giovedì 20 giugno 2013

Caesar salad laziale

Questa volta insalata!
Son sincera, l'ho scritto anche a Leo (vincitore dell'MTC di maggio), a me l'insalata non attira un granché...ma come al solito per 'gnuranza: per me la cucina è cucinata...ma dopo una pausa di riflessione in mezzo al traffico romano ho pensato: "Ma che cavolo dici?"
Con le insalate ci si può sbizzarrire all'infinito: aggiungi qualcosa di cotto, di crudo, di scrocchioso, di morbido...
E poi uno dei ricordi culinari che ancora mi torna in mente è un'insalata mangiata in Francia, in un paesino vicino ai Castelli della Loira...avete presente quei sapori che se chiudi gli occhi ti tornano pari pari sul palato?? Ecco...proprio quello...
Ho preso il vizio di "lazializzare" le ricette dell'MTC inserendo ingredienti locali nel piatto...in questo caso molto poco belle époque, anzi direi sul rustico andante...ma la mia considerazione è stata questa : prima  la ricerca era nei confronti di ingredienti "ricchi" come crostacei, ostriche, tartufo (anche se, a mio personalissimo parere, leggendo qualche menu dell'epoca credo che fossero ingredienti scelti per supplire alla semplicità dei piatti...ma in materia sono ignorante: non scaglietemi pietre), ai giorni nostri la vera ricchezza consiste nel trovare prodotti genuini, fatti con la "testa", avere il tempo di scovarli nell'offerta sempre più accattivante che c'è in giro. 
In questo caso ho scelto il caciofiore che può "essere considerato un antenato del pecorino romano, ma realizzato immergendo nel latte crudo intero il caglio vegetale ottenuto dal fiore di carciofo o di cardo selvatico" ( vedi qui);  il guanciale dei Monti Lepini al maiale nero, prodotto a rischio per la la ridotta presenza del maiale nero di cui si sta tentando una reintegrazione; un pane "eccezionale" (!!) fatto dalla sottoscritta, una gelatina di Dolcetto e una vinagrette all'olio extravergine d'oliva ed aceto di vino aromatizzato al lampone...semplice ma "studiata"!! Buona giornata cri


- Caciofiore
- Guanciale di Monti Lepini di maiale nero
- Gelatina di Dolcetto (Azienda Mariangela Prunotto) *Nota: non mi danno nulla in cambio, ma mi fa piacere farne il nome per la qualità dei prodotti.
- Valeriana
- Radicchio rosso (anche se qui vado male con la stagionalità)
- Olio extra  vergine d'oliva
- Aceto di vino rosso aromatizzato al lampone
- Sale

Per il pane (ricetta liberamente tratta da Brigidaa):

50 g di farina 0
90 g di farina di farro
90 g di farina di segale
25 g di farina di kamut
200 ml di acqua
150 g di pasta madre
semi di lino, di sesamo e quinoa soffiata

Lavorare la pasta madre con 100 ml di acqua fino a farla sciogliere, aggiungervi le farine ed iniziare ad impastare. Aggiungere il sale, i semi e la restante acqua.
Lasciar lievitare coperto con pellicola fino al raddoppio. 
Trasferire in una teglia da plumcake e lasciar lievitare ancora per circa un'ora. Inforno a 200° per 10 minuti e poi a 180° per cric a 30 minuti.



Per l'insalata:

Tagliare il formaggio a cubetti, la gelatina idem e il guanciale pure.
Rosolare velocemente il guanciale in una padella molto calda con un filo d'olio.
Lavare l'insalata e asciugarla.
Preparare la vinagrette aggiungendo all'olio l'aceto e del sale.




