domenica 30 ottobre 2016

Torta rustica alle prugne secche per il The Recipe-tionist


Quanto ho visto che la The Recipe-tionist di questo mese era Maria Pia ho subito pensato: "Farò della carne!"; poi invece, visto il nome del blog, ho deciso di fare la sua torta di mele...ma la stessa idea l'abbiamo avuta in tante. Ormai la voglia di dolce c'era e così sono andata alla ricerca di ricette che mi potessero togliere dalla dispensa ingredienti che stazionavano da un po', tipo i datteri. 
Torta di mele e datteri...e te pareva: mica poteva essere una cosa semplice, bisogna andare in Israele a recuperare la confettura di datteri!
Presa da un moto di ribellione ho scelto una ricetta semplicissima, che a dire la verità mi lasciava anche un po' perplessa. Uno di quei dolci che finisco di mangiare solo io. Invece è perfetta: morbida e saporita. Facilissima. Mapi: grazie!




125 grammi di farina integrale (io di segale)
100 grammi di prugne disidratate
100 grammi di yogurt magro bianco
100 grammi di zucchero di canna  (io muscovado)
100 grammi di olio di girasole  (io extravergine di oliva)
2 uova
5 grammi di bicarbonato
cannella
noce moscata


Preriscaldate il forno a 180 °C in modalità statica e imburrate e infarinate una teglia del diametro di 20 cm.Tagliate le prugne a pezzetti e fate fondere il burro.
In una terrina mescolate la farina, lo zucchero, le spezie e il bicarbonato.
Aggiungete le uova, l'olio, lo yogurt e le prugne.
Versate il composto nella tortiera ed infornate per 35-40 minuti (prova stecchino).
Sformate il dolce su una gratella e fatelo raffreddare prima di servirlo. 

Dopo vi metto anche la fotografia della foto


Con questa ricetta partecipo al The Recipe-tionist di ottobre

venerdì 28 ottobre 2016

Fegato & cipolle on the rocks per il Master MTC il Lato B12 (Alta cucina e salute)




Con l'Mtc non si può mai star tranquilli, perché la sua ideatrice, Alessandra,  è una fucina d'idee. 
Una delle ultime sono i Master. Sono percorsi d'approfondimento in cui chi decide di partecipare viene accompagnato e aiutato nella realizzazione della ricetta.
Questa volta l'argomento riguarda il rapporto tra Cibo e Salute e l'importanza della vitamina B12 nella nostra alimentazione. E' stato un percorso molto stimolante. Noi partecipanti, 17, siamo stati accompagnati e seguiti da tre professionisti: il dottor Micheal Meyers, oncologo, la dottoressa Arianna Mazzetta, biologa e lo chef Sandro Sità, dell'Hotel Tarabella di Forte dei Marmi.

Devo fare tutta una serie di premesse. 
Primo: ringrazio Cristina per il titolo della ricetta, l'avrei chiamato Fegato cardinalizio, ma il suo è molto più indovinato.
Secondo: ho scelto il meno appetibile tra i piatti possibili e renderlo fotogenico non è stato semplice.
Terzo: la cosa che mi ha divertito di più è stato il confronto con i coordinatori e gli altri concorrenti. La vera forza del virtuale, quello che forse potrebbe migliorare la qualità dell'essere food blogger, è questo: la condivisione, le idee, i suggerimenti. Senza invidie e gelosie. In cucina è stato fatto tutto e raramente ci si inventa qualcosa di nuovo, un piatto nasce dalla fantasia e se riuscissimo ad ascolarrci l'un l'altro sarebbe un atteggiamento vincente.
Quarto (e poi mi stoppo): ho scelto il fegato perché non potevo non sceglierlo :-D ! E' uno degli alimenti più ricchi di vitamina B12 e avrei potuto cucinarlo in ogni modo e sarebbe comunque andata bene, ma ho cercato di preservare tutto il possibile della sua ricchezza optando per una cottura a bassa temperatura sottovuoto. Per i non professionisti come noi senza strumenti non è semplicissimo, come giustamente mi ha fatto notare lo chef Sità. Ho provato una rima volta sui fornelli, ma non è stato fattibile. In forno, a bagnomaria, ci sono riuscita. La cosa che mi ha dato più soddisfazione è stato il colore. So che a molti sembrerà stupido e superficiale, ma il fegato normalmente dopo la cottura diventa marrone, invece in questo caso era di un rosso vivo, affascinante. Sono disturbata, ma ne sono cosciente. La consistenza. Avevo paura che risultasse molliccio, invece ha una sua resistenza e consistenza che sono piacevoli.
A giudicare le nostre idee sarà lo chef Marco Visciola, chef del Ristorante Marin di Eataly a Genova.



