lunedì 27 gennaio 2014

Kaak...o sesame bagel per la raccolta di Panissimo


Per la raccolta di Panissimo di gennaio sono andata a scovarmi questo pane.
Merito di Patrizia, che avendomi preceduto con il confratello mi ha fatto adare alla ricerca di qualcosa di simile. 
Mi sono accanita perchè il maneesh mi è rimasto nel cuore, ricordandomi un mio viaggio a Gerusalemme: ci sono piatti che ricolleghi immediatamente ad un posto, no? Questo un caso. 
Capitai nel dicembre del 2000, periodo di Ramadan, ed era bellissimo assistere alla fuga verso casa alla ricerca di cibo allo scoccare dell'ora del tramonto dopo il digiuno giornaliero. 
Tutti i vicoli della vecchia città ripieni di banchetti con questo pane, caratteristico per il profumo (dato dallo za'atar, un misto di spezie) che mi è rimasto nel naso e nel cuore.
Il kaak lo ricorda, anche se l'impasto probabilmente è più soffice...ma bisognerebbe mangiare l'originale per esprimere un vero giudizio!
Normalmente vengono venduti attaccatti a dei ganci a dei carri agli angoli delle strade: belli, no?
Bacio cri


Ingredienti (la ricetta viene da qui):

370 ml di latte
1 cucchiao di olio extra vergine di oliva
500 g di farina di grano tenero 0
120 g di pasta madre
1 cucciaio di zucchero
1 cucchiaino di sale

Per lo za'atar (preso da Patty):

1 cucchiaio di olio
4 cucchiai di semi di sesamo
2 cucchiai di timo secco
2 cucchiai di maggiorana secca
 
Per la finitura:
 
1 uovo
semi di sesamo

In planetaria sciogliere la pasta madre con il latte, aggiungere lo zucchero e la farina e iniziare a lavorare al minimo per qualche minuto. Aggiungere l'olio e il sale. Trasferire in una ciotola. coprire con un saccheto di plastica e lasciare riposare fino al raddoppio.
Riprendere l'impasto, sgonfiarlo e stenderne metà col matterello, con l'aito di un coltello dare la forma di una borsa all'impasto. Ricoprire con lo za'atar. Stendere la parte rimasta e adagiarla sull'altra e con l'aiuto delle dita chiudere bene i bordi. Con un bicchiere ottenere un buco sulla sommita. Far riposare per unìora. Spennellare con l'uovo e cospargervi i semi di sesamo In forno a 200°C per circa 20 minuti.
 




Con questa ricetta partecipo alla racclta di gennaio di Panissimo.

12 commenti:

  1. Ma bella che sei!!!! Pensa che io prima di panissimo neanche sapevo che esisteva... quel poco che ho viaggiato l'ho fatto verso occidente, mai verso oriente e ho tanta voglia di cambiare direzione... E' bellissimo, ha una forma particolarissima, bello gonfio... ma sai come sarà contanta la Sandra? Grazie e un bascione!

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  2. Belli?? Bellissimi! Ed evocativi un sacco, mi sono incantata a leggere la descrizione e l'uso che abitualmente se ne fa. Che meraviglia, Cri! Grazie, oggi regali una bella ricetta e qualcosa di nuovo da imparare: tvtttttb!

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  3. Questo pane ha un aspetto magnifico, inutlie dire che purtroppo non lo cocnoscevo ma adesso he lo conosco? Farò buon uso della tua bella ricetta.Un bacio Manu

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  4. semplicemente meraviglioso! da fare nei prossimi giorni, soprattutto per una fan del sesamo come me!!!

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  5. belli???? sono meravigliosi Cri! mai mangiati ma adesso mi hai reso curiosaaaaaaa

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  6. che carino! sembra un enorme bavaglino :)
    certo che di pani nel mondo quanti ce ne sono, segno dell'importanza primaria di questo stupendo miscuglio di acqua e farina che da vita ad una alchimia stupendamente golosa.
    bacio

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  7. bello questo pane! Ed io che ero rimasta che i bagel fossero "cicciotti" un abbraccio SILVIA

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  8. adoro le spezie za'atar (le trovo anche qui in Italia, all'equosolidale.se magari le cerchi già preparate con dentro anche il sommaco fra l'altro).Questo pane ha un aspetto meraviglioso.Se utilizzi anche farine integrali, faccio un pò di pubblicitá ad una mia amica (la daria) che trovi nei blog che seguo..si chiama goccedaria.che vuole creare una raccolta di pane, dolci, lievitati & co. però solo fatti con farine integrali.Non è un contest, ci farà poi dei pdf.
    cambiando discorso...
    io ho invece l'incubo del ricordo del fine giornata/tramonto/ora di cena durante il ramadam.Abbiamo rischiato la vita in Marocco, un sacco di volte perchè quando arrivava quel momento lì, era panico e delirio.Tutti inziavano a correre, in macchina, motorino, asini e carretti, biciclette...a comprare frutta e datteri e intasavano le strade andando a zig zag senza un senso logico.suonando clacson, urlando, frenando all'ultimo, tagliandoti la strada.era meglio non trovarsi in strada insomma...
    ciao e buona giornata

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    1. Grazie per la segnalazione: sono una curiosa e l'idea di provare qualcosa di nuovo mi attira molto. In effetti più che altro bisognava stare attenti a non rimetterci la pelle: attaccati alle pareti dei vicoli lasciando che la fiumana scemasse: un qualcosa senza senso, senza logica...la stessa cosa anche in India...da aver paura! Grazie mille per esser passata!

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  9. Cri che meraviglia!!!!!!!
    Bello questo post... educativo!
    Un abbraccio

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  10. ...che bellezza questo pane! Avrei tanto voglia di assaggiarlo, per scoprire nuovi sapori, tradizioni e...immaginare di viaggiare!

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  11. come mi piace questo pane "attaccatp" porca miseria CRI!
    grazzissime!!!!!
    baci
    Sandra

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