Maritozzi quaresimali


Il vero maritozzo (da “marituccio” o “maritino”) è un lievitato che la tradizione vuole venisse consumato nel periodo di Quaresima. Impasto a base di pasta di pane arricchito con uvetta e scorzetta d’arancia senza uova, burro né latte: prodotti di origine animale che non potevano essere consumati nei giorni di magro.
E perché maritozzo? Pare venissero donati dai futuri mariti alle future consorti il primo venerdì di marzo (sostituito dall’odierno San Valentino), a volte utilizzati come contenitori per un pegno d’amore.
Questa volta ho scelto la ricetta di Anna Gosetti della Salda, che in realtà utilizza le uova discostandosi dagli originali, ma a dirla tutti mi hanno soddisfatto più degli altri.


Maritozzi alla romana

300 g di farina di grano tenero 12% di proteine
100 g di uvetta passolina
50 g di pinoli
50 g di cedro candito
50 g di zucchero semolato
50 g di pasta da pane (che ho interpretato come pasta madre)
olio extra vergine d'oliva
2 uova - sale

Mettete sulla spianatoia la pasta da pane e lavoratela con 100 g di farina, un pizzico di sale, una cucchiaiata di olio e un uovo intero.
Trasferite in una ciotola, coprite e fate lievitare per 4 ore o fino al raddoppio.
Rimettete la pasta sulla spianatoia, unite la restante farina, 40 g di olio, lo zucchero, un pizzico di sale e l'altro uovo. Impastate bene incorporandovi un pochino di acqua tiepida.
Unite l'uvetta precedentemente ammollata, i pinoli e il cedro finemente tritato.
Lavorate a lungo la pasta. Con il composto ricavate dei panini oblunghi e disponeteli su una teglia ben oliata.
Fateli lievitare per 6 ore, sempre fino al raddoppio, e infornate a forno ben caldo (180°) per circa 15 minuti.





Commenti

  1. Ma dai? Non lo sapevo mica la storia dei maritozzi, sei una fonte di informazioni mi cara! Che bello ricevere in dono un dolce così :-) Devono essere una bontà! Baci e buona serata

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