martedì 30 aprile 2013

Il vero "mappazzone" o meglio....Polpettone all'uso zingaro...la cultura chiama...

Firenze, sabato 1 ligio 1895

"Finalmente, dopo lunghe prove, son riuscito ad ottenere il polpettone che ho assaggiato nel corso della mia così strana visita al castello di Roccapendente. Ho capito, dopo alcuni fallimenti, che è fondamentale aggiungere gli ingredienti nel giusto ordine, uno per volta, e lasciare cuocere ognuno per il tempo necessario, giacché ognuno dei componenti di questo pasticcio richiede il proprio tempo per acquisir la giusta consistenza, e il giusto sapore.
E' anche fondamentale che gli ingredienti siano dei più fini, ma questo ognuno che fa cucina lo sa: non esistono i peperoni come categoria platonica ed immutabile, ogni peperone è diverso. Però trovando un mercante che dia fiducia, e stando con l'occhio ben aperto, e non buttando via il pezzo ammarcito, ma tagliando via con un coltellino la parte brutta, si può far molto con poca spesa.
Ma bando a queste ciance da vecchio rincorbellito. Trascrivo qui di segugi la ricetta, la quale però ho deciso che eseguirò solo per gusto mio e dei miei ospiti, e non riporterò nel mio manuale; io amo narrare gli aneddoti legati ad ogni piatto, e in questo caso son così tante le storiche dovrei contare, che richiederebbero un libro per conto proprio."



"Polpettone all'uso zingaro

Tonno sott'olio, gr 500; Peperoni gialli, n.2; Pane del giorno avanti, gr 300; Olive nere , gr 100; Uova, n.2; Latte, decilitri 2; Olio, 3 cucchiaiate; Burro,  Gr 20; Pangrattato, gr 40; Panna della più fine, decilitri 0,5; Costole di sedano lunghe un palmo, n.3; Prezzemolo, alcune foglioline.

Avendo a disposizione olive taggiasche il piatto ne guadagnerebbe.
Passare i peperoni sulla piastra onde spellarli con facilità, soffregandoli nella carta gialla; mondarli, privarli dei semi e tagliarli a pezzetti. In una ampia padella, fare soffriggere il sedano a sottili fettine, e quando avrà preso il colore aggiungere il peperone e far cuocere per il tempo di un saluto ad una bella dama.
Mettere nel frattempo il pane ad ammollare nel latte dopo avergli fatto alzare il bollore.
Aggiungere indi il tonno, dopo averlo sbriciolato con una forchetta, e lasciare che si ritiri. In successione, sempre girando, aggiungere olive snocciolate, il pane ammollato e strizzato, prezzemolo, sale e pepe. Lasciar quindi raffreddare.
In una ciotola riprendere il composto, intridendolo con le uova, e lavorandolo bene con le mani; poi legare con la detta panna.
Si unga quindi una teglia di rame stagnato e si spolverizzi con la metà del pangrattato; versare quindi il composto, coprire la superficie col resto del pangrattato e cuocerlo nel forno o nel forno da campagna.
Questa dose potrà bastare per quattro persone; ed anche di più, se si accontentano."

da "Odore di chiuso" di Marco Malvaldi

...non sembra un food blogger ante litteram?...chi narra è l'Artusi...notte Cri



Con questa ricetta partecipo al contest di Rosso Lampone

lunedì 29 aprile 2013

Focaccia svuota farine con fichi secchi

Arriva il caldo e devo far fuori tutti gli avanzi di farina...e frutta secca (superstiti natalizi)...
Oggi vegetal monday a focaccia...sono andata sul facile, l'unico pregio di questa versione è la sua versatilità: può esser mangiata sia abbinata al dolce che al salato...posto al volo che la fantasia rimasta si è andata esaurendo nell'arco della giornata...Cri.


Cosa serve:

200g farina integrale
150g farina di farro
200g farina di kamut
1/2 bustina di lievito di birra disidratato
100 g zucchero
olio d'oliva
sale
pepe
300g fichi secchi
brandy
fiocchi di zucchero grezzo

Sciogliere il lievito con 1 dl di acqua tiepida e un cucchiaino di zucchero. Unire 50g di farina integrale, un pizzico di sale e lasciar lievitare per 30 minuti in luogo tiepido.
Aggiungere le farine rimaste, 1 dl di acqua, 4-5 cucchiai d'olio d'oliva, 80 g di zucchero, mezzo cucchiaino di sale e pepe. Lavorare l'impasto per circa 10 minuti. Lasciar riposare fino al raddoppio.
Nel frattempo mettere i fichi secchi in un contenitore e lasciarli coperti col brandy.
Accendere il forno a 200°.
Riprendere l'impasto, sgonfiarlo e dividerlo in due porzioni. Stenderne una in una teglia, rivestirla con uno strato di fichi secchi tagliati a metà e coprire con la pasta rimasta.
Mettere in forno per circa 30 minuti. 10 minuti prima di sfornare cospargere la superficie con scaglie di zucchero grezzo.



