venerdì 30 novembre 2012

Crostata alla marmellata d'arancia e cioccolato

...quando Vale scoprirà che l'ho fatto mi ucciderà....ma è più forte di me: non posso resistere!!!
D'altronde di venerdì sera c'è chi va a teatro (lei) e chi resta a casa (io) e cosa c'è di meglio se non rilassarsi cucinando un po'? Sarò strana, ma a me impastare e sporcarmi le mani piace...soprattutto in solitaria, soprattutto dopo una giornata passata prima al lavoro (più o meno: ancora da definirsi) e poi in cucina con tre mostri urlanti bisognosi d'attenzioni (eh si: sono una madre snaturata!)...
Aggiungo, per dover di cronaca, che Valeria è andata via con un antiemicranico in corpo ("Ma tu come fai tutti i giorni? A me sta esplodendo il cranio!")...
In più il marito distrutto dopo 24 ore di lavoro consecutivo e la piccola nana che ha deciso di giocare alla parrucchiera a scuola e mi è tornata stile "Ultimo dei Mohicani"....su qualcuno dovrò pur scaricare... e cosa c'è di meglio della pasta frolla da impastare? Che, nell'impastare la pasta frolla, c'è anche la soddisfazione in più di poter mangiare, ovviamente crudi, i pezzetti rimasti...lo so, lo so che fanno male...ma quella scusa me la tengo per loro...
Un'ultima cosa? C'è solo un piccolo inconveniente...da quando ho dato via  a questo diario ho messo su 3 Kg...aiuto: tra venti giorni Natale....perché i buoni propositi estivi a novembre si sono già esauriti? "Quest'anno tennis!...Quest'anno riprendo ad andare per mostre!...Quest'anno esco un po' di più!...Quest'anno dimagrisco!...." e altro, altro ancora...tutto riposto già in un cassetto...pace: avanti così! C.


Ingredienti:

125g farina00
63g  zucchero
63g burro
scorza di mezzo limone
1 pizzico di sale
1 tuorlo
100g cioccolato fondente
5 cucchiai marmellata arance amare

Preparare la pasta frolla impastando la farina con lo zucchero, il burro ammorbidito, il tuorlo d'uovo, la scorza di limone e il sale. Lasciare riposare in frigorifero per mezzora.
Stendere la pasta su una tegli (20 cm di diametro), bucare con i rebbi di una forchetta, coprire con carta forno e fagioli (per non far crescere la pasta). In forno a 180° per 25 minuti. 
Nel frattempo sciogliere il cioccolato a bagnomaria con un goccio d'acqua. 
Quando la base si è raffreddata, spalmarvi la marmellata d'arance e sopra il cioccolato fondente fuso.

Buonanotte a tutti!!


Con questa ricetta speriamo di partecipare al contest http://www.cucinaecantina.net/2012/08/contest-le-marmellate-di-mariangela.html.

Merenda col bruco

A me il dolce...così per una volta ho accontentato anche i mostri che si vedono preparare le torte per poi vedersele sfilare sotto il naso da amici e parenti e così due bruchini oggi hanno allietato la loro merenda!

Ho fatto delle polpette con del salame di cioccolato che poi ho rivestito di pdz colorata...(quella non gliela faccio mangiare...o almeno ci provo: sto tentando di colorarla in maniera "naturale", ma i risultati sono scadenti).

Salame di cioccolato

150g biscotti secchi
100g zucchero
100g burro
50g cacao amaro
1 uovo
6 cucchiai caffè decaffeinato

Mettere il burro ammorbidito con lo zucchero e lavorarlo sino a formare una crema. Aggiungere il tutolo e metà albume e il cacao setacciato. Sbriciolare i biscotti aiutanti con un mixer. Incorporarli al composto. Aggiungere il caffè. Modellare il composto a forma di piccole polpette e metterle in frigo per 3 ore (le ho lasciate tutta la notte).
Rivestirle con pdz verde per il corpo e con quella gialla per la testa. Con della pdz rossa fate il naso e le antenne, aiutandovi con due stuzzicadenti spezzati a metà Per gli occhi formare degli ovali bianchi e completare con un piccolo tondino di pdz nera. Eccoli:





















 Con questa ricetta speriamo di partecipare al contest di http://squisitocooking.blogspot.it/2012/10/il-mio-primo-contest-polpettiamo.html

Polpette ricotta mortadella e pistacchi

Oggi riunione al quartier generale. Le due Beuf si sono incontrate per produrre polpette dolci e salate. Accompagnate dai giovani marmocchi aiutanti (si fa per dire) siamo partite con quelle salate. La reunion funziona, la creatività è alle stelle! In più va premiata la difficoltà aggiuntiva della presenza degli aiutanti che volevano impastare, modellare, pulire al grido di: "ti aiuto io!"...adesso stiamo tentando la buona sorte abbandonandoli in vasca da bagno...si fa quel che si può!!!






Per circa 20 polpette
350 gr ricotta di mucca
200 gr mortadella ai pistacchi
3 cucchiai di pistacchi sgusciati
100 gr mollica di pane
200 ml latte
1 uovo
sale 
pangrattato q.b.
olio per friggere

Per la salsa di accompagnamento
1 cucchiaio pomodorini secchi
1 cucchiaino capperi
olio evo

In una capiente ciotola amalgamare la ricotta, la mortadella frullata, il pane precedentemente ammollato nel latte e strizzato e l'uovo. Aggiustare di sale e aggiungere all'impasto i pistacchi. Formare tante piccole polpettine grandi quanto una noce e friggerle in abbondante olio caldo. Nel frattempo preparare la salsa frullando assieme i capperi con i pomodorini e l'olio. Scolare le polpette e servirle caldissime accompagnate dalla salsa preparata. 