Fegato & cipolle on the rocks (per 1 persona)

100 g di fegato di vitello
3 cipolle rosse di Tropea di piccole dimensioni
30 g di zucchero di canna
5 ml di aceto di mele
20 g di burro
sale
Inserite il fegato tagliato in fettine in un sacchetto per il sottovuoto e procedete alla cottura.
Ho raggiunto il mio scopo facendo cuocere il fegato a 63° a bagnomaria in forno con termometro a sonda per 3 ore. Nel frattempo preparate le cipolle. Fatele stufare lentamente sul fuoco con il burro, l’aceto e lo zucchero. Fate attenzione: devono restare sode e croccanti.
Accompagnate il fegato con le cipolle, dopo aver aggiustato di sale.
Per la presentazione ho scelto di disporre il fegato con le cipolle su una pietra arroventata.
L'idea me l'ha data mia madre, che in un ristorante di Nerano vide un impiattamento del genere con del tonno.

martedì 25 ottobre 2016

Tapas de cerdo

Dal maiale non si butta via nulla 
Senza parole passo alla ricetta per la sfida MTC numero 60.
Mai sono scioppata in questo periodo, credo anche tu, e ti evito tante parole.



TAPAS
Pancia di maiale alla birra con cavolo rosso stufato in agrodolce

400 g di pancia di maiale (la colpa nel ritardo del post è la sua. La pancia proviene da un maiale brado proveniente dalle Marche e ho dovuto aspettare la consegna)
350 ml di birra chiara
1 spicchio d'aglio
1 foglia di alloro
1 cucchiaino di miele agli agrumi
1/2 cipolla
1/2 carota
1 bacca di anice stellato
qualche grano di pepe selvatico del Madagascar (non voglio far la gastrofighetta: questo avevo e questo volevo provare)
sale


per il cavolo:

400 g di cavolo rosso
50 g di uvetta sultanina
1 cucchiaio di aceto di vino
strutto
sale


Accendete i forno a 130°.
Trasferite la pancia in un contenitore che possa andare in forno. Versatevi la birra e gli altri ingredienti. Coprite con un foglio di alluminio e fate cuocere per 6 ore circa.
Una volta pronta toglietela dal tegame, trasferitela in un altro piatto e adagiatevi un peso sopra in modo tale che fuoriescano tutti i succhi di cottura. Preferibilmente il giorno dopo, al momento di servire rimettetela in forno a 180° per 30 minuti.

Per il cavolo. Dopo aver lavato il cavolo tagliatelo a listarelle e trasferitelo in una padella con una noce di strutto, l'uvetta, lo zucchero e l'aceto. Portate sul fuoco e fate cuocere lentamente per circa 45 minuti. Eventualmente aggiungete dell'acqua nel caso fosse necessario. Aggiustate di sale.

Servite la pancia con il cavolo stufato.



PINCHOS
Pallotte cacio e ova ai funghi porcini con salsa al prezzemolo

100 g di pecorino grattugiato 
1 uovo
50 g di pane raffermo
30 g di porcini 
strutto per friggere

Passate tutto al mixer fino ad ottenere un composto lavorabile. Lasciate riposare per circa 30 minuti e poi ricavatene delle pallotte che andrete a friggere nello strutto.

Servite con funghi prataioli glassati e salsa al prezzemolo.