Con questa ricetta partecipo alla raccolta de La cucina della Capra...

...e al contest Mani in pasta

domenica 28 aprile 2013

Pensa che ti ripensa....un chili con carne con fagioli....

....ho chilato una settimana fa...ma a post stavo messa male.
Posso esser sincera? Lo sarò: quando ho visto la ricetta scelta da Anne sono rimasta un tantino perplessa...insomma: un po' spiazzata e il mio primo pensiero è stato: "E mo' (purtroppo è un mio brutto intercalare) che faccio?"...come se la fantasia trovasse pochi sbocchi per prendere il volo...
Poi ho visto gli entusiasmi delle altre e piano piano mi son ricreduta...e poi la cosa bella dell' MTC è che da ogni sfida nasce altro, non so di preciso cosa si scateni, ma vengon fuori ricordi, racconti....come se la ricetta diventasse qualcosa di proprio, di personale...sarà il pensarci e ripensarci ma te ne appropri completamente..
Nel mio caso il primo ricordo è stato un viaggio in Texas...quando Anne parla di spazi infiniti la capisco...gli States hanno il gran fascino dell'immenso...strade che si perdono all'orizzonte...paesaggi che vanno e vanno...Il viaggio fu un coast to coast in macchina, sempre fatto da bambina, sempre fatto in maniera avventurosa...e proprio in Texas, in una riserva naturale restammo senza benzina (no comment). In quell'occasione ci venne in aiuto un ranger del parco che non si limitò al semplice: "Vi riempio il serbatoio", ma ci ospitò a casa sua...ricordo poco o nulla di quella notte se non l'esperienza di dormire in un materasso ad acqua (novità assoluta per me..restata tale) con la figlia adolescente di lui che sapeva disegnare benissimo e che mi regalò il ritratto di un cavallo...
Dopo il ricordo, la ricerca dei peperoncini.....sono di Roma e il primo posto a cui ho pensato è stato il mercato di Piazza Vittorio. Mercato suggestivo, molto etnico e fortunatamente poco turistico....mercato che dista da casa mia una trentina di chilometri...e questo solo per far capire a chi ancora non capisce (riferimento casuale al parentume a me vicino...) di quanto "prenda" l'MTC...


Foto presa da internet...avevo anche portato la macchina fotografica, ma timida come sono mi vergogno anche a scattare...
Lì ho fatto razzia di tutti i peperoncini che ho trovato:


E ora? Son partita con la ricetta originale proposta da Anne...ho seguito tutto alla lettera e questo è il chili che è venuto fuori:


Ho usato i peperoncini lunghi: 3 rossi e 2 gialli.
Per la carne ho usato la spalla (come suggerito dalla ricetta), comprata sempre al mercato di Piazza Vittorio in un banco di carne Halal...che vendeva di tutto e quando dico di tutto...:


Questa foto è mia (lo so son strana: qui la timidezza ha fatto cilecca)...a voi indovinare di cosa si tratta...

Ho fatto cuocere la carne per 3 ore e mezza in una casseruola di ghisa...il risultato è stato sorprendente...lo stesso stupore di quando il pane mi lievita in forno: "Ma come è possibile???"
Come accompagnamento ho pensato a delle tortillas, fagioli, riso e patate...che fantasia, eh??



Ecco il piattone stile USA finito:



Per le tortillas:

280g di farina di mais precotta
un pizzico di sale
250 ml di acqua

Mescolare gli ingredienti fino ad ottenere un impasto morbido. Coprire con la pellicola e lasciar riposare per circa un'ora. Non avendo lo strumento idoneo ho formato delle palline che ho messo tra due fogli di pellicola, steso col matterello e poi passati in padella con olio....la cosa migliore è andare a vedere questo post.

Per il riso:

300g di riso tipo a chicco lungo
olio
1 spicchio d'aglio

Tostare per pochi minuti il riso con l'olio e l'aglio schiacciato. Coprire con acqua calda salata, portare ad ebollizione e far sobbollire fino a quando l'acqua non sarà completamente assorbita.

Per le patate speziate:

1 kg di patate
olio d'oliva
4 spicchi d'aglio
2 cucchiaini di coriandolo tritato
2 cucchiai di paprika forte
sale
pepe

Pelare le patate e tagliarle in spicchi. Metterle in acqua fredda, portare a bollore e far sobbollire per 10 minuti. Scolare ed asciugare. Accendere il forno a 200°. Mescolare 4 cucchiai di olio, 4 spicchi d'aglio sbucciati e schiacciati, 2 cucchiai di coriandolo tritato e la paprica in uno stampo da forno. Aggiungervi le patate e girare bene. Sale e pepe In forno fino a quando non diventeranno croccanti.