...Seguirà la ricetta delle polpettine dolci...stay tuned!



Con questa ricetta speriamo di preparare al contest di http://squisitocooking.blogspot.it/2012/10/il-mio-primo-contest-polpettiamo.html





giovedì 29 novembre 2012

Uovo nella Rosetta



Mio padre chiama questa ricetta la “colazione della regina” e ne adduce la provenienza ad un mio zio inglese che diffuse in famiglia questa golosità. Devo dire che non mi sono informata se ciò sia vero, lascio che la leggenda continui per il piatto che da piccola preferivo al punto che vederlo in tavola era come ricevere un premio personale.
In una di queste occasioni stavamo ospitando il quadrupede di mio zio, un cocker di nome Tappo, che andava assai poco d’accordo con il boxer di famiglia Cobra. Per questo i miei genitori in quei giorni tenevano i due cani saggiamente separati da una porta. Questa “separazione in casa” comportava che tutte le volte che dovevamo varcare la porta/confine eravamo costretti a fare parecchia attenzione evitando che i cani si incontrassero anche solo accidentalmente. Quella sera, prima di apprestarmi alla mia cena preferita, dovetti attraversare la famosa porta per andare a lavarmi le mani. Non so se fu l’entusiasmo del piatto che mi aspettava, la fretta o l’eterna distrazione, fatto sta che i due cani si incontrarono nel bel mezzo del corridoio. Sentendomi colpevole per la zuffa che ne stava scaturendo decisi di mettermi tra loro con la speranza di separarli. Tutta la mia famiglia arrivò subito in mio soccorso e fu mio padre ad avere la meglio sui due cani che in pochi attimi erano arrivati a ringhiarsi e a mordersi. Poco dopo scoprii che la mia ingegnosa decisione di piccola salvatrice di situazioni infelici mi aveva procurato una bella e profonda ferita all’altezza del gomito sinistro. Ci fu poco da fare, quello che mi aspettava era l’ospedale e 3 punti di sutura! 
Ricordo ancora mia madre che mentre ero sdraiata in pronto soccorso mi avvicinava la mano dicendomi di morderla se sentivo dolore, mio padre, chirurgo, impegnato a mettermi i punti, le mie urla, le lacrime e il rientro a casa dove la cena era ormai fredda. Sono passati 30 anni ma ricordo esattamente la mia sensazione di scioccheria e la tenera ed empatica promessa di mia madre che mi rifece l’uovo nella rosetta il giorno dopo!







4 rosette
4 uova
burro
sale



Aprite le rosette togliendo la calotta superiore in modo da creare una specie di cestino. Svuotatele della loro mollica e imburratele. Versate in ciascuna un uovo, salate leggermente e ricoprite con la calotta a sua volta imburrata. Mettete in forno caldo a 200° per circa 20 minuti, facendo attenzione alla cottura delle uova, che devono risultare rapprese ma non solide. Mangiatele come delle uova alla coque aiutandovi con il panino intorno.


V.




mercoledì 28 novembre 2012

Arancini pesce spada, pomodorini e pinoli

....per il rotto della cuffia forse ce la faccio...il contest di Mtc: da neofita l'ho scoperto all'ultimo momento, ma non potevo fare a meno di mettermi alla prova....correggo: non ce l'ho fatta! Cioè ho proprio sbagliato tutto...ma sono tenace e riproverò!!! I contest mi divertono molto; anche perché, per una che "deve" cucinare tutti i giorni e soddisfare un grande palato a cui non basta il petto di pollo alla griglia con le verdure lesse, mi ispirano e mi danno nuovi spunti salvandomi dall'interrogativo quotidiano del "Che preparo per cena?"...
Avevo preparato anche un altro ripieno (con zucca, salsiccia e scamorza affumicata) ma al sesto tentativo di frittura e alla sesta apertura dell'arancino ho desistito...e anzi chiedo alle esperte per quale motivo è successo: stessa impanatura, stesso riso...può essere che la zucca abbia rilasciato troppa acqua?...Chissà! Ecco la ricetta di quelli che invece hanno resistito alla prova.

Ingredienti:

300g riso carnaroli
100g pesce spada
6 pomodorini ciliegino
30g olive nere denocciolate
20g pinoli
brodo
1 scalogno
burro
sale
vino bianco
1 uovo
400g pane grattato
1 bicchiere di latte
acqua
scorza di limone
olio per friggere





Preparare un risotto. Mettere uno scalogno tritato con due cucchiai d'olio in un tegame, aggiungere il riso. Quando questo inizia a diventare lucido sfumare con mezzo bicchiere di vino bianco. Aggiungere lentamente del brodo caldo fino a cottura, eventualmente salare. A fuoco spento mantecare con una noce di burro.
Preparare il ripieno. Far saltare a fuoco vivo i pomodorini con 2 cucchiai d'olio. Dopo 5 minuti aggiungere il pesce spada tagliato a cubetti, le olive e i pinoli tritati. Salare e aggiungere la scorza di mezzo limone grattugiata. Far raffreddare.
Mettere del riso sulla mano, con un cucchiaino aggiungere poco ripieno nel centro e chiudere a formare una sfera.
Preparare la lega: in una ciotola mescolare due bicchieri d'acqua, uno di latte, 1 uovo e 1 pizzico di sale.
Immergere gli arancini nella lega e poi nel pangrattato, facendo attenzione all'eventuale formarsi di grumi. Ripetere il passaggio un'altra volta. Friggere in abbondante olio fino a doratura. C.




