamo passati al salato. 
Forno di San Giovanni, forno storico, a conduzione familiare...uno spettacolo! 
Un forno a legna di 50 m quadri risalente al 1800 completamente pieno di focacce...lascio a voi immaginare il profumo! Ancora una volta il bello dell'italianità che viene fuori con i compaesani che portano le proprie teglie a cuocere nel forno...perché in effetti, come giustamente mi hanno fatto riflettere Rosetta ed Enza (le due titolari), fino a non tanto tempo fa la vera funzione del forno era proprio questa perché il pane si faceva in casa, mica si andava a comprare!

Siamo in Puglia...e allora che orecchiette siano! La signora Angela, con una casa con un odore di buono, di pulito, di mamma...ha condiviso il suo sapere mettendosi al lavoro e dando vita, con le sue dita abili e veloci, ad una montagna di orecchiette!
Fotografia di Patty

Oltre a questa dolce signora un'altra felice scoperta: il figlio Nicola con l'hobby della fotografia...la passione che si trasforma in arte, la ricerca del bello per se stessi senza altri fini...e anche in questo caso una punta d'orgoglio nei confronti del mio popolo.

Fotografia di Nicola Bastiani

La terza tappa è tutta femminile, storia di una giovane donna che ha preso in mano l'azienda familiare. Francesca Delorusso ci ha aperto le porte della propria ditta, il Feudo dei Verità, un'antica masseria riconvertita in frantoio e produzione di mandorle tostate e pralinate. 


Un mandorleto infinito circonda la proprietà, la cui produzione fino a qualche anno fa vendeva all'ingrosso. 
Riconvertendo parte dell'azienda si è reso possibile il trattamento delle mandorle, col procedimento della pralinatura a mano, che ha fatto si che venisse creato un prodotto d'eccellenza esportato anche all'estero a prezzi più che competitivi. 
La vera forza è proprio la volontà di mettersi in gioco, aver avuto il coraggio nello sfidare un ambiente prettamente maschile e dimostrare che vi potessero essere alternative più che valide.
Ultima tappa la Cattedrale, sotto la guida esperta di Chiara che ci ha coccolato per tutti e due i giorni, facendomi amare la sua città e scoprire le sue bellezze.

Fotografia di Patty
Peccato avere il treno di ritorno e non aver potuto partecipare al cooking show dello chef Emanuele Natalizio...a vedere le foto di Patty sembra proprio che si siano divertiti!!
La ciliegina sulla torta? L'aver conosciuto tre splendide donne: Patty (che ringrazio ancora per le fotografie...solo io posso vergognarmi a fotografare!!)Benny e Anna...perché se foodblogger significa esser donne appagate, piene d'interessi, di capacità , di voglia di mettersi in gioco dividendosi tra lavoro, casa e figli ben venga esser foodblogger!!!

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E tanto perché è un blog di cucina, ecco una mia ricetta con le orecchiette!

Ingredienti:

300 g di orecchiette (perdono: non le ho fatte con le mie manine!!)
10 pomodorini ciliegino
mezzo broccolo romano
150 g di tonno
3 fette di pane raffermo
olio extra vergine d'oliva
sale

Portare ad ebollizione dell'acqua salata e gettarvi le cimette di broccolo dopo averle lavate accuratamente con acqua.
Scaldare dell'olio extra vergine d'oliva e farvi cuocere a fuoco vivace, girandolo spesso,  il tonno tagliato in cubetti. Dopo 5 minuti toglierlo dall'olio e lasciarlo riposare in un piatto. Aggiungere nello stesso olio i pomodorini tagliati in quattro e far cuocere fino a quando non si saranno disfatti. Aggiungere il tonno e aggiustare di sale.
Passare al mixer il pane raffermo e tostarlo in un padellino con l'olio.
Con l'aiuto di una schiumarola togliere dall'acqua le cimette di broccolo, che dovranno risultare sode e non disfatte. Nell'acqua di cottura buttare le orecchiette.
Una volta pronte scolarle e condirle con le cimette di broccolo, il sugo di tonno e pomodorini e concludere con il pane.