Per i fagioli:

200g fagioli rossi
200g fagioli neri
2 cipolle
1 cucchiaino di cumino in polvere
1 cucchiaino di coriandolo in polvere
3 spicchi d'aglio
1 mazzetto di coriandolo fresco
olio d'oliva

Mettere a bagno i fagioli la  notte prima. Durante l'ammollo cambiare l'acqua due volte. Farli lessare fino a quando non risulteranno morbidi.
Tritare le cipolle e farle cuocere dolcemente a fiamma bassa con un filo d'olio, il cumino e il coriandolo in polvere.
Aggiungere i fagioli, durante la cottura con l'aiuto di una forchetta schiacciarne alcuni. Aggiungere gli spicchi d'aglio sbucciati e tritati.
Far cuocere a fuoco basso fino ad ottenere una crema.

....che fatica!!! Spero di aver scritto tutto e tutto in maniera corretta...grazie sempre ad Anne e all'MTC per avermi fatto rivedere le mie posizioni e per avermi insegnato tante cose nuove...e un abbraccio a chi non ha potuto vivere in maniera spensierata questa sfida...


...ovviamente con questa ricetta partecipo all'MTC



giovedì 25 aprile 2013

Una vera goduria: panino con misto cereali, asparagi, tomino e uova di quaglia

La giornata è iniziata nel migliore dei modi: appuntamento alle 7:30 con un tizio che sarebbe dovuto venire per farmi un preventivo per un lavoro...alle 9:00 nessun cenno di vita...chiamo: 
"Scusi (sono educata dentro...avrei voluto esordire in tutt'altro modo) sta arrivando?"
Lui: "No, sono da lei tra un'oretta"...
Io: "Ok, non venga proprio"....
E' una cosa che mi manda ai matti: l'idea di essere scambiata per la vestale in perenne attesa...già mio marito non ha l'abitudine di portarsi le chiavi dietro e così, spesso e volentieri, son dovuta tornare in fretta e furia a casa per non lasciarlo fuori dalla porta (anche se avrei voluto..), ma lui l'ho sposato e, strano a dirsi, ne sono ancora innamorata...ma pure per gli altri: no!
Anche il corriere: "Signora sono lì da lei dalle 14 alle 16"...lascia l'avviso di mancata consegna ora del passaggio: ore 12...giusto così per fare un altro esempio...
La giornata prosegue con scappata in ufficio con tutti i figli (molto professionale), visto che la piccola ieri aveva deciso di farsi salire la febbre a 39°...ma solo per un paio d'ore e, visto che da me funziona del tipo che se uno resta a casa devono restare anche gli altri, tutti insieme in allegria...Rai Yoyo accesa in sala d'attesa (ancora più professionale) e passa la paura....
Rientro a casa giusto per prelevare le torte da portare al compleanno degli amichetti (esser la mamma che sa cucinare porta a questo...vi giuro: fatto con piacere!) e via alla festa...
Pallone a gogo, gonfiabili...alle 19 a casa...
Il mio unico pensiero è.....: il panino per il contest di Colors & Food...ho avuto l'idea stamattina (nata da un commento sull'uovo fritto fatto da Cris)...devo sbrigarmi per farlo e fotografarlo...doccia lampo ai piccoli...film (sono stati fuori tutto il giorno...tanto per liberarmi dai miei sensi di colpa) e si parte con la "creazione"...
Il pane l'avevo fatto ieri...sempre nel tentativo di eliminare qualche farina e qualche seme...
Sono riuscita a comporlo con gli ultimi scampoli o sgoccioli di sole...giusto per fare una foto...ma il bello viene qui: l'ho addentato per sapere come fosse...cavolo: una vera e propria goduria...e sai che c'é? Me lo sono pappato tutto...peccato non aver avuto a portata di mano una bella birretta fredda...i panini: grande invenzione...puoi creare quello che ti pare, ma un buon pane leggermente tostato con qualcosa dentro fa sempre un gran figurone! E dopo questo sbrodolo di autoelegia vi do la ricetta...baci C.



Per il pane:

100 ml latte
50 g burro
200 g farina integrale
100 g farina di farro
200 g farina manitoba
230 ml di acqua
150 g lievito madre
1 cucchiaino  di sale
1 manciata di grano in semi

Per la salsa all'uovo sodo:

1 uovo sodo
mezzo spicchio d'aglio
foglioline di maggiorana
1 cucchiaio di salsa ai capperi (o 1 cucchiaino di capperi)
olio

Per il panino:

3 uova di quaglia
una manciata di asparagi cotti al vapore
un tomino fresco dell'Azienda Agricola Prunotto (mi è arrivato oggi e andava usato!!)
olio

Incominciamo:

Per il pane. Nel latte tiepido sciogliere il lievito madre. Aggiungere le farine, il burro morbido e l'acqua a filo. Per ultimo il sale e il grano.
Lasciar lievitare fino al raddoppio. Procedere con la piegatuta che potete vedere qui. Lasciar riposare per circa un'ora. Accendere il forno a 180°. Mettere in uno stampo da plumcake coperto con carta forno ed infornare per circa 30 minuti.