martedì 27 novembre 2012

Soufflé al gorgonzola con salsa ai porri

Finalmente il soufflé...ci sono piatti nei confronti dei quali ho un timore referenziale: la pasta choux, la pasta sfoglia, l'uovo in camicia...il soufflé...Proprio l'altro giorno stavo vedendo uno spezzone di Masterchef USA in cui una prova eliminatoria consisteva nella preparazione del soufflé al cioccolato: un'ansia! 
I due poveracci dovevano sfornare, impiattare e portare ai giudici il tutto entro 9 secondi pena afflosciamento soufflé...
Beh: la scena a casa nostra è stata più o meno analoga: il maschio Alfa che dal ritorno al lavoro la prima cosa che fa è aprire il forno...il mio sguardo assassino che lo trapassa da parte a parte...il soufflé resiste ed al momento di sfornarlo il panico: gestire lo stampino ustionante, mettere la salsa sul soufflé, imprecare con la macchina che non mette a fuoco e intanto il countdown incalza (9-8-7...), i bimbi che chiedono: "Mamma: perché fotografi tutto quello che mangiamo?"...e io che mi sento un'idiota...le cinque cocottine sono state mangiate solo dagli adulti (ebbene si: questa volta i piccoli non hanno apprezzato)...con rischio ustione del palato...ma udite, udite: il grande Lui ha apprezzato e mi ha chiesto: "Non si potrebbero fare per Natale?"...considerando che saremo una trentina...no, direi di no...C.


Ingredienti:

150g gorgonzola dolce
30g farina più quella per gli stampini
5dl latte
30g burro più quello per imburrare gli stampini
3 tuorli
3 albumi
1 porro
gherigli di noce per guarnire
olio
sale
pepe

Preparare una besciamella con 30g farina, 30g di burro e 2 dl di latte (Per la besciamella: mettere sul fuoco il burro e far liquefare, aggiungere la farina e poi, poco alla volta, il latte. Con il Bimby: tutto insieme ad 80° per 5 minuti a vel. 4). Aggiungere il gorgonzola tagliato in pezzi, un pizzico di sale e uno di pepe. Aggiungere, uno alla volta, i tuorli. Far raffreddare una decina di minuti, dopodiché aggiungere gli albumi montati a neve. Imburrate e infarinate degli stampini da soufflé (non li avevo ed ho optato per delle cocotte) e in forno caldo a 200° per 15 minuti circa. 
Pulire il porro, tagliarlo sottile e stufarlo in padella con un filo d'olio e il latte rimasto. Una volta cotto, passarlo al mixer. Servire il soufflé con la salsa e qualche gheriglio di noce.




Compleanni e Diete


Come avete potuto vedere dalla torta in mio onore la scorsa settimana è stato il mio compleanno. Ora, un compleanno che capita in mezzo alla settimana fa sì che la celebrazione dell’evento duri molto più del giorno in cui capita. Ci sono stati quindi diversi pranzi, laute cene ma soprattutto c'è stato il pranzo di famiglia. Volevo glissare quest’anno ma alla fine ho ceduto ai vari “perchè? tutto a posto? sei depressa?” ed ho deciso di darmi da fare. Quindi, alla quindicesima telefonata con mio padre e mia sorella e dopo un paio di rapidissimi scambi con mio fratello (che quando ti risponde al telefono sembra in mezzo ad una riunione con la NASA o i Servizi Segreti) il danno era fatto: pranzo domenicale da mio padre con tutto il cucuzzaro! 

Nella scelta del menu quello che mi ha messo più in difficoltà è stato proprio mio fratello, che sta seguendo in maniera impeccabile una dieta molto rigida e principalmente proteica. Siccome sono molto simpatizzante e stimo la sua tenacia parto dalla ricetta dell’unica cosa che ha potuto mangiare: il roast beef. Dato che il suo regime non prevede nessun tipo di condimento quest’ arrosto l’ho preparato al sale e lui -solo lui- se l’è mangiato scondito..




1 kg di girello di manzo
2 kg di sale grosso

grani di pepe misto
salvia, rosmarino
olio evo

Cospargere il fondo di una teglia poco più grande dell’arrosto di sale grosso. Poggiarvi l’arrosto e ricoprire completamente con altro sale. Mettere in forno caldo a 180° per 50/55 minuti. Estrarre dal forno, far freddare e rompere la crosta di sale. Spennellare l’arrosto con un pennello per togliere eventuali residui di sale, affettare sottilmente ed aggiungere l’olio, i grani di pepe, la salvia ed il rosmarino. 


Postilla
Ringrazio pubblicamente la mia socia che si è gentilmente proposta di prepararmi la torta di compleanno, sopresa gradita e apprezzatissima da me, ovviamente, e da tutto il mio clan. La scena è stata la seguente: mio padre, insieme a Paola, diceva che non la potevo tagliare perchè era un peccato rovinarla, i miei nipoti già facevano l’ordinazione per i loro compleanni con la più grande che chiedeva se Ms Beuf sapesse fare un lupo che è il suo animale preferito, mio fratello già pensava ad un business, mia sorella e mio cognato gestivano i nipoti impazziti, distribuivano pezzi di pasta di zucchero (e chi voleva le labbra, e chi gli zoccoli, e chi il fiocchetto) e tutti contavamo i mesi mancanti al prossimo compleanno di famiglia...insomma, grazie amica mia!!!

V.

lunedì 26 novembre 2012

Torta Beuf à la mode...

