Far di prugne

Cara nonna, 
è tutto il giorno che ci penso. Ieri mi sono svegliata e la prima cosa che ho fatto è stata andare a cercare il tuo quaderno delle ricette. Mi sono seduta al tavolo e, mentre facevo colazione, mi sono messa alla ricerca. Mica facile trovare la ricetta voluta: mille foglietti, biglietti degli autobus, pezzi di busta, cartoline, pagine di riviste strappate. Tante ricette, ben poco ordine. Spesso gli ingredienti vengono elencati, ma non c'è il procedimento né tantomeno il titolo. Francese e italiano che si interscambiano. La cosa mi diverte. Come si vi fosse qualcosa che ci accomuna: il nostro disordine ordinato. Quello in cui solo noi siamo in grado di trovare il cercato.
Avevo voglia di una torta alle prugne che mi facevi. Per te cucinare era la cosa più semplice del mondo. Ti ricordo nell'ultima cucina. Piccola lei e piccola tu, tutta gobbetta che riuscivi a sfornare piatti per l'intera comunità. Strano come tu sia una delle poche persone che non ci sono più di cui sento la mancanza. Alla fine non sei stata una nonna tanto presente. Chiusa a Bagnoregio, accanto alle tue suore, non è che ti si vedesse tanto. Ma eri lì e sapevo che c'eri. Sei stata sempre un rifugio. Non hai mai fatto domande né dato consigli, ma sapevi e capivi tutto. 
I tuoi occhi azzurri azzurri sono rimasti vispi fino alla fine, fino alla fine sei rimasta curiosa e viva. La vita ti ha mazzolato di brutto: non ho mai sentito lamentarti. "Il Signore mi manda solo quello che riesco a sopportare"...e mi sa che di forza ne avevi parecchia. L'unica volta che ti ho visto arrabbiata è stato quando hai capito che per zio non c'era più nulla da fare, quando ti sei vista impotente, senza la possibilità di prendere una decisione. Ti sei trasformata: sembravi una tigre, ma è andata come è andata e tu, come una roccia, imperturbabile sei andata avanti. Piena di una fede che ti ho sempre e ti invidio tuttora: hai scelto di "affidarti" e sei riuscita ad andare avanti. Mai bigotta, moderna, sempre lucida. 
Sei morta da quasi 10 anni, ma ieri era il tuo compleanno e l'ho ricordato stamattina, nel traffico andando a lavoro...e ieri ho aperto il tuo quaderno e fatto la tua torta: ne avevi voglia?? :-D
cri


Far alle prugne (per 6 persone)

300 g di prugne fresche
200 g di farina di grano tenero 0
150 g di zucchero
4 uova
1/2 l di latte
1 cucchiaio di armagnac (non l'ho usato, al suo posto scorza di limone)
100 g di burro 
1 pizzico di sale

Lavate le prugne e privatele del nocciolo. (Le mie erano belle sode e non c'è stato bisogno di asciugarle sul fuoco, ma se dovessero essere molto mature si può farle restringere a fuoco forte girando di continuo).
Mescolate in un recipiente farina, zucchero  e sale. Unite le uova e fatele assorbire totalmente dalla farina. Aggiungete il latte lavorando con una frusta in modo tale da ottenere una pastella come quella delle crêpes. Profumate con la scorza di limone.
Fate riposare per un'ora.
Accendete il forno a 180°.
Imburrate uno stampo ( da 22 cm) con bordo spesso, disponete le prugne sul fondo. Ricoprite con la pasta e cuocete per 45 minuti. Fate raffreddare totalmente e servite.


Commenti

  1. non ho parole. Quello di mia nonna era un clafoutis. Invece il far l'ho apena preparato di ciliegie. E adoro Bagnoregio. E ribadisco che non ho parole.

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  2. bellissimo ricordo......che tocca il cuore....bellissimo e sicuramente buonissimo dolce.......anche io ricordo ancora la mia che è morta 4 anni fa...... e ricordo ancora le sue ricette che purtroppo non ha mai scritto ma insegnato a voce e facendomele vedere....vorrei averla ancora qui per potergliele chiedere e scrivere......complimenti e un abbraccione!

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    1. alla mia si poteva chiedere ben poco: per lei era sempre tutto semplicissimo e non la si poteva aiutare...un po' come con la sottoscritta! Grazie

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  3. Commovente questa tua chiacchierata con la tua nonna...sei riuscita a conservare il suo prezioso quaderno delle ricette, sai un po' ti invidio, quello della mia nonna paterna (e lei era una gran cuoca) è andato perduto chissà dove e la nonna materna faceva tutto mettendo un po' di quello e un po' di questo..impossibile ripetere le sue ricette... Favoloso questo flan...sembra avere la consistenza di un budino...mi hai fatto venire una gran voglia!!!

    Un abbraccio
    monica

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    1. Ho sbagliato..non flan ma far!!!

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  4. un post splendido: diretto, aperto, senza affettazione... Passo raramente, ma sono felice di essere capitata qui proprio oggi :)

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  5. Ti posso dire che mi è venuta voglia di abbracciarti?

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  6. Sono passata per vedere e capire cosa fosse un far che non ho mai assaggiato e mi ritrovo con le lacrime agli occhi. Una nonna, la tua e le suore di Begnoregio. Conosco quel borgo che rischia di andare perso e conosco la comunità delle suore dove è la figlia di un mio professore di liceo. Anche lui si è trasferito lì. Un dolce e tante strade che si intrecciano. Un dolce, tante emozioni :-*

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  7. Queste parole mi hanno toccato, ero passata per conoscere il nesso tra un far (è francese no?) ed una nonna e manca poco mi commuovo. Purtroppo entrambe le mie nonne non hanno ricettari da tramandarmi. Una delle due dopo una malattia ha perso molte delle capacità culinarie e non ha mai cucinato i cosiddetti pranzi della domenica. Questo un po' mi dispiace.
    Sono contenta di essermi fermata un attimo, le tue parole mi hanno fatto bene. un abbraccio, Chiara

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  8. Proprio oggi capito su questo tuo post... e chissà se troverò anche io qualche quaderno in cui andare a spulciare alla ricerca di qualche ricetta che si è persa nei tanti, troppi anni in cui mia nonna ha abbandonato la cucina.

    Un abbraccio

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  9. Hi.
    I wish to thank you for all the memories you achieved waking up with this recipe.
    Micol

    http://thenomadekitchen.blogspot.in/2017/03/cristianas-plums-far-for-recipe-tionist.html

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