Per la salsa. Passare al mixer l'uovo, con la maggiorana e i capperi. Con uno spremi aglio aggiungervi il mezzo spicchio spremuto.Aggiungere la quantità d'olio necessaria ad andare a formare una salsa.

Comporre il panino. Ho usato una piastra elettrica. Mettervi due fette di pane. Intanto in una padella mettere un filo d'olio e far cuocere tre ovette al tegamino. Nella stessa padella saltare per un minuto le punte d'asparago. Sciogliere leggermente il tomino sulla piastra. Fetta di pane-tomino-asparagi-ovette. Accompagnare con la salsa.




Con questa ricetta partecipo al contest di Colors & Food

martedì 23 aprile 2013

Tahini bread

Tra le varie scorte alimentari ho un vasetto di tahin in frigo da un bel po' di tempo e per trovargli una giusta collocazione sono andata alla ricerca di questo pane mangiato anni fa sulla terrazza di un bed and breakfast in Turchia, con affaccio su un lago meraviglioso (di cui ovviamente ho scordato il nome)...mi ricordo solo questa colazione condivisa con una ragazza israeliana appena reduce dal servizio militare obbligatorio, che aveva deciso di prendersi un anno di stop in giro per il mondo...ricordo il pane (e come ti sbagli), gli occhi verdi e luminosi di lei, il lago dalle fattezze alpine e il mercato delle tribù locali sullo sfondo...buona giornata C.


La ricetta l'ho presa qui, queste le conversioni in grammi:

900g di farina manitoba
200g di pasta madre rinfrescata tre volte (nell'originale 1 bustina di lievito di birra granulare)*
250 ml di latte
80 ml di olio d'oliva
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di zucchero
acqua
* la PM la rinfresco tre volte perché la mia sta chiusa in frigo per 5 giorni...potendo, per questioni di tempo, panificare solo di weekend! Ovviamente se il vostro uso è più frequente non è necessario...

Per la farcia:

120 g di tahin
120 ml di olio d'oliva
250 g zucchero

Per l'esterno:

1 tuorlo
un po' di latte
semi di sesamo



Scaldate il latte e farvi sciogliere il lievito. Aggiungere la farina, l'olio, lo zucchero e il sale. Far lievitare fino al raddoppio.
...di qui in avanti faccio la pigra e vi rimando a l'originale dove c'è il passo passo sicuramente più chiaro di me...
Comunque bisogna formare 12 palline, stenderle e mettervi al centro un impasto formato da olio, zucchero e tahin; richiudere ed arrotolare. Spennellare con tuorlo e latte e cospargervi dei semi di sesamo.
In forno a 180° per 25 minuti circa.





Con questa ricetta partecipo al contest di L'ennesimo blog di cucina...


...e alla raccolta ...indovina chi viene a cena?

lunedì 22 aprile 2013

Vellutata di lenticchie con polpettine di bulghur per il vegetal monday

Visto che oggi di postare voglia zero, ho fatto una ricerca stile compitino delle medie...
Il bulgur non è altro che quello che resta dopo un processo di cottura al vapore, essiccazione e triturazione del chicco di grano. Durante questo processo di lavorazione perde ben poco delle proprie sostanze nutritive, contiene un elevato quantitativo di proteine vegetali ed è ricco di fibra pur mantenendo un basso valore calorico (meno del riso). Inoltre è ricco di vitamina B, fosforo e potassio.
Viene commercializzato in tre "pezzature": piccola, media e grande. 
Visto il modo di lavorazione necessità di una cottura breve, può essere utilizzato nelle insalate fredde, come la tabbouleh o come sostituto del riso.
Si conserva a lungo in un barattolo di vetro in un luogo fresco.
....beh, avendolo comprato in un momento di shopping compulsivo e non avendolo ancora usato l'ho trasformato in delle polpette...c'è da dire che ogni volta che voglio far mangiare qualcosa di nuovo ai piccoli lo trasformo in polpetta e lo friggo...questa volta la frittura me la sono evitata, anche perché senza utilizzare l'uovo avevo paura che non avrebbero retto...a voi il mio vegetal monday...C.



Questa parte in cui descrivo la ricetta e il procedimento va migliorata, devo trovare l'impostazione giusta...per ora resto sul sicuro..