Per la mia socia che ha festeggiato i suoi 20 anni (!!!!!...te piacerebbe)...cosa potevo fare se non una torta ispirata alla nostra nuova avventura???
Per la base ho usato la iper testata torta Moretta di Krikirira trovata sul forum di cookaround:

Ingredienti per la base:
150 gr farina 00
150 gr zucchero semolato
3 uova
1/2 bicchiere di latte (cca. 100 ml)
1 tazzina da caffè di olio di semi (cca. 50 ml)
35-50 gr cacao amaro (dipende quanto la volete [mora] scura)
1 bustina di lievito (secondo l'esperienza basta anche 1/2 bustina di lievito)


Montate le uova intere con lo zucchero, aggiungete un poco alla volta il latte, l'olio e la farina setacciata insieme al lievito, ed infine il cacao.
Cottura circa 170° per 30 minuti (prova stecchino!).


Tra pdz e la torta ho usato della ganache al cioccolato fatta col Bimby:

300g cioccolato fondente
300ml panna


Nel boccale del Bimby tritare il cioccolato per 9 secondi a velocità 8 e mettetelo da parte a riposare.
Versare la panna nel Bimby e scaldare per 5 minuti a 80°C a velocità 2.Aggiungere quindi il cioccolato e mescolare per 1 minuto a velocità 3 fino a ottenere un composto liscio e omogeneo.Mettete il boccale in frigorifero per 30 minuti a raffreddare.Una volta freddo, inserite la farfalla e mescolate per 4 minuti a velocità 3, quindi riponete la crema in una ciotola.



Visto che mi piace esser onesta, vi confesso che non è tutta farina del mio sacco e questo è il link di riferimento da cui è venuta l'ispirazione: http://www.deleukstetaarten.nl/forum/viewtopic.php?id=126703 C.



Con questa torta spero di partecipare al contest: http://kucinadikiara.blogspot.it/2012/11/il-mio-primo-contest-sweetbirthday.html


domenica 25 novembre 2012

Monte Bianco

Tre giorni fa è stato l'anniversario della morte di nonna Betta. Per la prima volta ho portato i piccoli a trovarla al cimitero. E' stata una bella mattinata: abbiamo messo in ordine la tomba, messo i fiori, ripulito le aiuole...detta così vi sembrerò pazza, ma vi assicuro che è stato un momento piacevole. 
Mi dispiace molto non l'abbiano conosciuta: la sua morte è concisa con la nascita del mio primo figlio e per questo non ho vissuto  pienamente gli ultimi mesi insieme a lei, ma ero distratta dall'"arrivo" e il tempo, come al solito, è volato....Non parlo di una giovinetta....quando è morta aveva 92 anni, forse anche per questo la sua morte non mi ha trovato impreparata...la cosa strana è che l'assenza si percepisce nel tempo...sono passati sette anni, ma, a volte, mi ritrovo a pensare a lei come fosse ancora viva e a quel punto mi rendo conto quanto manchi nella mia vita...quanto mi sarebbe piaciuto fosse ancora qui, per vivere la mia famiglia, i suoi nipoti...sicuramente si sarebbe divertita con loro...
E' stata una donna che ha sofferto molto nella sua vita, ma con una gran fede...una fede bella, non  di quelle castranti....una visione della religione non punitiva, ma assolutamente volta all'amore...mia ha insegnato tanto...soprattutto nel suo essere forte...Una volta le chiesi come poteva aver resistito a tutte le prove a cui era stata sottoposta e lei mi rispose di star tranquilla che il destino (o Dio) ti manda solo quello che sei in grado di sopportare...è un pensiero rassicurante che mi accompagna ogni giorno...
Nonna era una gran cuoca e sicuramente il grande amore che ho per la cucina mi è stato trasmesso da lei e mia madre e per lei oggi questo Monte Bianco ( o come dice il mio piccolo: la Collinetta) su ricetta di sua suocera...C.


Dolce di castagne

"Si pela un bel piatto di castagne, si mettono a cuocere con un pezzetto di vaniglia e alquanto latte e quando son cotte si passano allo staccio. Si pesa la pasta così ottenuta e si rimette al fuoco insieme ad altrettanto zuccaro in polvere. Si toglie dal fuoco quando è abbastanza consistente, si mette in uno stampo perché prenda forma e si serve con panna montata".








Con questa ricetta partecipo al contest di Una Fetta Di Paradiso "Il Dolce Della Tua Nonna, Oggi Come Ieri"



sabato 24 novembre 2012

Vellutata di castagne

....questo forse non è un piatto "facile"..non per la difficoltà di realizzazione, quanto per il gusto...è una ricetta "tipo": c'è a chi piace e a chi no...
Oggi sono un  po' provata...ho dei bimbi ospiti che mi sfrecciano per casa avanti e dietro...continuo a sentire gran rumori in giro per casa e temo che prima o poi si stacchi qualche porta...La cosa peggiore è che in casa c'è anche il Bubo majior, che non abituato, sta andando in escandescenze...
Due li ho ficcati in vasca...e tra poco santa televisione verrà in mio aiuto...

L'unica difficoltà nella ricetta è il pulire le castagne...ma ho fatto una tirata ieri sera in previsione della vellutata e del Monte Bianco...che almeno una volta l'anno va fatto!





