Soufflet di riso...storia di acqua e la trisnonna che ritorna!!

Lo scorso venerdì mi son persa il Gluten Free Friday per cause di forza maggiore: l'acqua è arrivata anche qui ed è stata la prima volta. 
Un giorno isolati in casa senza corrente e tre giorni senza acqua (a causa dell'enorme quantità di pioggia il pozzo si è allagato e la pompa ha fatto cortocircuito). 
A noi è andata bene, ma ai vicini più a valle meno: l'acqua ha distrutto il piano inferiore di casa e completamente sommerso tre macchine e allora ti rendi conto di cosa può essere: vedi un rigagnolo tutti i giorni, completamente innocuo ed inoffensivo, che in poche ore si trasforma in un qualcosa di talmente grande da non non riuscire più a stare nei suoi piccoli argini e via, alla ricerca di una strada, di una valvola di sfogo su cui scaricare la propria energia. 
Poi vedi il dopo: quando dell'acqua entra in una casa è come se fosse passato un tornado, è tutto sottosopra, tutto rotto, il fango ovunque e allora pensi a non lamentarti che non hai l'acqua e non puoi lavarti o che non hai connessione per stare sul pc, pensi a tutta la povera gente che sta vivendo questa tragedia, a tutti coloro completamente in balia di se stessi, senza aiuti e senza appoggio e ti viene una gran rabbia.
Non mi piace parlare di cose serie qui sul blog, ché poi è sempre difficile accostare una ricetta...
ma il cibo, il cucinare fa parte del nostro quotidiano e allora sono andata a ripescare il diario della trisnonna, con le sue ricette semplici e alla portata di tutti...in questo caso delle frittelle di riso, ché il fritto mette allegria...un abbraccio cri


Soufflet di riso

Riso grammi 100. Zuccaro grammi 80. Latte mezzo litro abbondante. Uova 3.un pezzetto di burro. Una cucchiaiata di Rhum. Odore di vaniglia.
Fate bollire il riso nel latte, ma se non lo cuocete moltissimo non farete niente di buono. A mezza cottura versate il burro e lo zuccaro, compreso quello vanigliato per l'odore. Dopo cotto e diaccio che sia, mescolategli dentro i rossi, il Rhum e le chiare montate. E' una dose che può bastare per quattro persone. Si friggono nell'olio.

Non ho usato né il rum né l'odore di vaniglia...forse ancora non sapeva che faceva male!!


Con questa ricetta partecipo al Gluten Free Friday

Commenti

  1. Parlare di cose serie è difficile soprattutto per chi riesce ad immedesimarsi come te…
    La ricetta della trisnonna è stupenda sopratutto quando dice "latte mezzo litro abbondante"! :D Grande!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Poi capisci da dove viene la difficoltà di quantizzare in grammi? E' ereditaria...

      Elimina
  2. queste cose non dovrebbero mai accadere..ma anche qui nella mia terra ne sono stati testimoni e tutt'ora la situazione è difficile anche se nessuno ne parla!
    le frittelle di riso...ricordo ancora quando ero piccola ed una volta alla settimana andavo a cena dalla nonna che ogni tanto sulla tavola le metteva.
    da tanto non le mangio più..grazie per avermele fatte ricordare!
    un abbraccio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono di quei piatti proprio da nonna..grazie un abbraccio cri

      Elimina
  3. Splendida ricetta mia cara che mi fa dimenticare le tribolazioni dovute all'acqua di questi giorni, pericolo non ancora scongiurato!
    Un bacio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In effetti non smette: qui alterna giornate estive a temporali incessanti. Un bacio cri

      Elimina
  4. La ricetta è molto interessante, anche dal punto di vista letterario. Il disastro delle alluvioni è invece un fatto che lascia senza parole e ci dovrebbe far riflettere sulla necessità di fare prevenzione. Buon we

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Prevenzione e attenzione a sul come e dove si costruisce. Grazie un abbraccio cri

      Elimina
  5. Cri tesoro è vero questi giorni sono stati terribili per tanti. Le immagini che scorrevano nei tg mi facevano accapponare la pelle al sol pensiero!
    che vuoi qui sulle nostre pagine fa bene ogni tanto anche parlar di vita quotidiana bella e meno bella <3
    si dai col fritto tiriamoci su :P :)
    bacio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Anna...a volte metto da parte il blog proprio perché non so di cosa parlare o meglio non so bene cosa ho voglia di condividere!! Un abbraccio cri

      Elimina
  6. Non sai quanto sono stata in ansia per te e per chi abita a Roma... è sempre difficile parlarne ma un giorno hai una cosa, il giorno dopo non l'hai più...

    Trovo che queste frittelline di riso sono una delizia!!!! <3
    Un bascione

    RispondiElimina
  7. Quei giorni sono stati tremendi. Per fortuna qui da me non é successo nulla di grave ma a Capena dove lavora il mio ragazzo é successo il finimondo, un disastro.
    Comunque tristezza vai via e queste frittelle sono l'ideale!!!!