Cosa serve:

200g di lenticchie piccole tipo Castelluccio
2 cipolle fresche
olio d'oliva
coriandolo in polvere e fresco
cumino in polvere
1 bicchiere di bulgur
1 cipollotto
sale

Lessare le lenticchie. Metterle in acqua fredda e portarle ad ebollizione. Dopo circa 20-25 minuti saranno pronte.
Tritare le cipolle e soffriggerle per pochi minuti con olio d'oliva. Aggiungere le lenticchie scolate, insaporire, aggiungere metà acqua di cottura e altra acqua fino a coprirle. Aggiustare di sale e cuocere per altri 20 minuti.
Intanto preparare le polpette. Lessare il bulgur. Metterlo un pentolino ed aggiungerci due bicchieri d'acqua. 10 minuti dal bollore sarà pronto. Tritare il cipollotto, aggiungerlo al bulgur. 
Una volta che le lenticchie saranno belle morbide passarle al mixer. 
"Rubarne" un cucchiaio ed aggiungerle al bulgur. Condire con cumino e coriandolo in polvere secondo il proprio gusto. Aggiungere sale. Con il composto fare delle piccole polpette e passarle nel pangrattato e poi in forno a 200° per 10-15 minuti.
Servire la vellutata con le polpette e del coriandolo fresco tritato.





Per la raccolta de La cucina della Capra

sabato 20 aprile 2013

Parfait al caffè per l'amica virtuale

La cena con l'anziano signore si concluse con questo semifreddo...è un qualcosa di diverso dal gelato, molto più morbido e cremoso. Anche in questocaso ho un ricordo ben nitido sul palato...mi ha sempre affascinato come certi piatti riescano a fissarsi nella memoria e, a dirla tutta, potrai provare a farli mille volte ma non otterrai mai lo stesso risultato!! C.



Cosa serve:

70g di zucchero
3 tuorli
2,5 dl di panna
2 cucchiai di latte
1 cucchiaio di caffè solubile

Far sciogliere in una tazza il caffè con il latte intiepidito. Versare 1 dl di acqua in una casseruola, unirvi lo zucchero e portare a bollore. Far cuocere a fuoco vivo per circa 7 minuti, in modo tale da ottenere uno sciroppo denso e trasparente.
Lavorare i tuorli con una frusta elettrica fino a renderli belli spumosi, amalgamarvi lo sciroppo caldo a filo, continuando a lavorare con le fruste fino a quando il composto non si sarà raffreddato. Aggiungervi il caffè sciolto nel latte e incorporarvi la panna precedentemente montata. 
In freezer per almeno due ore.



E ora storia di n piccolo fallimento...
Qualche tempo fa Valentina per festeggiare il primo anno di vita del proprio blog ha (come si dice?) dato vita ad un giveaway. L'idea era quella di postare il dolce che secondo il proprio gusto vale la pena provare almeno una volta nella vita. Beh, tra i miei dolci preferiti c'è l'Apple pie...in realtà sono un amante dei dolci caldi, con la frutta e tanta cannella....quindi per Vale avevo pensato proprio a questo dolce arricchito dalle bacche di goji...l'ho fatta tre volte, ma non c'è stato nulla da fare: una volta mi si è rotta nel tentativo di toglierla dalla teglia, un'altra è stata divorata prima degli scatti a mia insaputa...la terza mi è venuta "vuota" all'interno e così dal caldo con frutta sono passata al freddo caffè...visto che da poco ho scoperto le sue origini campane!

Insomma con questa ricetta, anche se non amo le cose cumulative,  partecipo al contest di Spadellatissima...

...e al giveaway di Vale...




giovedì 18 aprile 2013

Reinterpretazione dell'uovo sodo fritto

Non avrei mai creduto che lo avrei scritto...ma le cose sono di molto cambiate da quando ho dato vita al blog, da casalinga disperata sono passata ad essere mezzo casalinga e mezzo...boh? Non lo so, ma fatto sta che a casa non ci sto più e quando ci sto sono in cucina (...non è vero...) visto che la seduta al computer scatena forme di gelosia acuta...
Insomma cosa non avrei mai creduto che sarei arrivata a scrivere? Che mi dispiace molto non passare da tutte le blogger amiche...mi sto perdendo un sacco di ricette...anche perché vi giuro che spesso e volentieri le testo, insomma sarò sincera:  mi viene il dubbio che ci andiamo ad elogiare a vicenda ma che in realtà di quello che viene cucinato interessa poco o nulla...invece a me passare a fare un giro di ricognizione mi fa proprio piacere perché mi vengono nuove idee sul come cucinare qualcosa, scopro cose non ho mai provato a fare, mi piace vedere l'impiattamento, le foto...insomma a furia di guardare la vena creativa aumenta. Mi piace molto l'idea di qualche blogger straniera che ha creato uno spazio proprio per chi ripete i propri piatti...con post, foto e eventuali critiche e migliorie...devo capire come gestire la cosa, perché mi piacerebbe fare un tentativo anche qui..
Passo alla ricetta. Visto che è la settimana dei ricordi, questo è un piatto mangiato da bambina in un ristorante superbuono di Capri (non ricordo il nome...avrò avuto 10 anni).
A tavola con un amico dei miei di una certa età che per motivi di salute non poteva mangiare, con la moglie, la figlia e la nuora super attente alla linea che mangiarono un'insalatina e la mia mamma...altra buona forchetta come la sottoscritta....visto che l'anziano signore amava mangiare ordinò per noi due tutto quello che avrebbe voluto provare lui...una delle migliori cene della mia vita...C.