200g di castagne
250ml brodo
250ml latte
2 scalogni
sale
olio
pancetta tagliata sottile

Intagliare le castagne e lessarle per circa 30 minuti. Toglierle dal fuoco e pulirle anche dalla pellicina. Rimetterle sul fuoco per circa un'ora. Passarle al passaverdura per eliminare eventuali residui di buccia.
Fare un soffritto con 3 cucchiai di olio e 2 scalogni tritati. Aggiungere le castagne, il brodo e il latte. Portare ad ebollizione e far andare a fuoco vivace per circa 20 minuti. Frullare. 
Ho servito la vellutata con delle fettine di pancetta steccata, fatte abbrustolire in padella senza olio e poi arrotolate. C.



venerdì 23 novembre 2012

Fettucce al sugo di acciughe e pangrattato

Ieri sono stata a pranzo da mio padre. Spesso succede che sia io a portare da lui il pranzo, e così è stato anche ieri. Mio padre, contrariamente alla sottoscritta, mangia pochissime cose. E' stato sempre problematico sotto questo punto di vista e accontentarlo è spesso l'"incubo" di tutta la mia famiglia. Mi ricordo che quando vivevo con lui era complicatissimo riuscire ad organizzarsi. Mangia si e no 10 cose, non mangia gli avanzi, e lo stesso alimento se glielo proponi due volte nella stessa settimana lo annoia così tanto che gli da due semplici forchettate per poi lasciarlo. Insomma, un vero grattacapo! 
Ieri con me ho portato un tortino di acciughe che so che gli piace molto e che, oltretutto, mangia solo se glielo preparo io, quindi ero sicura che non lo mangiasse da parecchio, dato che pulire le acciughe non rientra tra i miei passatempi preferiti e lo faccio davvero di rado. Siccome a pranzo eravamo soltanto noi due e che oramai ero rassegnata a pulire il mio kg di acciughe, con quelle rimaste ho preparato questo sugo. Il risultato è stato personalmente soddisfacente. Presto proverò a sottoporlo al "viziato" palato paterno, magari mi va bene!


320 gr pasta lunga
250 gr acciughe pulite
una decina di pomodori tipo piccadilly
vino bianco
8 cucchiai di pangrattato
aglio
peperoncino
prezzemolo
sale
olio evo


Mettere a bollire l'acqua della pasta. Nel frattempo in una padella soffriggere 2 spicchi di aglio in camicia con un piccolo peperoncino. Aggiungere le acciughe e quando saranno rosolate sfumare con mezzo bicchiere di vino bianco. Appena il vino sarà sfumato aggiungere i pomodori tagliati a metà, aggiustare di sale e lasciar cuocere per circa 15 minuti a fuoco medio. 
In un padellino con dell'olio e uno spicchio di aglio, tostare il pangrattato a cui avrete aggiunto del prezzemolo tritato.
Cuocere la pasta e condirla con il sugo di aggiughe e spolverare con il composto di pangrattato a cui avrete tolto lo spicchio d'aglio. Guarnire a piacere con del prezzemolo tritato.

V.

Gnocchi di ricotta e spinaci

Le verdure e i bambini non è che vadano molto d'accordo....ma con questi gnocchi ho sempre ottenuto un buon riscontro. E' una ricetta di casa, sempre fatta ad occhio, ma questa volta per cercare di evitare i q.b. ho pesato tutto e questo è il risultato:

300g di spinaci puliti
250g di ricotta
1 uovo
80g farina di semola
4 cucchiai parmigiano grattugiato
burro

Far appassire gli spinaci in una pentola con poca acqua, scolarli e spremerli per togliere il liquido in eccesso. Amalgamare la ricotta, gli spinaci sminuzzati, l'uovo, 2 cucchiai di parmigiano, sale e pepe.
Lasciar riposare il composto in frigorifero per un'ora; dopodiché, aiutandovi con due cucchiai bagnati, formate degli gnocchi che dovrete tuffare in acqua bollente salata. Quando saliranno in superficie aspettare 2-3 minuti e poi toglierli dall'acqua con una schiumarola. Servirli in una pirofila con del burro liquefatto e il restante parmigiano.




Se, poi, non avete voglia di cucinare potete provare con i passateli alla P. o gli gnocchi alla C....a voi la scelta...basta un po' di pongo e il gioco è fatto....:



I figli so pezzi e core, se per farli felici basta così poco....buon lavoro a tutti C.


giovedì 22 novembre 2012

Strudel al cavolfiore e caprino

Dopo due giorni stile trottola: Formello-Roma, Roma-Formello...avanti e indietro, amichetti a pranzo e amiconi a cena...oggi: vacanza! Ho approfittato che il signor Bubo fosse a casa (miracolo), sveglia disinserita e...niente scuola (molto poco educativo:lo so)!!! Provo a postare qualcosa mentre i piccoli mi vagano intorno: uno è un cavaliere medioevale, l'altro il suddito soldato e la mostra piccola il gatto con gli stivali...C.

Strudel cavolfiore e caprino

500g cime di cavolfiore
250g pasta sfoglia pronta
100g caprino smalmabile
sale 
pepe
olio
semi di sesamo
1 uovo




Pulite e dividete in cimette i cavolfiori, lavateli sotto l'acqua corrente e lessateli in acqua bollente per circa 10 minuti. Toglierli dal fuoco e ripassarli in padella con un po' di olio, sale e pepe.
Stendere la pasta sfoglia direttamente sul foglio di carta forno con cui viene venduta, spalmarvi il caprino e adagiarvi sopra le cimette di cavolfiore un po' sminuzzate, in modo tale da lasciare libero un margine di 2 cm circa. Ripiegare verso l'interno i bordi e, aiutandovi con la carta forno, arrotolate la sfoglia sul ripieno, sigillando bene le estremità in modo tale che il ripieno non fuoriesca. Spennellare con dell'uovo sbattuto e cospargere la superficie con dei semi di sesamo. Cuocere a 200° per 30 minuti circa.
Servitelo tiepido. 





martedì 20 novembre 2012

Confettura di melograno di Alessandra

Questa è la ricetta di Alessandra, altra mamma "nullafacente" come me. Oggi, ad esempio, mi ha telefonato trafelata per chiedermi un consiglio culinario: alle 10:00 aveva portato i quattro figli a scuola, sistemato casa, preparato il pane e la pizza, finito di raccogliere le olive...il pomeriggio: raccolta dei figli da scuola, pranzo, olive in frantoio, piscina ai due piccoli  e compiti...ovviamente cena e messa a letto...
Beh, questa marmellata, a fatica, non è da meno...