venerdì 17 gennaio 2014

Spezzatino di castrato ai carciofi con puls di farro per l'MTC

Passate le feste si ricomincia e...che inizio!!
Si torna alla sfida con ricetta, che a dirla tutta, mi piace tanto soprattutto perché da la possibilità di imparare sempre cose nuove, basta andare sul sito dell'MTC per capire di cosa parlo.
Le vincitrici (perché questa volta si parla di doppietta!) hanno fatto ricadere la propria scelta su un piatto della tradizione: lo spezzatino. 
Ovviamente la mia vena polemica (tutto fumo, niente arrosto) mi ha fatto alzare un sopracciciglio...perché, a dirla tutta, lo spezzatino è uno dei piatti preferiti del mio lui e ogni volta mi ha criticato paragonando il mio a quello della sua mamma: è l'unica ricetta su cui muove delle critiche...perché mai e poi mai ho raggiunto la morbidezza della carne della suocera (anche se la bravura consiste soprattutto nella scelta della vitella, che non compro per varie ragioni, e per la scelta del macellaio...tipo il "Bulgari" della carne romano!). 
Ma questa volta ho messo nella sfida un qualcosa di più: ho studiato! Libri, riviste, mondo virtuale...L'idea di base l'avevo ben chiara in mente: l'uso del castrato, che è una delle mie carni preferite, degna rappresentante della mia regione unita all'abbinamento coi carciofi. 
Visto che il copiare mi arreca sempre qualche scrupolo, ma per inventarsi qualcosa di nuovo bisogna avere una conoscenza della tecnica di cui probabilmente non sono ancora pienamente padrona ho deciso di risalire alle origini...e, come sempre, via all'esposizione del mio procedimento mentale: agnello=castrato=Roma=garum=carciofi...e, visto che la sfida prevede qualcosa con cui "pucciare" il sugo: cosa veniva usato durante l'Impero? 
Ho scoperto che si trattava di una sorta di polentina (puls) ottenuta dalla macinazione del farro, degno antecedente del grano...ma c'era un dettaglio che non mi convinceva, fino a quando non ho deciso di inserire nella preparazione e nella polentina stessa delle mandorle tostate...sarò che ho faticato un pò di più, ma sono tronfia e i complimenti sono arrivati dal marito (che odia profondamente pecora e simili) e dai piccoli: meglio di così! Cri
P.S. Questa volta più di altre "mi rode" proprio non saper fotografare...




Ingredienti (ricetta Gluten Free):

1 kg di castrato tagliato in pezzi
3 carciofi
olio extra vergine d'oliva
2 spicchi d'aglio
4-5 foglie di menta
1 rametto di rosmarino
1 rametto di timo
1 chiodo di garofano
1 cucchiaino di coriandolo
1 cucchiaino di cumino
1 bicchiere di vino rosso secco
una manciata di mandorle
3 cucchiai di colatura d'alici di Cetara
1 cucchiaio di amido di mais
sale


Per il puls (da evitare per una cena Gluten Free):

200 g di farro decorticato
sale
un pugno di mandorle tostate

Per la marinatura. In un pentolino versare un bicchiere d'olio extra vergine d'oliva con la menta, il timo, il rosmarino, il chiodo di garofano, i due spicchi d'aglio schiacciati, il cumino e il coriandolo. Far scaldare l'olio a 40°C, spegnere il fuoco e lasciare in infusione tutta la notte.
Il giorno dopo passare attraverso un colino a maglie strette e versare l'olio aromatizzato così ottenuto sulla carne. Lasciare marinare per tutto il giorno coperto. Ho preferito lasciarla fuori dal frigo sotto suggerimento delle sorelle Calugi o di Mapi (non ricordo..perdono!) per evitare il passaggio freddo caldo e la dispersione dei succhi interni della carne.
La sera mettere sul fuoco un tegame a fondo spesso (nel mio caso ho utilizzato una casseruola in ghisa), versarvi l'olio della marinata e far rosolare la carne a fuoco vivace.
Una volta che risulterà dorata da tutti i lati versare il vino e far sfumare. Aggiungere la colatura d'alici, girare per insaporire, mettere il coperchio, abbassare la fiamma e far cuocere a fuoco lento per circa tre ore e mezza. Per lento intendo minimo che più minimo non si può: il liquido di cottura a malapena bolliva.
Nel frattempo pulire i carciofi, privandoli di tutte le foglie esterne più dure, tagliarli in 8 spicchi e metterli a bagno con dell'acqua acidula.
Trascorse le tre ore aggiungere i carciofi, le mandorle e continuare la cottura per altri 40 minuti-un'ora (in totale ho impiegato 4 ore). A termine aggiungere il cucchiaio di amido e far addensare.



Per il puls.