Cosa serve:

5 uova
un mazzetto di asparagi
1 cipollotto fresco
1 uovo per l'impanatura
pan grattato
olio d'oliva
sale
pepe

Mettere le uova in una pentola con acqua fredda e portare ad ebollizione. Passati 9 minuti dall'inizio del bollore spegnere il fuoco.
Lasciar raffreddare sotto acqua corrente e privarle del guscio.
Lavare il cipollotto e tritarlo. Metterlo a stufare in una padellina con un filo d'olio. 
Pulire gli asparagi e tagliarli a rondelle, scartando la parte più dura dei gambi. Aggiungerli al cipollato. Sale e pepe. Lasciare sul fuoco fino a quando non si saranno ammorbiditi.
Tagliare a metà le uova, prelevare il tuorlo e con una forchetta schiacciarlo insieme agli asparagi. Riempire nuovamente le uova, chiuderle andando a ricostituire la forma originaria.
Passarle nell'uovo e poi nel pangrattato. Effettuare una doppia panatura. Friggere fino a doratura nell'oidio caldo (circa 180°).



Con questa ricetta partecipo al contest di Spadellatissima

martedì 16 aprile 2013

Couscous libico e ricordo di un viaggio

Anche se si è perso per strada, mio padre è stato un gran padre...
Devo a lui mille ricordi, mille esperienze, un'infanzia felice (che non è poco), ricca di avventure e di scoperte...e soprattutto devo a lui la passione che ho nel viaggiare, lo sguardo curioso, l'apertura (o almeno la pseudoapertura) che ho nei confronti dell'altro...con lui e con il resto della truppa abbiamo girato in lungo e in largo...
1983. Deserto del Sahara. Una campagnola (una delle prime e forse unica jeep italiana), tre bambini e tre adulti: mamma, papà e un portantino dell'ospedale facente funzioni di meccanico.
La macchina era stata modificata in maniera tale da trasformarsi all'occorrenza in hotel, ristorante e bagno. Oltre ai viveri, all'acqua e alla benzina non so per quale motivo (o forse si) avevamo un quantità abnorme di galatine al latte...ve le ricordate??
Di quel viaggio ricordo distese e distese di sabbia e distese e distese di puntini...: quelli della tappezzeria del soffitto della macchina!!
A metà viaggio si ruppe un pezzo del motore e così ci ritrovammo nel nulla....
Fortunatamente il nulla venne riempito ben presto da due enormi tir, con alla guida due autisti beduini che, impietositi dalla situazione, si fermarono. Visto che c'era ben poco da fare, l'unica soluzione logica ai più fu la seguente: macchina caricata su un camion, padre-fratello maggiore e pseudo meccanico in un tir e madre-la sottoscritta e fratello minor (aveva 4 anni) nell'altro. 
Ricordi. Odore di incenso, arance su arance offerte dall'autista, il suo letto ceduto a noi...il buio.
Ora di cena. Di notte non si viaggia, ci si ferma e ci si prepara.
Scesi dal tir i due autisti si muovono in accordo. Viene dato fuoco ad un copertone: per far luce, per segnalare la propria presenza...non so.
Viene acceso un fuoco. Viene estratto da un cassetto laterale del grande bestione un lenzuolo tutto sporco. Il lenzuolo viene srotolato e dentro c'è la carcassa di un agnello. Si comincia a cucinare. Si mette una pentola sul fuoco con l'acqua presa infilando un tubo nella sabbia, si aggiungono le verdure, la bestia viene fatta in pezzi....viene lasciato tutto lì a cuocere lentamente.
Ero bambina, ma mi rendo conto dei gesti e son gesti quotidiani: non sembra più di essere nel nulla, sembrano due massaie nella propria cucina...
E' pronta la cena...mia madre dubbiosa: " I piccoli potranno?"...mio padre tranquillo:"E' tutto cotto: si può"...e da allora il sapore del miglior cous cous della mia vita: sapore di buono, di selvaggio, di avventura...C.