1kg di chicchi di melograno (io sono arrivata a 600g)
600g di zucchero circa (ne ho usati 300g)
scorza di limone grattugiata

Dopo aver sgranato i melograni, mettere i chicchi sul fuoco in una pentola e lasciar sobbollire fino a quando non si disfano. Toglierli dal fuoco e usando un passaverdura eliminare i semini più piccoli. Pesare e calcolare poco più della metà di zucchero , rimettere sul fuoco con la scorza di limone grattugiata e far andare per 50 minuti circa. Mettere in un barattolo sterilizzato (di solito li faccio bollire per una ventina di minuti), chiudere e far raffreddare capovolto. 
Buon lavoro!! C.




Lasagne al piatto con crema di ricotta di bufala e nocciole


Oggi, rientrata presto dal lavoro, sono stata al mercato sotto casa. Pensare che quando ho preso questa casa non mi ero nemmeno accorta di avere un piccolo mercato rionale che si allarga sulla strada fino a far chiudere l’accesso principale alla mia via tutti i giorni fino alle 17. Sarà che ho visto questa casa solo una volta prima di prenderla e quel giorno ero probabilmente più impegnata a trovare la strada, dato che non conoscevo per niente questo quartiere romano. 
In questo piccolo mercato ci sono tanti coltivatori diretti ma soprattutto ci sono due enormi banchi, quasi disposti di fronte, che si guerrigliano tra loro. Uno è tipo il discount della frutta e verdura; non compri niente di eccezionale ma, volendo, te ne vai via carico di buste e contento nell’ aver creduto di risparmiare. L’altro è gestito da due signore vicine ai 60 anni ed è una specie di boutique paragonata a tutti gli altri. Vendono primizie, piantine, frutta e verdura bellissima ma sono l’apoteosi della scortesia. Mi sono fermata lì davanti due volte, più che altro incuriosita da un pacco di cicerchie e sgomenta dal prezzo dei porcini. Ogni volta che mi fermavo venivo assalita “Signò, daje, te faccio ‘n mazzo d’ asparagi e ‘n kilo de broccoletti tutto a sett’ euro co’ ‘o sconto”. Mi fermo, sorrido, e chiedo il prezzo delle cicerchie. “Signò, deve prenne tutto er pacco. So‘ cinq’ euro. Co’ gl’ asparagi e ‘a verdura te metto tutto a diec’euro, c’ oggi so’ bbona”. “Grazie signora, ma tutto il pacco è troppo per me e la verdura non mi interessa”. Sorrido, mi allontano e sento l’altra socia dirle: “T’ha fatto solo che perde tempo quell’ ingrata!” Proseguo verso il banco dei formaggi. Il casaro ha una ricottina di bufala buonissima, la fa lui, non mi aggredisce elencandomi tutti i prodotti che ha e non insiste affinchè io prenda dell’altro.




Per la pasta
300 gr di farina di semola di grano duro
3 uova
sale


Per il condimento
300 gr di ricotta di bufala
granella di nocciole
parmigiano grattugiato
salvia
1 cucchiaino raso di zucchero
noce moscata
olio evo
sale-pepe


Preparate la pasta all’uovo. Disponete la farina a fontana e aggiungete al centro le uova e un pizzico di sale. Amalgamate gli ingredienti fino ad ottenere un impasto elastico. Formate una palla con l’impasto e mettetelo a riposare in frigorifero per almeno 30 minuti.

Nel frattempo in una ciotolina amalgamate la ricotta con dell’olio evo, la noce moscata, del parmigiano e lo zucchero. Aggiungete poco sale e del pepe. 
In un padellino fate soffriggere in pochissimo olio le foglie di salvia ben lavate e asciugate e tenetele da parte. 

Stendete l’impasto in sfoglie non troppo sottili e ricavatene tanti rettangoli. Fate bollire l’acqua  a cui avrete aggiunto 1 cucchiaio di olio e, appena bolle, versate le lasagne avendo cura che non si attacchino tra d i loro.

Disponetele una ad una nei piatti di portata e aggiungete l’impasto di ricotta, delle nocciole tritate e la salvia, e procedete formando i vari strati.

V.




lunedì 19 novembre 2012

Cestini di parmigiano e nocciole con risotto ai funghi porcini

Ieri, per il pranzo della domenica, il mio caro cognatino, altro gran cultore di cucina, si è presentato con una cassetta di funghi porcini....uno spettacolo! E dopo tanto tempo funghi che sanno di fungo...
Non so se capita anche nelle altre parti d'Italia, ma qui a Roma trovare porcini nostrani è diventata una rarità..bei tempi quando bastava andare verso il lago di Bracciano per tornare carichi di ovuli e porcini...
Ho pensato di preparare un risotto e di impiattarlo in maniera differente e il risultato è stato ben gradito..