Tostare per qualche minuto il farro in una padella rigirandolo spesso per evitare che si bruci.
Far raffreddare e, iniziando a lavorare con piccole dosi, pestarlo in un mortaio fino ad ottenere una farina a grana grossa (mi stavo giocando l braccio...ma questa è un'altra storia!).
Portare ad ebollizione 500 ml di acqua salata e gettarvi la farina così ottenuta.
Girare con un cucchiaio di legno per evitare che attacchi al fondo.
Trascorso il tempo di cottura versare su un piano di lavoro e far raffreddare. 
Passare al mixer le mandorle tostate.
Prendere la quantità un pugno di polentina, metterlo nella mano e formare una fossetta in cui andrete a mettere le mandorle tritate, richiudere dando la forma di un fico. C'è un perché anche nella scelta di questa forma: ho pensato all'antico romano che lo prendeva con le dita e lo inzuppava nell'intingolo direttamente con le mani.


Ho servito lo spezzatino co gli gnocconi e un piattino di mandorle tostate tritate.
La mia gestualità nel mangiarlo è stata questa: gnocco inzuppato nel liquido di cottura, pucciato nelle mandorle e così di seguito...



Con questa ricetta partecipo all'MTC di gennaio...


..per il Gluten Free Friday facendo attenzione a non accompagnare con il puls.
Grazie a Stefania che mi hai fatto scoprire che il farro contiene glutine...c'è sempre da imparare!!

lunedì 13 gennaio 2014

Focaccia alle lenticchie per il Vegetal Monday

Lenticchie avanzate in frigorifero...
piccola ricerca online per capire che uso farne: se pasta fresca o altro, cerco un pane ma non lo trovo, cerco altro e trovo una focaccia...poi mi stufo, perdo la ricetta e provo di testa mia e sorpresa, sorpresa vien fuori una cosa decente!
Non ho idea se mangiarle in questo modo riduce di molto le caratteristiche nutritive, probabilmente si, ma così son riuscita a far mangiare le lenticchie ai piccoli mostri e per me è già un successo!
Notte Cri


Ingredienti:

200 g di lenticchie lessate
170 g di pasta madre
150 ml di acqua tiepida
150 g di farina di kamut
150 g di farina di farro
1 cucchiaino di sale

olio extra vergine d'oliva
sale grosso
rosmarino


venerdì 10 gennaio 2014

Cake di grano saraceno e mirtilli per il Gluten Free Friday

Settimana di vacanza, di sciopero personale contro me stessa: una genialata...
Sunto. Società composta da quattro soci, di cui solo due lavorano...le altre due, la sottoscritta più una, hanno deciso di non recarsi più al lavoro. 
Ogni giorno che passa mi sale un'ansia crescente: saranno stati fatti i pagamenti? E gli ordini?
Tale e quale quando lasci tuo figlio per la prima volta da solo a farsi la doccia: si sarà lavato bene? 
Si sarà sciacquato?
...forse l'esempio non calza, perché qui si tratta di ben altro, ma è tanto per rendere l'idea. 
Tanto tutto andrà bene, il messaggio più che altro era che volevamo vedere se riuscivamo a suscitare una reazione...chissà!
Quest'appuntamento col Gluten Free Friday mi diverte sempre di più...ogni cosa nuova per me è uno stimolo e quindi ben venga cercare idee alternative all'uso del glutine..
Buon proseguo di giornata Cri


martedì 7 gennaio 2014

Brioche al cioccolato a girella

Primo giorno di scuola, primo giorno di corse...ma è andata!
Fosse per me avrei prolungato le vacanze ad oltranza, anzi ho anche pensato di intraprendere la strada dell'homeschooling...ma poi ho pensato non fosse giusto per loro e soprattutto che non fossi all'altezza!!
Durante le vacanze ho ripreso a giocare coi lievitati...anche se ogni volta è un terno al lotto. 
Col pane credo di aver trovato la mia ricetta...con le brioche ci sto lavorando sopra!
Il fatto è che è difficile seguire alla lettera le ricette perché il mondo della lievitazione comprende tutta una serie di variabili che non sono oggettivamente calcolabili: la temperatura di casa, la qualità della farina, la forza del lievito...e così può andar bene, come male...
C'è da dire che col tempo si acquista in sensibilità e si capisce quando va aggiunto un qualcosa di più o tolto qualcos'altro...piano, piano farò quadrare il cerchio!
In questo caso è andata bene...la ricetta l'ho scelta tra le bellissime di un blog che mi è sempre piaciuto per la delicatezza dei testi e la bellezza delle fotografie.
Ora la regalo anche a voi. Buona serata Cri