Cosa serve:

1 cipolla grande
500 g di semolone di cuscus
pezzi di abbacchio (più o meno ne ho usato 600g)
1 tubetto di concentrato di pomodoro
2 zucchine
3 patate
3 carote
400 g zucca gialla
1 barattolo di ceci
200 g fave surgelate
spezie miste: semi di coriandolo macinati, cumino, paprika dolce, cannella, pepe e peperoncini di cajenna ( tutti in polvere)
acqua di fiori d'arancio e cannella in polvere
olio d'oliva

Soffriggere la cipolla tritata in abbondante olio, poi rosolarvi la carne. Salare ed aggiungere le spezie miste (non riesco a dare una dose...seguire il proprio gusto e il proprio palato...). Mescolare il tutto e mettere il concentrato di pomodoro. Allungare con acqua.
Si possono mettere le verdure insieme alla carne facendo attenzione alla cottura (alcune cuociono in minor tempo), oppure cuocere bene la carne, toglierla e mettere le verdure.
Ho cotto insieme le cose. Ho fatto cuocere prima la carne da sola per circa 30 minuti e poi ho aggiunto le verdure. Prima le patate e le fave, poi le carote, dopo un po' la zucca e i ceci e per ultime le zucchine. La cottura è durata circa un'ora e mezza.
A parte inumidire il cous cous con acqua tiepida e un pizzico di sale.
Lavorare il cous cous con una forchetta o con le dita e metterlo in una cuscussiera (si può usare una pentola per la cottura a vapore coi fori stretti).
Ogni tanto inumidirlo e sgranarlo...sarà pronto dopo circa mezzora. Ovviamente si può utilizzare quello precotto.
Una volta pronto versarlo in un recipiente ed aggiungervi 2 cucchiai di acqua di fiori d'arancio e cannella in polvere. Mescolare e poi aggiungere il sugo (la parte alta più oleosa) alla semola.
Mettere il cous cous condito nei piatti aggiungendo la carne, le verdure e il sugo coi ceci e le fave.


Per la ricetta ringrazio Maria...certo che come lo fa lei è tutt'altra storia!!


Con questa ricetta partecipo al contest di Squisito





lunedì 15 aprile 2013

Vegan plumcake

Tra le varie dinamiche familiari vi è la gestione della dispensa...
Per quanto mi riguarda la vorrei sempre sul vuoto andante, mentre mio marito soffre di sindrome postbellica...soprattutto in previsione dell'estate, per evitare l'arrivo di numerosi animaletti felici di festeggiare nella mia cucina cerco di eliminare tutte le farine, le pastine, i legumi...insomma tutti i prodotti secchi...e mentre elimino, lui compra...facendoli passare come dei regali per la sottoscritta, va a far provviste nei grandi cash and carry e così dopo che a fatica son riuscita a smaltire quel mezzo chilo di farina di riso, lui tutto contento mi torna con 20 kg di farina integrale...e la battaglia continua...
Proprio sulla scia del desiderio di svuotare è nato questo dolce per i piccoli, fatto a quattro mani col mio secondo...ovviamente metà dell'impasto è finito sui muri (la gestione delle fruste ho scoperto a più riprese non esser cosa facile) e l'altra metà in bocca...ma è così che funziona...buona giornata C.


Cosa serve:

480g di farina di riso
120 zucchero di canna
60 g di cacao
1 pizzico di sale
1 bustina di lievito
2 banane mature
100 ml di succo di mela
80 ml olio di semi di girasole
noci sgusciate

Accendere il forno a 180°.
Con le fruste ridurre in purea le banane con l'olio e il succo di mela.
In una ciotola mischiare la farina, lo zucchero, il cacao, il lievito e il sale.
Aggiungere la purea agli ingredienti secchi fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Unire una manciata di noci.
In forno per 35-40 minuti.




Con questa ricetta partecipo alla raccolta de La cucina della Capra

venerdì 12 aprile 2013

Filetto di maiale con mousse di mela renetta e cioccolato fondente

...settimana intensa, quasi mondana...che qui da queste parti è una grande novità...weekend che già si preannuncia tumultuoso...voglio stare ferma: non far nulla...domani fingo un malore e mi barrico in casa!
Pomeriggio passato assediata dai piccoli mostri e i loro compari. Una gran fortuna poter stare con tanti bambini: in ognuno di loro già si intravede l'adulto che sarà...lo sbrasone, il precisetto, quello con duemila manie, l'allegro e il depresso....difficile accontentarli tutti...mi affascina molto osservarli: non riesco mai a capire quanto ci sia in ognuno di loro di insito e quanto sia dovuto al condizionamento di noi adulti...osservo i miei e in loro vedo tre personalità differenti e ben precise...ho sonno: la smetto qui...
Per questo piatto sono stata presa in giro....definita "la famolo strano" della cucina...in realtà l'abbinamento è perfetto e il successo riscontrato lo ha confermato...a voi il giudizio...notte C.