700g funghi porcini
300g riso carnaroli
2 spicchi d'aglio
prezzemolo
vino bianco
brodo
sale

Per i cestini:
2 cucchiai di parmigiano grattuggiato
1 cucchiaio di nocciole tritate
olio

Pulire i funghi con una spazzola per togliere la terra, cercando di bagnarli il meno possibile. Tagliarli a fettine. Mettere a rosolare l'aglio con dell'olio e del prezzemolo tritato. Prima che l'aglio prenda colore aggiungere i funghi e far andare a fuoco vivo per 5 minuti. Aggiungere il riso e sfumare con 1 bicchiere di vino bianco. Aggiungere, poco alla volta il brodo (ho usato la ricetta del Brodo di verdure della nonna), salare e portare a cottura il riso. Non so dirvi le quantità precise di brodo perché variano a seconda del tipo di riso usato. Di solito spengo il fuoco quando il riso è abbastanza al dente perché non amo il chicchi incollati tra loro...
Per i cestini: far scaldare poco olio in una padella e aggiungervi il parmigiano mischiato con le nocciole. Quando i bordi della sfoglia di parmigiano tendono a scurirsi rimuoverla delicatamente e porla sopra ad una ciotola rovesciata per darle la forma di un cestino.
Mettere il riso nel cestino e completare il piatto con del prezzemolo tritato. C.




Con questa ricetta speriamo di partecipare al contest di:







Brodo di magro

Premetto che in cucina sono abbastanza elastica, anche se da sempre (o almeno da adulta) ho cercato di eliminare prodotti pronti per passare al fai da te: niente merendine, né verdure surgelate e soprattutto niente dado...anche se quella del dado istantaneo a casa mia è una battaglia persa...passo le ora a far brodi e appena mi distraggo il mio buon Bubino mi schiaffa un bel dado pronto dentro al mio brodo...potreste dirmi: non lo comprare! Ma chi conosce Bubo sa benissimo che il suo passatempo preferito è la gita alla Metro dove compra quantità enormi di cibarie tra cui il dado e altro acerrimo nemico...il preparato per il purè istantaneo...
Ma evidentemente i geni non sono acqua e ne ho trovato conferma nel brodo della nonna....:

Ingredienti:

8 patate pelate
2 carore
2 cipolle
sedano e pomodoro

"Dapprima far dare un bollo forte e poi mettere in cassetta per cinque ore. Si scola la verdura che, passata tutta insieme, può fare una buona purea di contorno e si mette nel brodo pasta, pane, riso o altro".

...ci vuole un po' di pazienza, ma la differenza si sente.
Posso provare a porre un quesito? Perché le patate del brodo dopo tante ore di cottura non si disfano? Così: giusto una curiosità...C.

Pollo al limone e pangrattato


Tutte le volte che preparo il pollo penso a Cora. Cora è un personaggio mitologico che ha fatto breccia nella nostra casa quando io avevo all’incirca 6 anni. Scelta da mia madre per aiutarla nelle faccende di casa, Cora ha preso possesso di casa nostra come fosse sua, ed ha trattato noi bambini con la stessa fermezza con cui trattava i suoi. Non ero proprio contentissima di doverle obbedire, cosa che spesso significava fare faccende al posto suo o andarle a fare delle commissioni. Ma non c’era scampo a Cora. 
C’era un periodo in cui Cora aveva imparato a fare il pollo. La leggenda della mia famiglia narra che Cora abbia imparato a cucinare guidata da mia madre, ma mia madre con Cora ed il pollo non ebbe nulla a che fare. Cora faceva il pollo anche 3 volte a settimana. Grossi polli al forno con patate. Settimane di pollo. Non ci fu niente da fare, i nostri palati annoiati non la impietosirono mai. Nemmeno le lamentele di mio padre la incoraggiarono a smettere, dovemmo aspettare che le passasse da sola.
Da anni Cora non lavora più da noi. Siamo cresciuti e lei, come una impavida Mary Poppins capoverdiana, se n’è andata ad aiutare un’altra famiglia. Ha avuto tanti pensieri e grandi dolori, ma tutte le volte che la sento è sempre la stessa: dura, ferma e amorevole (e, probabilmente, alle prese con qualche pollo!).



1 pollo diviso in parti
2 limoni non trattati (+ la scorza grattugiata di 1 limone)
pangrattato
salvia
aglio
olio evo
sale-pepe

In una grande ciotola fate marinare i pezzi di pollo nel succo dei due limoni, aggiungendo olio, sale, pepe e uno spicchio di aglio diviso a metà. Lasciate marinare in frigorifero per circa 1 ora.

Togliete il pollo dalla marinata e cuocetelo in tegame con poco olio e la salvia. Appena è rosolato versate in pentola parte della marinata e lasciate asciugare. 

Una volta cotto scolate i pezzi di pollo dal sugo di cottura e passateli in del pangrattato a cui avrete aggiunto la scorza grattugiata di un limone. Disponeteli quindi in una teglia da forno ed infornate per circa 15 minuti in forno ventilato a 200°.

V.


domenica 18 novembre 2012

Pane "simil Bonci"

Il pane della ricetta precedente è stato fatto dalla sottoscritta....La ricetta l'ho presa in giro per internet, l'ho definita simil Bonci, perché credo proprio che il suddetto inorridirebbe, ma il risultato non è male e quindi la condivido con voi. Sono arrivata ad usare lievito di birra dopo qualche mese passato dietro alla pasta madre, che non credo di esser ancora pronta a gestire. Risvegli notturni per il rinfresco, farina e farina buttata...ad un certo punto decisi che per il quarto figlio non avevo tempo e così molto meglio la polverina in busta...Ora mi è stato promesso un panetto di lievito madre di cent'anni...vedremo se sono più matura...anche perché il sapore, a dirla tutta, un po' differente è.
Il pane preferisco impastarlo a mano: mi piace il profumo e la pasta tra le dita e... a voi la ricetta.