Ingredienti:

250 g di farina di grano tenero 0
50 g di burro
50 g di miele
150 g di lievito madre
1 pizzico di sale
semi di una bacca di vaniglia
60 ml di latte intero
2 uova
2 cucchiaini di cannella
4 cucchiai di cacao amaro (che non avevo...e che non ho utilizzato)
100 g di gocce di cioccolato fondente
zucchero a velo

Nella planetaria con gancio inserire il burro a temperatura ambiente, il miele e il latte tiepido.
Iniziare ad impastare, aggiungere la pasta madre e la farina setacciata. Aggiungere il sale, un uovo e i semi di vaniglia.
Lavorare fino a quando l'impasto non risulterà omogeneo staccandosi dalle parti della planetaria.
Lasciar riposare inserendo il contenitore in un sacchetto di plastica.
Una volta ottenuto il raddoppio, ottenere 10 palline, con l'aiuto del matterello formare delle strisce lunghe 30-40 cm e alte 4 cm, aiutandosi con della farina sul piano di lavoro per evitare che l'impasto attacchi.
A questo punto spolverizzare con dello zucchero, della cannella e del cacao amaro. Aggiungere le gocce di cioccolato. Arrotolare la striscia, sistemarla in un pirottino da muffin e far lievitare fino a quando non avrà riempito tutto lo stampo.
Infornare a 180° C per 15-20 minuti. Spolverizzare con lo zucchero al velo.


Con questa ricetta partecipo al giveaway di Cucina e Cantina

venerdì 3 gennaio 2014

Profiterole gluten free....come ti ricilco il torrone

Due piccioni con una fava....
Oggi è venerdì...quindi Gluten Free friday...in più è il 3 gennaio...il 5 scade il tempo per postare le ricette dell'MTChallenge saltate, visto che ho fatto poco e nulla...anzi nulla al riguardo, mi tolgo il peso oggi con la ricetta di un dolce che per me è sinonimo di goduria da sempre.
Come al solito fatto di corsa, da portare a casa della mamma il primo gennaio a pranzo.
Secondo voi a che ora ho fatto i bignè?
L'impasto prima di uscire di casa il 31, la cottura al rientro...
Insomma la mattina dell'uno mi sono svegliata meritatamente tardi...scoprendo di non avere né siringa né sac a poche a disposizione, un bel taglio di coltello, una farcitura al volo e per fortuna il risultato è stato soddisfacente...giusto un leggero ritardo a tavola! Cri



Ingredienti (per la base ripresi da Stefania):

200 ml di acqua
120 g di farina di riso
60 g di fecola
80 g di burro
4 uova
10 gr. zucchero 
un pizzico di sale

Per il procedimento date uno sguardo dalla vincitrice di allora.
Versare l'acqua, lo zucchero e il sale in un pentolino, aggiungere il burro e accendere il fuoco. Portare a bollore. Tenere il fuco basso facendo si che l'acqua scaldi lentamente. 
Quando il burro si sarà sciolto e l'acqua bollirà aggiungere le farine tutte in una volta e mescolare con un cucchiaio di legno. Quando l'impasto inizierà a staccarsi dai bordi toglierlo dal fuoco. Travasare il tutto in planetaria e far raffreddare azionando per pochi secondi le fruste a distanza di qualche minuto. Aggiungere le uova, uno alla volta non prima che il precedente si sia assorbito. 
Far cuocere a 180° C per circa 20-25 minuti (sarebbe meglio 12 minuti a forno chiuso e 20-25 a forno socchiuso....ma il mio se si apre interrompe la cottura!).
Saranno pronti una volta che risulteranno ben dorati. Far raffreddare

Per la farcia:

250 g di torrone bianco 
250 ml di panna montata
100 g di mascarpone

Per la glassa:

250 g di cioccolato al 70%
200 ml di panna
scorza d'arancia grattugiata

Per la farcia. Tritare il torrone, amalgamarlo con il mascarpone ed aggiungere la panna montata.
Farcire i bignè.
Preparare la glassa. Far scaldare, senza portare a bollore, la panna. Aggiungere il cioccolato tritato e la scorza d'arancia. Far sciogliere, rimestando con un cucchiaio, il cioccolato fuori dal fuoco. Far raffreddare a temperatura ambiente e rivoltarvi, con l'aiuto di due cucchiaini, i bignè.


Con questa ricetta partecipo al Gluten Free Friday...


...e all'MTC X-Mas-E-Saltate