Cosa serve:

1 filetto di maiale
3 mele renette
una noce di burro
sale
olio d'oliva
aglio
rosmarino
cioccolato fondente

Dopo aver sbucciato le mele ridurne due a cubetti e saltarle in padella con una noce di burro fino a quando non si saranno ammorbidite.
La terza mela tagliarla a fettine e passarle anch'esse in una padellina con del burro fino a renderle morbide.
Aprire il filetto a libro (lasciare un lato attaccato all'altro) e farcirlo con le mele a fettine. Con l'aiuto di uno spago da cucina legarlo bene.
Metterlo a marinare per un paio d'ore con l'olio, il rosmarino e due spicchi d'aglio incamiciati schiacciati.
Trascorso il tempo indicato accendere il forno a 200°.
Usare l'olio della marinatura e rosolare il filetto a fuoco vivace in un tegame. Terminata l'operazione passarlo in forno per 15 minuti. Aggiustare di sale. Far riposare per qualche minuto, togliere lo spago e tagliare in fettine.
Servire sulla mousse di mele renette con una grattugiata di cioccolato fondente.


...diciamo che dovrei fare un corso per spiegare meglio le ricette...spero sia tutto chiaro...


Con questa ricetta partecipo al contest di Agriturismo Cà Versa

lunedì 8 aprile 2013

Insalata vegetariana

Lunedì...e quindi no a carne, ma neanche a pesce né altri derivati animali....
Inutile dire che vorrei essere molto più costante e riuscire a postare ogni lunedì, e soprattutto ad un ora decente, ma meglio di niente...non posto nulla domani così oltre al monday facciamo anche il tuesday...
Ricetta presa dai McCartney con qualche variante, tipo l'assenza dei fagiolini (pagarli come un tartufo bianco non mi sembra il caso) e lo sciroppo d'acero...
Ve lo ricordate il periodo della dieta detox allo sciroppo d'acero? 
Ovviamente ho dato anche con quello: era un barattolo di latta, bisognava diluire qualche cucchiaio di sciroppo in acqua con succo di limone ed andare avanti così per una giornata...la promessa era la perdita di non so quanti kg in 24 ore...fortunatamente sull'argomento sono diventata più "saggia", ma quanto tempo sprecato! 
Tanto per non ricadere in errori di gioventù conservo gelosamente due cartelline piene di diete, di quelle pubblicate sui giornali verso maggio, ne ho una quantità enorme...la dieta del pompelmo, quella del panino, quella della pasta....siamo ad aprile tra un po' si ricomincia...potrei aumentare la collezione! Notte C.



Cosa serve (per una persona):

125g di tofu
2 carote
un grappolo di pomodori ciliegino
una manciata di cimette di broccoli
3 foglie di lattuga
3 foglie di radicchio
2 cipollotti
olio d'oliva
senape di Digione
origano-basilico-timo
sale



Cuocere al vapore le cimette di broccolo e una volta pronte, dopo averle scolate, metterle a bagno per qualche minuto in acqua ghiacciata (per mantenere il colore).
Accendere il forno a 220°. Una volta caldo mettervi i pomodorini e farli abbrustolire leggermente.
Dopo averle lavate, tagliare le carote a rondelle e ripassarle in padella con un filo d'olio.
Lavare ed asciugare la lattuga e il radicchio. Tagliarli a listarelle.
Grigliate il tofu tagliato in fette e condito con basilico, origano e timo tritati.
Sulla stessa griglia far cuocere velocemente anche i cipollotti tagliati in due.
In una ciotolina emulsionare l'olio con la senape ed il sale.
In un piatto mettere prima l'insalata e poi le altre verdure e infine il tofu. Servire con il condimento.




Con questa ricetta partecipo alla raccolta de La cucina della Capra

sabato 6 aprile 2013

Filetti di cernia fritti con maionese alla vaniglia

La rondini son tornate! Roma oggi è stata baciata dal sole e proprio oggi le nostre amiche  di lunga data son tornate. 
Hanno fatto il nido in garage che viene tenuto appositamente aperto per loro, e da cinque anni tornano puntuali come orologi svizzeri. Arrivano in due e se ne vanno in quattro cinque...
Sfrecciano come pazze appena si arriva con la macchina e ci regalano un bel quantitativo di concime per il giardino...(in realtà è l'unico neo...)!
Si ricomincia a lavorare in giardino e zappettando qua e là ho trovato delle belle sorprese:


un tulipano superstite dai cani...


...e una vinca variegata..

...e ora una cernia in maionese...C.



Cosa serve (per una persona):

1 filetto di cernia
1 uovo
1 cucchiaino di aceto
1 bacca di vaniglia
olio di semi di girasole
Per l'impanatura:
1 uovo
pan grattato

Tagliare la cernia in filetti e rigirarli nell'uovo sbattuto con la forchetta, poi passarli nel pangrattato.
Preparare la maionese. Con una frusta montare un uovo con un cucchiaio di aceto e i semi di una bacca di vaniglia. Aggiungere lentamente l'olio (circa un bicchiere) fino ad ottenere un composto omogeneo.
Ho usato l'olio di semi perché avevo paura che quello d'oliva coprisse troppo il profumo della vaniglia...
Friggere i filetti in olio e servirli con la maionese.



Con questa ricetta partecipo al contest di Mela's kitchen