500g farina 00
500g farina di semola rimacinata
700ml acqua
15g sale
1 cucchiaino lievito di birra (o 200g pasta madre)

Impastare la farina con l'acqua in cui è stato sciolto il lievito, per ultimo aggiungere il sale. Mettere il tutto in frigo per una notte in una ciotola unta d'olio. Una vola tirato fuori dal frigo l'impasto lasciar raddoppiare di volume, stendere con le dita la pasta e ripiegarla su se stessa a formare un filone,  infornare a 220° al piano più basso del forno per 25 minuti dopodiché abbassare a 200° e spostare nel ripiano centrale per 30 minuti circa. C.

Festa di San Martino






Oggi, alla ricerca di una dispensa parrocchiale per far da madrina, sono capitata nel centro del paese dove vivo (Formello) dove veniva festeggiata l'estate di San Martino. Il mio piccolo secchione ovviamente mi ha chiesto: "Cos' è l'estate di San Martino?" Ed io, da brava ignorante, ho tirato fuori il cellulare e Wikipedia mi è venuta in soccorso. E così, per chi non lo sapesse, vi rendo edotti che durante questa festa venivano rinnovati i contratti agricoli annuali, aperte le botti per l'assaggio del vino novello e arrostite le prime castagne.

Nelle cantine aperte al pubblico gran profumo di salsicce e castagne e tante bancarelle di prodotti locali e da qui qualche acquisto non è potuto mancare: salsiccia di fegato, salame norcino e la crema di Majo (una crema al formaggio spalmabile) e così gli antipasti della giornata domenicale si sono autorisolti! 



Tanto per dare un botta culturale finale vi posto una poesia, che non so se grazie a Fiorello, ma ho scoperto di ricordare ancora a memoria...e qui, col figlioletto, ho fatto una gran bella figura! C.

San Martino

La nebbia a gl'irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;

ma per le vie del borgo
dal ribollir de' tini
va l'aspro odor dei vini
l'anime a rallegrar.

Gira su' ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando:
sta il cacciator fischiando
su l'uscio a rimirar

tra le rossastre nubi
stormi d'uccelli neri,
com'esuli pensieri,
nel vespero migrar.

sabato 17 novembre 2012

Agnello al melograno con gallette di patate







Oggi finalmente la reunion delle Beuf in onore del nostro primo contest!!!! Allietate da tre giovani pargoli abbiamo dato vita ad una nostra creazione, di cui, a dir la verità, siamo molto orgogliose. D'altronde non volevamo far brutte figure, noi ultime arrivate, con le blogger più esperte.
Passate a pieni voti nel nostro contest casalingo, speriamo di convincere anche qualche maggiorenne....
L'idea è nata decidendo di partecipare al contest di Sabina e del suo www.cooknbook.org. L'idea ci è piaciuta e così abbiamo cercato di trovare un ingrediente da orto da poter utilizzare. Visto che il tentativo orto da me (C.) è miseramente fallito, dopo avere passato una primavera a zappettare per poi veder tutto morto visto il mancato annaffiamento da parte del marito, ho deciso di poter gestire solo alberi da frutto...e così il melograno, dono, sempre del marito, per la nascita del secondogenito. E visto che V. è madrina del secondogenito tutto si ricollega... e questa è la ricetta partorita...






Per l'agnello
1,2kg carré agnello
succo di 4 melograni
50g burro
2 spicchi d'aglio
pepe rosa
menta
sale
pepe
olio
vino bianco
marmellata di melograno

Far marinare la carne per una notte nel succo di melograno, che avrete ottenuto frullando la polpa di 4 melograni passandola poi al setaccio.
Farcire il carré con aglio tritato, pepe rosa, qualche fogliolina di menta, sale e pepe. Mettere sul fuoco con del burro, far rosolare a fuoco vivace e sfumare con il succo della marinatura e un bicchiere di vino bianco. Aggiustare di sale e far cuocere a fuoco lento, coperto, per circa due ore. Se dovesse asciugarsi aggiungere dell'acqua calda. Prima di portare in tavola passare in forno per circa 15 minuti a 220°.





Per le gallette di patate con zucca e castagne 
1kg di patate
100g castagne lessate
100g zucca
75ml latte
75ml acqua
1 scalogno
150g burro
3 uova
farina
100g pancetta steccata tagliata sottile
noce moscata
olio evo

Lessare le patate, sbucciarle e passarle allo schiacciapatate. Aggiungervi due tuorli, sale, 1 pizzico di noce moscata e 50g di burro.
A parte mettere in un tegamino le castagne lessate, la zucca tagliata a tocchetti, lo scalogno tritato, il latte, l'acqua e 50g di burro. Far bollire fino a formare un purè granuloso.
Con il composto di patate, aiutandovi con  della farina, formare dei cilindri alti circa 1cm. Spennellarli con il tuorlo d'uovo e farli rosolare in padella con il burro rimasto e dell'olio.  Lasciare intiepidire le gallette e poi accoppiarle farcendole con il purè di zucca e castagne. Infine circondarle con una fettina di pancetta e poggiarle su una teglia coperta con carta da forno. Infornarle a 200° per 3-4 minuti.
(Ricetta presa da  "La Cucina Italiana" di dicembre 2010).




Abbiamo servito il piatto accompagnando il carré di agnello con della marmellata di melograno di cui presto posteremo la ricetta.



Con questa ricetta speriamo di partecipare al Contest In Cucina con il club delle cuoche di Sabina del blog Cook n'book http://www.cooknbook.org/2012/09/auguri-cook-n-book-e-si-va-di.html.