Per la salsa al prezzemolo da Escoffier:

1/2 litro di salsa al burro
100 ml di infuso al prezzemolo
prezzemolo tritato

Per la salsa al burro: amalgamate 45 g di farina con 45 g di burro fuso. Bagnate, d'un colpo, con 7 decilitri di acqua bollente salata con 7 grammi di sale, mescolate velocemente con la frusta, aggiungete la legatura composta da 5 tuorli d'uovo stemperati con un cucchiaio e mezzo di panna e un filo di succo di limone. Passate al setaccio fine, rifinite la salsa aggiungendo, fuori dal fuoco, 300 g di burro.
Per l'infuso al prezzemolo: tritate le foglie e le radici di un mazzetto di prezzemolo. Versatevi sopra dell'acqua bollente e lasciate in infusione per 5-7 minuti.




MONTADITOS
Bruschetta con pane al farro e fagioli con le cotiche

200 g di fagioli bianchi di Montefiorino
1 carota
1 cipolla
1 costa di sedano
cotenna di maiale
olio concentrato di pomodoro
olio extra vergine di oliva
sale
peperoncino

Lasciate in ammollo i fagioli per una notte. Il giorno dopo trasferiteli in acqua fredda e fateli cuocere con la cipolla, la carota, il sedano e la cotenna. Una volta pronti trasferiteli in un tegame in cui avrete soffritto la cipolla con un cucchiaio di concentrato di pomodoro. Unite parte del liquido di cottura. Fate cuocere per circa 40 minuti e servite con del pane di farro.


Pane al farro:

300 g di farina di farro
200 g di farina di grano tenero
330 g di acqua
7 g di lievito disidratato
1 cucchiaino di malto
1 cucchiaino di sale
semi di lino

Trasferite gli ingredienti in planetaria e lavorate l'impasto per 10 minuti. Fate lievitare fino al raddoppio dopo aver coperto la ciotola. Sgonfiate l'impasto e fate lievitare una seconda volta.
Date la forma desiderata e trasferite in forno a 220° per circa 40 minuti.



giovedì 6 ottobre 2016

Minestra di ceci con salsa alle acciughe

Mannaggia a me e alla mia disorganizzazione mentale. 
M'incasino la vita sempre e comunque. 
Vorrei fare le cose con calma, preparo liste, scrivo sull'agenda ma nun gliela fo. 
E' più forte di me: ho tutto in testa, ma devo sempre ridurmi all'ultimo minuto.
Quanto vorrei esser nata precisa. A volte provo a contrastare la mia indole: parto alla riscossa e faccio il vuoto. Smonto armadi, butto roba vecchia, mi metto a zappare. Voglio vedere pulito intorno a me. Tempo due giorni è tutto uguale a prima. Come con la macchina. Appena ritirata pensi tra te e te: "Questa volta starò più attenta". Passa un giorno e butti per terra, al posto del passeggero, uno scontrino. Poi lasci un sacchetto. Poi un libro. Oggi c'erano: una pianta, un paio d'occhiali rotti, una bottiglia d'acqua grande, una borraccia, un piumino nella bacinella dei panni, due sacche del nuoto, tre zaini, due grembiuli, tre felpe da maschio e un golf da femmina, dei libri...e altro.
Anche questo post è confuso, ma pace. Il succo è che ho partecipato al The recipe-tionist di settembre con una ricetta di cui non ho più trovato le foto, la santa creatrice del gioco mi ha dato qualche altro giorno per cucinare di nuovo e postare: "Tranquilla: domani te la mando". 
Ne sono passati cinque di giorni. Non c'è verso!




300 g di ceci secchi
1 gambo di sedano
1 carota
1/2 cipolla
3 cucchiai di olio extra vergine di oliva
2 l di acqua
rosmarino
1/2 spicchio d'aglio
sale

Per la salsa:

una noce di burro
2 alici

Mettete i ceci a bagno per almeno 12 ore.
Trascorso questo tempo trasferiteli in una pentola con l'olio, la cipolla tritata, l'aglio, la carota a pezzetti e il sedano tritato grossolanamente. Fate rosolare leggermente poi aggiungete l'acqua, il sale e il rosmarino e fate cuocere per circa 3 ore, facendo sobbollire lentamente. Una volta che i ceci saranno teneri frullate il tutto e, se la desiderate più liscia, passatela al setaccio. Servitela poi con un filo d'olio buono.
In un pentolino fate sciogliere il burro e unitevi le alici. Fatevele sciogliere. Servite la minestra con il burro alle alici.
Con questa ricetta partecipo al gioco di Flavia