    RispondiElimina
  8. Io abito vicino Roma e tanti anni fa il fiumiciattolo che scorre da queste parti ha deciso di uscir fuori dagli argini ... E la scena che hai raccontato l'ho vissuta di riflesso, ma vicina, perché una delle case colpite e devastate fu quella di mio fratello. Ancora ricordo tutti i mobili in giardino, tutto da buttare. e fango (e altro per via delle fogne scoppiate...) ovunque! E oggi a distanza di oltre 20 anni, nonostante i lavori fatti per arginare il problema, ci abito anche io e tutti stiamo a controllare sempre che non si attappi niente, che non salga acqua. La paura rimane.
    Invece la tua ricetta di quelle frittelline è un vero piccolo tesoro, e per come è descritta... e sicuramente perché è buona in tutta la sua semplicità. Ma è davvero il quaderno di una tua trisnonna? Che meraviglia ti ha lasciato!!!!

    RispondiElimina
  9. la colpa quando succedono queste cose, non è mai della natura, ma come al solito dell'uomo.Lo sfruttamento del suolo, l'incuria e le ruberie continue che qua in italia sono all'ordine del giorno fanno si che accadano queste tragedie.la natura prima o poi presenta il conto e noi paghiamo le scelte scriteriate di politicanti, mafiosi e imprenditori conniventi chevper soldi non si fanno scrupoli a costruire anche dove non si può.il nostro è un paese dove sono riusciti a speculare su una tragedia immane che è stata l'aquila, con questo non c'è altro da aggiungere, se non andarsene, o prendere i fucili e fare fuori tutti sti personaggi.ma è tipico di noi italiani, poi che finisca tutto a tarallucci e vino perchè non abbiamo il coraggio intellettuale per affrontare un cambiamento radicale e profondo di questo malcostume diffuso.
    spero che tutto lì torni alla normalità presto.
    un abbraccio

    RispondiElimina
  10. mamma mia, avevo sentito dei disagi! li abbiamo vissuti anche oi a pochi km di distanza! questa ricetta mi piace moltissimo e non vedo l'ora di rifarla, e mentre la farò penserò alle tue sagge parole....sempre quacosa in più...mai qualcosa in meno...è la legge delle cose. Grazie!

    RispondiElimina
  11. Purtroppo prevenire vorrebbe dire sottrarre fondi a qualche miliardo di inutili stronzate politiche e quindi non si fa... e ci sta proprio bene un bel "Piove, Governo Ladro!" dalla storica citazione, che mai fu più calzante. Detto ciò bel piatto. bacio

    RispondiElimina
  12. mi dispiace molto per tutti i disagi che avete avuto, non deve essere facile! nonostante tutto, una ricetta da leccarsi i baffi! Grazie mille, un abbraccio. Sonia

    RispondiElimina
  13. Vivendo a Venezia, mi rendo conto di che significa quello che hai raccontato. Colleghi e amici che perdono le attrezzature del bar, piuttosto che l'alzarsi di notte ad accendere le pompe e svuotare la casa perchè c'è acqua alta eccezionale, ma se sei in un punto basso, anche quella normale bene non fa. L'alluvione è sempre spaventosa, in alcune zone in questi ultimi giorni ha fatto ancora più spavento...e continua a piovere, anzi a diluviare.
    Stando all'asciutto e con l'elettricità mi ritengo molto fortunata anche se fuori la pioggia non ci dà tregua.
    Queste frittelle sono piccoli sorrisi da mangiare, piccoli grazie da condividere.
    Ottima ricetta, messa immediatamente nella wish list.
    A rileggerci presto tra ricette e sorrisi :-D

    RispondiElimina
  14. hai ragione...è difficile parlare di cose serie da un blog di cucina...uno pensa sempre: ma chi mi legge cerca ricette, mica i miei pensieri e il mio punto di vista sulla realtà? Invece poi capisci che chi ti legge cerca te (e poi la tua cucina). Ma prima di tutto cerca te! Quindi penso che faccia bene parlare delle nostre vicissitudini, ed esprimere anche qualcosa che va al di là di quel che abbiamo messo su per pranzo. La ricetta della trisnonna è tenerissima (così come l'idea di confortarsi con la sua saggia semplicità dopo il trambusto!). Non sai quanto ti invidio il quaderno di ricette antiche e come vorrei avere almeno due righe scritte dalla mia nonna. Invece non ho niente, solo un colino di latta e bachelite. Ma è tenero anche quello!

    RispondiElimina
  15. Che bello deve essere aver il diario della trisnonna! La vaniglia in bacche deve esser stata roba sopraffina per quei tempi!

    Io non friggo mai...diciamo quasi...più che altro per l'odore che appesta casa e capelli! Però è vero che mette allegria e che ne porti tanta a quelle povere persone che si sono viste inondare la casa d'acqua e che forse in questo momento vorrebbero più piangere.

    Un abbraccio
    Silvia

    RispondiElimina

Posta un commento

Post più popolari