Con questa ricetta partecipo all'MTC di giugno








19 commenti:

  1. Guarda secondo me hai fatto un ottimo ragionamento: son d'accordo con te che l'eccellenza ormai sta nel cercare prodotti genuini, di qualità e magari farli conoscere agli altri per mostrare una territorialità.
    A me questa insalata piace molto, ma proprio tanto! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ..grazie: è un qualcosa che ho scoperto da quando ho il blog, leggendo i post di voi altre...scoprire quanto c'è in giro...un abbraccio cri

      Elimina
  2. Un vizio decisamente da mantenere Crì, un'insalata davvero ricca di gusto e di eccellenze!
    Un bacio, buona giornata.

    RispondiElimina
  3. comemipiaceeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!
    buona giornata Cri
    Sandra

    RispondiElimina
  4. Anche a me piace portare nei piatti ricette e prodotti del territorio, anche se io non so bene quale sia il mio :)
    Bellissima insalata!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ...beh: significa che hai molto da portare!!!

      Elimina
  5. bravissima! la lazializzazione sarà il tuo fiore all'occhiello! Ottimo lavoro
    Cris

    RispondiElimina
  6. davvero invitante specie con questi primi caldi un abbraccio simmy

    RispondiElimina
  7. Questo formaggio mi attira da morire...e anche la tua insalata, sono veramente difficili da rendere originali e tu ci sei riuscita! Un bacione Cri!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Berry: basta poco che ce vò!!

      Elimina
  8. Brava. é bello riportare le cose che ami nei piatti classici.
    Un saluto.

    RispondiElimina
  9. Per Mother, Simmy e Sandra: grazie mille....un fresco abbraccio cri

    RispondiElimina
  10. Hai proprio ragione Cri, oggi il vero lusso non è nel prodotto di esportazione ma nella qualità e genuinità di ciò che si porta a tavola...che è sempre più difficile da reperire con fiducia. Buonissima la tua insalata. Buon we.
    Alice

    RispondiElimina
  11. Bhè cara mia, hai proprio fatto bene a ricrederti sull'insalata perchè ne hai preparata una fantastica!!!! Ingredienti genuini e molto molto ricercati al tempo stesso!!! Brava...come sempre!!! Non conoscevo il Caciofiore, grazie!!!
    PS: mi sono iscritta a Bloglovin e, ovviamente, ti ho aggiunta!!!!

    RispondiElimina
  12. Uuuuh, mi hai dato un'idea su come utilizzare quella gelatina di Dolcetto, anche se so già che senza quel meraviglioso guanciale non mi dirà tanto!

    Spaziale questa insalata, bravissima Cri!!!

    RispondiElimina
  13. ciao cristiana, la tua insalata è davvero appetitosa...ricercata, fresca e genuina...che dire poi del guanciale di monti lepini di maiale nero? come si dice dalle tue parti? aoo mo me magno tutto...grazie mille

    RispondiElimina
  14. la concezione di base mi trova perfettamente d'accordo: anch'io ho la tendenza a "regionalizzare" i piatti e se giocassi all'mtc proporrei sempre qualcosa in salsa di pesto o di focaccia :-) e ovviamente sono d'accordo anche sull'eccellenza intesa come qualità e non come ricercatezza dell'ingrediente. E' un percorso a ritroso, perchè solo tren'anni fa o erano ostriche e caviale o eri un pezzente, ma per fortuna lo abbiamo fatto, anche in modo intelligente e - mi auguro- non elitario:ovvio che la qualità abbia i suoi costi, ma il km zero li abbatte e permette anche di verificare la serietà del produttore e la bontà del prodotto.
    In più, permette anche ai foodblogger di dar voce alle eccellenze del proprio territorio- e di renderle irresistibili, nel momento in cui prendono la forma di una ricetta. Leo ha espresso in modo immediato quello che sto cercando di nobilitare continuando a battere sulla tastiera... ma penso che il risultato non cambi: ci sono prodotti per cui "basta la parola", per attivare l'acquolina: se poi son combinati in modo equilibrato, intrigante e convincente, come in questa insalata. aho, me magno tutto pure io!!!
    complimenti!!!

    RispondiElimina